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Dialoghi del Mediterraneo a Roma, hub permanente di riflessione sui problemi dell’area

Decine di capi di stato, esperti, organizzazioni internazionali

Med-Mediterranean dialogues Italian Minister of Foreign Affairs, Paolo Gentiloni, during the 2nd edition of Rome Med-Mediterranean dialogues in Rome, Italy, 01 December 2016. Rome Med-Mediterranean dialogues is an annual high-level initiative organized by the Italian Ministry of Foreign Affairs and ISPI (Italian Institute for International Political Studies. ANSA/ETTORE FERRARI

ROMA, 2 DICEMBRE – L’Italia non solo è geograficamente al centro del Mediterraneo ma si candida a diventare un ‘hub’ permanente di discussione e riflessione sui temi specifici dell’area e sulle strategie da adottare per affrontarne le problematiche.Med-Mediterranean dialogues

Promossa dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione insieme con l’Istituto di studi di politica internazionale (Ispi) si è aperta ieri a Roma (e terminerà domani) la seconda edizione del Forum MED -Mediterranean Dialogues, con la presenza di oltre 40 tra Capi di Stato, ministri e vertici delle organizzazioni internazionali, 500 leader del mondo della politica, dell’economia e della finanza, 80 tra think tank e istituzioni internazionali nonché studiosi ed esperti provenienti da circa 55 Paesi. Il Forum si articola in tre giornate di incontri basati sui cosiddetti quattro ‘pilastri’: Shared Prosperity; Shared Security; Migration; Media; Culture & Society e si occupa di temi come sicurezza comune, lotta al terrorismo, futuro del Medio Oriente – con un focus particolare su Siria e Libia – immigrazione, energia, crescita, ruolo delle donne e  dei  giovani per il rilancio dell’economia.

Nelle intenzioni della Farnesina ”la tre giorni di dibattito è destinata  a far  diventare Roma un vero e proprio hub   di riflessione sul Mediterraneo, area non solo di conflitti e crisi,  ma spazio ricco di potenzialità sulle quali lavorare  nella costruzione di un’agenda  positiva che si lasci dietro alle spalle un diffuso pessimismo e torni a ridare centralità alla regione in uno scenario internazionale in continuo mutamento.Mediterraneo

A rafforzare l’idea di hub contribuiscono una serie di incontri denominati Pre-Med che si sono tenuti il 30 novembre e ieri mattina e la partnership scientifica di European University Institute, IFRI, Bruegel, Chatam House, DGAP, European Council on Foreign Relations.  Tra queste tavole rotonde si segnalano quella con imprenditori delle due sponde del Mediterraneo (promosso da Confindustria-BusinessMed), la riunione dell’Aspen European Strategy Group, incontri tra Mediterranean Energy Regulators e tra esperti di sicurezza col NATO Defence College; una ministeriale sull’energia promossa con la Commissione Europea e una riunione tra i policy planner dei Ministeri degli esteri dell’area; un confronto tra i media internazionali promosso con la RAI e uno tra i rappresentanti dei think tank dell’area e lo  Steering Committee del Robert F. Kennedy Human Rights Center.

Ieri Gentiloni, a margine della Conferenza,  ha incontrato il collega britannico Boris Johnson. Oltre alle prospettive legate al negoziato per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, i due Ministri hanno scambiato aggiornate valutazioni sulla crisi libica, nelle sue dimensioni politica, economica, di sicurezza e umanitaria, e sulla Siria. Oggetto dei colloqui anche i rapporti con la Russia, in relazione al ruolo di Mosca nella crisi siriana, e il Processo dei Balcani Occidentali.

Mediterraneo

Boris Johnson

Nel pomeriggio, aprendo i lavori del Forum, il ministro Paolo Gentiloni ha detto che occorre ”prendere l’impegno tutti insieme ad evitare che il Mediterraneo, il Mare nostrum, diventi il Mare nullius, cioè un luogo in cui nessuno si assume la responsabilità o la corresponsabilità di far fronte alle crisi. La responsabilità di contenere le crisi, di sviluppare un’agenda positiva è comune a tutti i Paesi della regione, ai Paesi europei e a tutti i Paesi del mondo”.

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Il ricevimento al Quirinale

“L’Europa deve lavorare per attuare rapidamente il migration compact, facendo accordi con i Paesi africani, non per porre fine alle migrazioni, ma per colpire quelle irregolari, il traffico di esseri umani e far cessare le migliaia di morti in mare”, ha aggiunto. “Se qualcuno immagina che la crisi migratoria sia nata nell’agosto 2015 e sia finita nel marzo 2016 si sbaglia di grosso…. La crisi dura da anni e non è risolta. Dobbiamo essere esigenti verso noi stessi e gli Stati europei, anche per tenere in vita l’accordo con la Turchia, obiettivo non facile ma da porci realisticamente, e aiutare i paesi più sotto pressione come Giordania e Libano”.

Ieri sera gli intervenuti al Forum sono stati ospiti al Quirinale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Oggi Gentiloni incontra il segretario di stato americano John Kerry.

(@novellatop,  2 dicembre  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts