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La Tutela Tricolore: in mostra agli Uffizi i Carabinieri dell’Arte

FIRENZE, 16 DICEMBRE – “La tutela tricolore”: una mostra dedicata ai “custodi dell’identità culturale dell’Italia” e’ l’esposizione di Natale alle Gallerie degli Uffizi. E’ tradizione che da oltre un decennio, in occasione delle Feste, gli Uffizi offrano ai fiorentini e ai visitatori di tutto il mondo un evento culturale di eccezione. Stavolta il focus e’ sui Carabinieri del Nucleo per la Protezione del Patrimonio, una punta di eccellenza per il Paese riconosciuta a livello globale. La mostra aprira’ i battenti il 19 dicembre inaugurando l’Aula Magliabechiana, ubicata sotto l’omonima Biblioteca e che d’ora in poi sarà riservata alle esposizioni temporanee del museo. Sara’ visitabile con ingresso gratuito fino al 14 febbraio dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì).

“L’inaugurazione del primo spazio permanente delle Gallerie degli Uffizi dedicato a questa funzione”, ha detto il Direttore degli Uffizi Eike D. Schmidt, “suggerisce un tema importante di riflessione, di carattere fondamentale e storico-istituzionale, sul ruolo che l’arte pubblica riveste per la collettività e sulle strategie specifiche che si sono sviluppate nel sistema italiano, dalla Seconda Guerra mondiale in poi, per la sua protezione e il suo recupero. È un compito delicato, che esige competenze altissime, e che necessita della stretta collaborazione tra il Ministero ai beni e le attività culturali e del turismo e il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri.”
carabinieri-tutela-patrimonio-culturale-teseo-1000x599La tutela tricolore non narra solo gli avvenimenti storici che hanno coinvolto e troppo spesso ferito il patrimonio culturale dalla Seconda Guerra mondiale ai nostri giorni: racconta anche le azioni legislative e istituzionali che hanno il compito di proteggerlo e custodirlo per le future generazioni. Tra queste, la creazione – caso unico al mondo – di un corpo di polizia “specializzato”, il Comando Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri che, in quasi mezzo secolo di attività, ha preso parte attiva nella difesa e recupero dei beni culturali.
La mostra si articola in otto sezioni che renderanno conto dei crimini contro il patrimonio culturale italiano – da quelli di guerra a quelli terroristici, fino ai furti con scopo di lucro e agli scavi clandestini con conseguenti esportazioni illecite (attività quest’ultima legata alle organizzazioni criminali di stampo mafioso e in passato assecondata perfino da istituzioni straniere troppo spesso indifferenti alla provenienza illecita di quanto acquistavano) e dell’opera meritoria del Comando TPC dell’Arma dei Carabinieri.
Rodolfo Siviero

Rodolfo Siviero

La prima sezione, Il crimine contro l’arte, racconta come gli Uffizi – una delle massime espressioni del patrimonio artistico nel mondo e non solo in Italia, sostanza fondamentale della nostra civiltà e identità culturale – siano stati oggetto di un attacco terroristico di stampo mafioso il 27 maggio 1993. L’azione di Rodolfo Siviero e la sua legacy è il titolo della seconda sezione, dove si narra il salvataggio delle opere delle Gallerie di Firenze, trafugate nel corso dell’ultimo conflitto mondiale. Molte di esse furono recuperate grazie all’attività dell’allora ministro plenipotenziario Siviero, che su nomina di De Gasperi nel 1946 diresse una missione diplomatica presso il governo tedesco allo scopo di ottenere il riconoscimento di un principio di legittima restituzione delle opere italiane. Vi si trovano cosi’ esposte le celebri Fatiche di Ercole di Antonio Pollaiolo, la Madonna col Bambino (detta Madonna del Solletico o Madonna Casini) di Masaccio, il Ritratto di uomo di Hans Memling, l’Avarizia di Francesco Furini, il Pigmalione e Galatea di Bronzino, Ritratto di giovane donna di scuola emiliana (illecitamente esportata negli Stati Uniti con la suggestiva attribuzione a Raffaello), tutte opere rientrate agli Uffizi grazie a Siviero.

La Dormitio Virginis

La Dormitio Virginis

Ancora oggi, grazie al suo repertorio di quanto è stato trafugato in musei, chiese e collezioni private durante la Seconda Guerra mondiale – pubblicato dopo la sua morte con il titolo L’opera da ritrovare – e grazie all’ assidua e solerte attività del comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, continuano i ritrovamenti e ritorni in patria: in mostra a ricordarlo la trecentesca Dormitio Virginis, di scuola veneta, trafugata il 20 luglio 1944 da soldati nazisti a Lastra a Signa nella Villa del Sassoforte di Federico Mason Perkins e riportata in Italia dopo esser stata individuata sul mercato londinese nel 2014; la pistola turca del Museo Stibbert restituita spontaneamente da uno degli eredi del militare che l’aveva asportata dal museo; La Carica dei Bersaglieri di Michele Camarrano, purtroppo tagliata e suddivisa in varie porzioni per poterla vendere più facilmente.

Vibia Sabina, recuperata da Boston

Vibia Sabina, recuperata da Boston

Nella terza sezione Beni archeologici e diplomazia culturale si espone una serie di preziosi recuperi archeologici, per lo più provenienti da scavi clandestini e poi usciti illecitamente dall’Italia. Insieme al lavoro di ricerca e individuazione dei beni artistici da parte dei Carabinieri, la “diplomazia culturale” – di fatto un insieme di accordi diplomatici e trattative internazionali sull’argomento – ha raggiunto risultati prima irrealizzabili tra cui in particolare il memorandum di intesa tra Stati Uniti e Italia sottoscritto nel 2001, che ha consentito ritorni di opere di grande importanza. In mostra alcuni esempi: la statua di Vibia Sabina, moglie dell’imperatore Adriano rientrata da Boston nel 2007, il cratere del celebre pittore Assteas rientrato da Los Angeles nel 2005 e infine l’Hydria etrusca dove è rappresentata la metamorfosi dei pirati in delfini, tornata nel 2014 dal Toledo Museum of Art nell’Ohio.

La Peplophoros di Villa Torlonia

La Peplophoros di Villa Torlonia

I Carabinieri dell’arte a grandi passi verso i primi cinquant’anni è la quarta sezione. Una rassegna cronologica di recuperi di dipinti, reperti archeologici, ed altri oggetti di varia provenienza – la Triade Capitolina e il Volto d’avorio, il Putto con anatra della Casa dei Vettii a Pompei, l’Adorazione dei Pastori di Dono Doni di Assisi, trafugato dalla Pinacoteca Civica di Bettona – illustra il cammino del Comando Tutela Patrimonio Culturale vicino al compimento dei cinquant’anni. Una menzione particolare meritano le opere ancora mai viste in Italia, rientrate dai quattro angoli del mondo appena in tempo per essere esposte nella sezione di chiusura tra cui la Peplophoros di Villa Torlonia, il Carro di Eretum tornato da Copenaghen, il Ritratto di Giulia Domna di Villa Adriana, le pagine miniate dell’Antifonario di Santa Verdiana a Castelfiorentino.

Con la quinta sezione Scoperte fortuite: l’etica del cittadino, la mostra vuole raccontare anche i comportamenti virtuosi e rispettosi della legge messi in atto da alcuni cittadini che si sono inaspettatamente ritrovati ad essere protagonisti di ritrovamenti.  La globalizzazione del crimine è la sesta sezione, che espone le Oreficerie Castellani rubate dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia il 30 marzo 2013, su commissione di una facoltosa signora russa che ambiva a possederle, e che sono state fortunatamente recuperate grazie alle indagini e agli interventi dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale.
I caschi blu della cultura

I caschi blu della cultura

Non poteva poi mancare uno sguardo sul mondo: sulle guerre che devastano patrimoni artistici che appartengono all’umanità intera, sull’accanimento del terrorismo contro i simboli di antiche civiltà, sulle calamità che continuamente mettono in pericolo edifici e oggetti. Per questo si è scelto di esporre la stele funeraria di Palmira, che assurge a simbolo delle guerre in corso, dove sono entrati in azione i “Caschi blu della cultura” appena costituiti, “di cui i Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale sono parte integrante e determinante insieme agli esperti del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Quanto le richieste di prestito delle opere per realizzare l’esposizione di questo Natale 2016 avevano da poco raggiunto i destinatari, il terremoto dello scorso ottobre ne danneggiava gravemente una, l’Adorazione dei Pastori del pittore Dono Doni di Assisi della Pinacoteca Civica di Bettona. La storia  ha un lieto fine perché la tavola è stata adottata dall’organizzazione della mostra, che finanziandone il restauro ha permesso di cancellarne subito le ferite inferte dal tremendo sisma.
Accolta sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, la mostra, diretta e curata da Eike D. Schmidt con Fabrizio Paolucci, Daniela Parenti e Francesca De Luca, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, l’Arma dei Carabinieri, il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, le Gallerie degli Uffizi, Firenze Musei, la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, Open Group, e l’Associazione First Social Life. Il catalogo della mostra è edito da Sillabe. (@alebal)
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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts