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Libano: energia solare per una cooperativa agricola femminile grazie a Greenpeace

E Save the Children trasforma il Villaggio di Expo in una scuola

Libano

ROMA, 4 GENNAIO – Un progetto straordinario sta per prendere forma nel sud del  Libano grazie all’organizzazione ambientalista Greenpeace: si tratta di una Cooperativa per la produzione agricola tutta al femminile che lavora per vendere i propri prodotti in tutto il paese. Ma come la maggior parte delle realtà libanesi la cooperativa soffre di problemi di elettricità ‘cronici’ e i macchinari di produzione sono alimentati da generatori vecchi, inefficienti e inquinanti.  La buona notizia è che le donne che lavorano nella cooperativa hanno deciso di cambiare marcia e compiere una vera e propria rivoluzione energetica. La soluzione è proprio sulla nostra testa: il Libano ha infatti più di 300 giorni di sole all’anno e l’energia solare sarebbe in grado di soddisfare tutta la domanda di energia elettrica del Paese in modo 100% rinnovabile.

Greenpeace

Il logo del progetto di energia solare

Partendo da questo presupposto, un mese fa, l’organizzazione si è  impegnata in questo progetto con l’obiettivo di formare un piccolo gruppo di individui che potranno poi ispirare – e soprattutto formare – altre persone per progetti imprenditoriali che siano anche sostenibili dal punto di vista ambientale, e così 12 giovani libanesi, palestinesi e siriani dalla zona, addestrati da Greenpeace, parteciperanno all’installazione dell’impianto fotovoltaico di questa cooperativa.
Non è la prima volta: solo pochi giorni fa l’impianto fotovoltaico da 40 kW, finanziato con il contributo di circa mille donatori che hanno partecipato al progetto di crowdfunding  ‘Accendiamo il sole’, è entrato in funzione a Lampedusa e la stessa cosa, anche se in forme diverse, è accaduta a Rodi, in Grecia, a Raleigh, nel North Carolina e a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. I volontari raccontano: ”Abbiamo visto l’entusiasmo sui volti delle persone non appena si rendono conto che questa tecnologia non è al di là della loro portata! Ma per realizzare questa impresa, c’è bisogno del sostegno di tante persone: ogni contributo è un ulteriore passo verso una vera indipendenza energetica per questa cooperativa, per le donne che ci lavorano e la loro comunità”.
Il progetto sarà realizzato con le comunità locali in collaborazione con Greenpeace: attraverso corsi di formazione e altre iniziative, gli attivisti di Greenpeace, ricercatori e volontari lavoreranno al fianco dei membri della comunità per promuovere le risorse sorprendenti di questa regione.Libano
La solarizzazione del centro inizierà con una ‘diagnosi energetica’ mirata a identificare il suo consumo energetico. Da qui saranno varate una serie di misure di efficienza energetica per ridurre il consumo e infine un impianto solare sarà installato sul tetto della Cooperativa.

Sempre in Libano un altro progetto, questa volta di Save The Children, è partito da lontano per approdare in un contesto molto diverso. Da maggio a ottobre 2015, dice la ong, abbiamo partecipato a Expo a Milano e che ha

Libano

La scuola di Save the Children

avuto come tema principale “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Un tema in linea con l’impegno programmatico e di campaigning sul versante della nutrizione, in particolare del contrasto alla malnutrizione infantile.
Il Villaggio Save the Children a Expo ha ospitato tantissimi visitatori che, grazie a installazioni interattive ed esperienze sensoriali, hanno avuto la possibilità di comprendere il devastante impatto della malnutrizione, ma anche le semplici soluzioni per contrastarla e contribuire a cambiare la vita di tanti bambini, con le loro madri.
Oggi il Villaggio continua a essere di aiuto ai bambini in una forma e in un luogo diversi: la struttura di legno e bamboo, che ricordava uno dei tanti villaggi nel mondo in operiamo quotidianamente, ha trovato nuova vita in Libano dove i materiali sono stati riutilizzati per costruire una scuola. È operativa da settembre e accoglie quotidianamente i bambini siriani rifugiati in un grande campo informale nel Paese.

(@novellatop, 4 gennaio 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts