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Alfano al Consiglio di sicurezza: “Nel 2107 Italia protagonista in politica estera”

(di Arturo Zampaglione) NEW YORK, 10 GENNAIO – “Una riforma onnicomprensiva che adatti il sistema di pace delle Nazioni Unite alle nuove sfide globali”: questo uno dei tre obiettivi elencati da Angelino Alfano, ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, nel suo primo intervento al Consiglio di sicurezza. Martedì 10 gennaio, infatti, in occasione della prima riunione dell’anno (e della prima con il nuovo segretario generale Antonio Guterres), il Consiglio si è occupato delle sfide della pace e della prevenzione dei conflitti: e tra i 15 paesi attorno al celebre tavolo a ferro di cavallo sedeva anche l’Italia, che ne sarà membro fino alla fine dell’anno, quando passerà la staffetta all’Olanda secondo l’accordo raggiunto “in spirito europeo” nello scorso giugno (e di cui si è rallegrato anche il ministro degli esteri olandese Bert Koenders).

“Questo è un giorno molto importante per l’Italia”, ha ricordato Alfano, parlando con la stampa dopo il discorso, “perché si inaugura un anno che ci vede protagonisti nel campo della politica estera”. Non solo l’Italia sarà presente nel massimo organo esecutivo dell’Onu, assumendone la presidenza a novembre, ma ospiterà anche le celebrazioni a fine marzo per il sessantesimo anniversario dei Trattati di Roma e la riunione annuale del G7, di cui ha la presidenza. E proprio in vista di questi appuntamenti, il ministro degli esteri ha evidenziato le priorità del governo: una maggiore enfasi sulla prevenzione della pace, un’azione efficace contro il terrorismo internazionale e un rinnovato sforzo per affrontare il dramma delle migrazioni.

“I grandi movimenti migratori – ha detto Alfano nel discorso all’Onu – possono essere sia il risultato che la causa di un conflitto, ma se vengono gestiti bene possono diventare un’opportunità per la pace, la crescita e lo sviluppo”. Il ministro, che ha letto l’intervento in inglese (smentendo così alcune critiche sulla sue conoscenze linguistiche), ha parlato della vocazione italiana “a costruire ponti” e ha anche ricordato due altri impegni legati alla pace, oltre a quello della riforma degli strumenti dell’Onu: “l’uso efficace di indicatori per segnalare precocemente violenza, radicalizzazione, estremismo e aggressione dei diritti umani, religione e cultura”; e poi una iniziativa “per affrontare alla radice alcune cause di instabilità”, come il riscaldamento del pianeta, la sicurezza alimentare e ovviamente le migrazioni.

alfanoProprio su quest’ultimo tema, Alfano ha fatto il punto su una serie di passi avviati dal governo italiano, a cominciare dal ritorno dell’ambasciatore Perrone a Tripoli, che è un segnale chiaro della volontà di coinvolgere la Libia, da dove proviene il 90 per cento dei migranti che arrivano in Italia. La Farnesina sta anche perseguendo accordi con il Niger e la Tunisia. Rispondendo ad alcune domande dei giornalisti, il ministro italiano si è anche detto “speranzoso” sull’avvio della presidenza Trump e, ricordando che le relazioni Usa-Russia sono nella fase peggiore dopo la guerra fredda, si è augurato un miglioramento: anche se è prematuro – ha notato – ipotizzare una presenza di Mosca al vertice del G7 di Taormina.

 

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Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza).

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About Arturo Zampaglione

Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza). Contact: Website | More Posts