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Diritti umani: 15 anni di Guantanamo. Amnesty, Obama la chiuda prima di andarsene

Guantanamo

NEW YORK, 11 GENNAIO – Il primo gennaio gli Usa sono entrati a far parte per tre anni del Consiglio Onu per i diritti umani. Nella dichiarazione a sostegno della propria candidatura, gli Usa avevano promesso di promuovere i diritti contenuti nella Dichiarazione universale dei diritti umani, di rispettare gli obblighi previsti dai trattati internazionali e di avere un rapporto costruttivo con gli organi di monitoraggio sull’attuazione dei trattati delle Nazioni Unite. Guantanamo

L’organizzazione Amnesty International rileva che dieci giorni dopo, oggi, ricorre il 15° anniversario dalle prime detenzioni nella base navale di Guantanamo, in territorio cubano, che il governo Obama si era ripromesso di chiudere: ”Detenzioni del tutto antitetiche alla Dichiarazione universale dei diritti umani e dunque in contrasto con gli obblighi del diritto internazionale e con le raccomandazioni degli organi di monitoraggio sull’attuazione dei trattati Onu”.

Per tutti questi 15 anni, gli Usa si sono vantati di essere un protagonista globale nel campo dei diritti umani, ma la creazione, il funzionamento e la mancata chiusura di Guantanamo derivano dal fatto che tutte e tre le branche del governo Usa hanno rifiutato di considerare le detenzioni secondo quanto prevede il diritto internazionale. Invece, hanno applicato un pacchetto di ‘leggi di guerra’ derivato da una mal concepita risoluzione approvata dal Congresso dopo gli attacchi dell’11 settembre. Nel 15/o anniversario della sua apertura, a Guantanamo restano 55 detenuti, 45 dei quali senza accusa né processo. Gli altri 10 hanno subito o stanno subendo processi di fronte a commissioni militari che non rispettano gli standard internazionali sul giusto processo che gli Usa sono tenuti a osservare. Sei di loro rischiano la pena di morte. guantanamo

La base navale di Guantanamo sta per avere un nuovo comandante. Prima delle elezioni, il presidente eletto Donald Trump aveva dichiarato che avrebbe tenuto aperto il centro di detenzione e lo avrebbe ”riempito di altra gente cattiva”. Circa la metà delle persone che si trovano ancora a Guantanamo, prima di esservi trasferite erano state poste in detenzione segreta nell’ambito dei programmi della Cia. La stessa base è stata usata dalla Cia nel 2003 e nel 2004 come centro segreto di detenzione. Le sparizioni forzate, la tortura e i trattamenti crudeli inumani e degradanti sono stati parte integrante dei programmi della Cia, sui quali permane ancora impunità.

guantanamo

Barak Obama

”Amnesty International – rileva ancora l’organizzazione – continua a chiedere al presidente Obama, anche nel poco tempo rimasto prima che lasci la Casa Bianca, di adempiere alla promessa di porre fine alle detenzioni a Guantanamo e di farlo in linea con gli obblighi internazionali degli Usa sui diritti umani. Sono passati ormai quasi sette anni dal primo impegno in questo senso. Sebbene l’amministrazione Obama abbia accusato il Congresso di aver impedito la chiusura di Guantanamo, per il diritto internazionale le leggi o i disaccordi politici interni non possono considerarsi motivi legittimi per venir meno al rispetto degli obblighi internazionali. È improbabile che gli Usa accetterebbero scuse del genere se arrivassero da altri governi. Il resto del mondo non dovrebbe accettarle quando arrivano dagli Usa”.

(@novellatop, 11 gennaio 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts