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Bustreo a Onuitalia: più Italia in Oms, equità e diritto alla salute i bastioni della sanità globale

Flavia Bustreo

(di Maria Novella Topi)
ROMA, 12 GENNAIO – Ci sarà un pò di Italia nella nuova Organizzazione Mondiale della Sanità, se Flavia Bustreo riuscirà a divenirne la guida al posto di Margaret Chan, in procinto di lasciare. Ma ci saranno anche una maggiore attenzione a temi considerati ‘collaterali’ come il clima e le energie pulite, la sicurezza alimentare e la condizione femminile, lo sviluppo sostenibile e i vaccini.

Margaret Chan

Margaret Chan

Bustreo, padovana, dal 2010 Vicedirettrice generale dell’OMS per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini, è la candidata ufficiale del governo italiano a guidare l’organizzazione dell’Onu per i prossimi anni, che saranno, come lei stessa ha spiegato a Onuitalia, densi di sfide e di impegni. Combattiva e schietta Bustreo ha oggi presentato i l suo ”programma elettorale” con il quale cercherà di farsi scegliere nelle votazioni del Consiglio esecutivo dell’Onu che in gennaio restringeranno la rosa a cinque candidati, e poi, in seguito a un secondo esame, diventeranno tre in vista del voto dell’Assemblea Mondiale della Sanità nel marzo 2017.

La visione del futuro organismo si basa su cinque punti chiave ma parte da quello forse più importante e più ‘italiani’: il diritto alla salute. Bustreo ricorda che proprio l’Italia è stato uno dei primi paesi a garantirsi questo diritto, la cui importanza ha sedotto nel tempo molti altri paesi. ”Ma non abbastanza – rileva – se è vero che solo la metà dei paesi membri dell’Oms ha questo diritto inscritto nella propria Costituzione, come in Italia”. Basta pensare che il neo eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha in animo di modificare la sanità nel proprio paese in senso completamente contrario al diritto alla salute. Non è quindi una pia illusione darsi l’obiettivo si espandere la copertura sanitaria universale.

Flavia Bustreo

L’Oms a Ginevra

Ma c’è anche il tema dell’equità (Leaving no-one behind – Non lasciare indietro nessuno) che Flavia Bustreo inserisce nei concetti chiave di quella che potrebbe diventare la sua gestione. ”A fronte di un lieve miglioramento nei paesi emergenti, le disuguaglianze nella salute si stanno approfondendo – spiega – e ciò accade anche all’interno di società e paesi considerati ‘sani’. La forbice sta divaricandosi e le faccio un esempio: a New York i dati disaggregati sulla mortalità materna nelle zone più povere della città risultano analoghi a quelli di Haiti. Segno che c’è ancora molto da lavorare su questo piano”.

Ci sono poi da migliorare gli interventi di risposta dell’Oms sulle emergenze, come epidemie e grandi numeri, e rafforzare i sistemi di sorveglianza con una rete informativa che possa fare comunicare efficacemente i paesi dal centro alla periferia e viceversa. ”Con Ebola – ricorda Bustreo – l’Oms fu accusata di lentezza nell’intervenire… per sei mesi i paesi colpiti dall’epidemia praticamente la negarono e questo causò un ritardo a tutta la macchina sanitaria. Ora vanno corrette queste storture, va rafforzato – in un mondo in cui spesso sono i social a farla da padrone – il sistema delle evidenze scientifiche con interventi rigorosi e tenendo conto dei sistemi di eccellenza di cui dispone il nostro paese”.

Ma Bustreo punta anche a qualcosa che sinora l’Oms non ha praticato: ”Lavorare insieme ad attori che non siano solo i governi e i ministeri… Vorrei – spiega – inaugurare un modello nuovo, in futuro lavorare con soggetti non istituzionali come ong, organizzazioni religione o laiche presenti sul campo. In Africa ci sono decine di queste onlus che operano in silenzio per la salute della popolazione. Nei miei tre anni passati in Sudan – ricorda – era noto a tutti che il miglior ospedale del paese per donne e bambini era quello gestito dalla suore comboniane. Si possono ignorare realtà come queste?”.

Bustreo elenca quindi due o tre ‘sogni’ che aspettano solo di uscire dal suo cassetto di futura guida dell’Oms. ”Essenziale innanzitutto mitigare in tutti i modi l’impatto dei cambiamenti climatici che con l’innalzamento delle temperature, creano siccità, inondazioni, presenza di insetti come le zanzare portatrici di infezioni (Zika, malaria, dengue ecc) a nuove latitudini e altitudini, insicurezza alimentare, malnutrizione, inquinamento di aria e acqua”.
Per l’Oms in questo momento nel mondo la cifra dei bambini che muoiono prima dei cinque anni si è attestata sui sei milioni e la metà è affetto da malnutrizione. In questo quadro si collocano anche i progetti perché i ”sistemi di salute contribuiscano a ridurre le emissioni”, scegliendo le energie pulite.Flavia Bustreo

Il capitolo ‘donne’ è al centro della visione di Bustreo soprattutto per quanto riguarda le malattie tumorali femminili (seno e cervice). ”La nostra esperienza dal 1990 al 2015 – spiega Bustreo – ci dice che la situazione della mortalità materna è molto migliorata. Siamo passati dai 500 mila ai 300 mila morti e la tendenza è buona. Ma questo comporta un altro aspetto: se le donne sopravvivono ai parti, con il tempo si ammalano di tumori ed è qui che non abbiamo ancora visto progressi. Inoltre nei paesi a basso reddito l’iter di prevenzione e cura previsto ad esempio per il carcinoma dell’utero non viene rispettato. In occidente si fa il vaccino contro il papilloma virus, poi lo screening di massa, infine i trattamenti se ci si ammala. Nelle zone come l’America Latina ad esempio, tutto questo non c’è”.

Infine i vaccini: innanzitutto Bustreo – che è anche vicepresidente della Gavi Alliance per i vaccini – punta il dito contro molti social che non solo nel nostro paese enfatizzano una presunta pericolosità: ”Anche nel Nord Europa – dice – si sta sviluppando un atteggiamento negativo… credo solo perché si è persa memoria della gravità di alcune malattie che non si vedono più. Chi sa cosa avviene con la difterite? Personalmente sono perché i medici intervengano con decisione sul territorio e lo dirò nei miei incontri con le rappresentanze delle loro associazioni”. In più, ammette, in questo campo il sogno si allarga anche ai costi dei vaccini che andrebbero abbassati”.

Flavia Bustreo

Flavia Bustreo

Il governo italiano fa il tifo per Flavia Bustreo contro la quale corrono per la prima poltrona dell’OMS quattro uomini – l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus, il francese Philippe Douste-Blazy, il britannico David Nabarro e l’ungherese Miklós Szócska- e un’altra donna, la pachistana Sania Nishtar.
Oggi Bustreo, nel presentare il suo programma a Roma come candidata ha usato parole condivisibili e forti. ”Il diritto alla salute per tutti non è un sogno utopico, ma può divenire una realtà con l’impegno politico, i finanziamenti e le risorse umane capaci di fornire servizi sanitari adeguati – ha detto –  L’Italia è un esempio nella promozione del diritto alla salute quale diritto fondamentale facente capo ad ogni soggetto, qualunque sia la sua origine, la sua religione, le sue opinioni politiche, la sua condizione economica e sociale. L’Italia si distingue da sempre per uno dei migliori sistemi sanitari al mondo in termini di universalità dell’assistenza sanitaria quale diritto costituzionalmente sancito e protetto. Vanta uno dei tassi di mortalità materna fra i più bassi al mondo, ed è secondo solo al Giappone in termini di longevità, fenomeno facilmente attribuibile alla qualità della vita e della salute, oltre a fattori diversi quali l’alimentazione.

Recentemente l’eccellenza italiana è stata riconosciuta anche in termini di gestione delle emergenze, come nella recente crisi legata ad Ebola. Il nostro paese ha molto da insegnare a livello globale in termini di gestione ed efficacia del sistema sanitario ed è per me un onore poter rappresentare questa eccellenza nella sfida per la leadership dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

(@novellatop,  12 gennaio 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts