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Nigeria: ‘Vieni con noi’, Intersos cerca volontari per combattere la malnutrizione

Nigeria

ROMA, 16 GENNAIO – L’Ong INTERSOS ha lanciato una nuova campagna-appello che con un video dedicato cerca volontari per lavorare ”In prima linea” in Nigeria e lottare contro la malnutrizione.  Marco Ciapparelli, direttore generale per l’Africa Occidentale di INTERSOS invita alle donazioni e traccia un quadro drammatico: ”Alle spalle si lasciano tutto. Le proprie case distrutte, i loro villaggi devastati, una scia di morte che ha messo in fuga quasi 2 milioni di persone nel nord est della Nigeria. Saccheggi,  devastazioni, rapimenti, violenze di ogni genere, per mano del gruppo armato Boko Haram, continuano ad essere all’ordine del giorno in quest’area dove il numero di civili uccisi è salito a 14.500.Nigeria

Chi fugge ha difficoltà ad avere accesso alle cure mediche, ai medicinali, al cibo. I segni spaventosi di questa condizione sono evidenti soprattutto su donne e bambini, tra cui i tassi di mortalità e di malnutrizione si attestano ben oltre le soglie d’emergenza. Un bambino su cinque, al di sotto dei cinque anni, è gravemente malnutrito e rischia la morte.

”La sopravvivenza di queste persone dipende dagli aiuti umanitari”, aggiunge Ciapparelli.

Dall’inizio del 2016 INTERSOS lavora in Nigeria, nello stato del Borno, la zona più colpita dalle violenze di Boko Haram ed è in prima linea per combattere la malnutrizione di migliaia di bambini, per costruire alloggi per migliaia di famiglie che hanno perso tutto.

L’intervento di INTERSOS si concentra nello stato del Borno, nel nord est nella Nigeria. Tutte le aree in cui il team INTERSOS lavora sono zone rese accessibili solo di recente in seguito all’offensiva militare del governo nigeriano; negli ultimi tre anni sono state sotto il controllo del gruppo Boko Haram.

Nel nord-est della Nigeria, così come nell’area circostante, in Camerun e Ciad, le condizioni umanitarie e la sicurezza continuano a deteriorarsi causando la fuga massiva della popolazione. La crisi umanitaria in corso in Nigeria ha il suo epicentro negli stati di Yobe, Adamaua e Borno. Degli 1,9 milioni di sfollati presenti in queste aree, l’80% si trova nello stato di Borno, che ne ospita circa 1,3 milioni. Quasi tre anni di occupazione di queste aree da parte del gruppo fondamentalista Boko Haram e la successiva operazione militare iniziata a Gennaio 2016 dell’esercito nigeriano per respingere i miliziani e riportare questi stati sotto il controllo governativo, hanno prodotto massicci spostamenti di popolazione in fuga e hanno avuto un impatto devastante sulla popolazione.Nigeria

Per quasi tre anni, nelle aree sotto il controllo di Boko Haram, la popolazione non ha avuto accesso ad alcun servizio, in particolare all’assistenza medica, al rifornimento di medicinali, ai servizi sociali ed educativi. L’instabilità dell’area, i continui assalti delle milizie, hanno bloccato la produzione alimentare e le coltivazioni, svuotando i mercati e lasciando 4,6 milioni di persone nell’insicurezza alimentare. La mancanza di cibo prolungata si è abbattuta sulle condizioni di salute della popolazione: la malnutrizione tra donne e bambini ha raggiunto una diffusione e un’incidenza estremamente allarmanti, soprattutto tra gli sfollati che, fuggendo nella foresta per mettersi in salvo prima da Boko Haram poi dagli scontri tra l’esercito governativo e i miliziani, hanno trovato case e attività commerciali completamente distrutte.

Scarsità di cibo e acqua, cure e servizi medici ridotti, impossibilità di riavviare le attività commerciali e produttive, gli scarsissimi tassi d’istruzione tra la popolazione, l’instabilità che perdura a causa degli attacchi che continuano da parte di Boko Haram ai militari e alla popolazione civile, nei tre stati colpiti dalla crisi, descrivono un quadro estremamente complesso dell’area, in cui l’intervento umanitario è urgente e necessario. Gran parte della popolazione sfollata sopravvive solo grazie agli aiuti umanitari.

(@novellatop,  16 gennaio 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts