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«Amazonìa Sin Fuego»: a La Paz presentato photo-book su programma pilota Cooperazione

LA PAZ, 25 GENNAIO – Coltivare nella foresta per preservare la biodiversità amazzonica. Questo il pilastro del progetto «Amazonìa Sin Fuego» in Bolivia, finanziato dalla Cooperazione Italiana allo sviluppo per cercare un’agricoltura sostenibile e integrata tra piante, insetti, allevamento e foresta. Le iniziative sono state raccolte in un libro: un racconto fotografico reso possibile dagli scatti della giornalista RAI Liza Boschin. Il volume, che prende il nome dal progetto della Cooperazione, è stato presentato nei giorni scorsi a La Paz, nell’ambito di un evento organizzato dal ministero dell’Ambiente boliviano.

L’iniziativa punta ad intervenire sugli incendi forestali in Bolivia, fenomeno che, al pari del Brasile, nella maggior parte dei casi è indotto dall’azione umana, poiché l’uso del fuoco è una pratica comune nell’agricoltura e nell’allevamento. Gli agricoltori e gli allevatori considerando, erroneamente, questo sistema come una tecnica efficace per il rinnovo della vegetazione, pensano che il fuoco sia la forma migliore per la pulizia del terreno, l’eliminazione dei residui delle piantagioni, così come uno strumento per dare nutrienti al suolo e favorirne l’aumento della produttività.

Quella definita come “cultura del fuoco” rappresenta in molte regioni una vera e propria calamità e produce conseguenze gravissime sull’ambiente, sulle popolazioni locali e sull’economia del territorio. Le famiglie dei piccoli produttori rurali vedono in questo modo incrementarsi la propria situazione di povertà poiché, a causa del costante uso del fuoco, sono obbligate ad occupare nuovi territori alla ricerca di terreni fertili, provocando l’espansione della frontiera agricola.

Il programma «Amazonìa Sin Fuego» associa azioni d’emergenza e sviluppo ad attività di formazione, divulgazione e negoziazione nelle comunità rurali che si dedicano all’agricoltura familiare ed all’allevamento di bestiame, permettendo di rafforzare le capacità locali di prevenzione e risposta agli incendi forestali, recuperando terre deteriorate grazie alla diffusione di pratiche agricole alternative all’uso del fuoco. La presentazione del photo-book, che ha visto la partecipazione dei massimi rappresentanti istituzionali dei Paesi e delle agenzie che sostengono il programma, si è aperto con una rassegna dei risultati raggiunti nelle prime due fasi dell’iniziativa (2012-2016), a cui ha fatto seguito l’introduzione delle linee strategiche della terza fase, di prossima attivazione.

L’importanza della prossima fase, nell’ottica dei principi di efficacia e ownership dell’aiuto, è stata sottolineata dall’Ambasciatore Vigo, che ha inoltre elogiato gli sforzi delle diverse istituzioni coinvolte e ha riconosciuto il valore di un’iniziativa con carattere e visione regionale, che oltrepassa i confini politici per diventare un punto di riferimento a livello internazionale in materia di sviluppo sostenibile.

“Amazonía sin Fuego” (PASF) è una delle best practice della Cooperazione italiana in materia di conservazione ambientale e sviluppo sostenibile in ambito rurale che, dopo gli eccellenti risultati ottenuti in Brasile (1999-2009), è stato attivato prima in Bolivia e, a partire dal 2016, in Ecuador.

A testimonianza dell’ampio consenso istituzionale maturato attorno all’iniziativa, la presenza all’evento della ministra dell’Ambiente della Bolivia, Alexandra Moreira, dell’Ambasciatore Vigo, del direttore della sede estera AICS di La Paz, Vincenzo Oddo, oltre ai rappresentanti della Banca di Sviluppo dell’America Latina (CAF) e della Cooperazione tecnica dell’Ambasciata brasiliana in Bolivia, partner che, assieme all’Italia, finanziano l’intervento. Durante l’evento è stato sottolineato il valore del libro fotografico, strumento che rimane a testimonianza di un lavoro così importante come quello svolto nell’ambito del progetto e che, al contempo, permette di capitalizzare gli sforzi dell’Italia su temi centrali per l’agenda di sviluppo, quali la tutela dei boschi, la gestione sostenibile delle risorse forestali e la mitigazione del cambiamento climatico. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts