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Iraq: al MAXXI le foto delle giovani yazide del Kurdistan, il riscatto con le armi dell’immagine

Progetto di Unicef e Ministero degli Esteri italiano

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ROMA, 25 GENNAIO – In alcuni luoghi del mondo, devastati dalla guerra, talvolta si affacciano nuove speranze e linguaggi diversi da quello delle armi. E’ accaduto nel Kurdistan iracheno, area geografica che negli ultimi anni è stata teatro di violenze indiscriminate contro le popolazioni locali da parte del sedicente Stato Islamico, e che  grazie ad un progetto dell’Unicef sostenuto dal governo italiano, ha avuto la possibilità di far sentire la voce della sua gente.

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Il manifesto della mostra

L’iniziativa nasce dal ‘Corso di tecniche fotografiche destinato a ragazze yazide’, un progetto realizzato dall’Unicef in collaborazione con i partner locali del Research and Development Organization e finanziato dal Ministero Affari Esteri e delle Cooperazione italiano con l’obiettivo di dare ad un gruppo di giovani donne, vittime di guerra e sopravvissute ad atti di violenza di genere, uno strumento espressivo e un approccio al mondo del lavoro.

Il frutto di questo lavoro è stato esposto in una mostra al  MAXXI di Roma e narra una storia finalmente a lieto fine. Nel 2015 ha preso il via un laboratorio pratico di fotogiornalismo che ha visto la partecipazione di 25 ragazze. Dodici di loro hanno continuato a fare corsi di fotogiornalismo e ora 4 lo praticano da professioniste.

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Il ministro Pinotti e le ragazze

Attraverso questa passione che è diventata anche un lavoro, le ragazze raccontano la loro vita, la realtà che le circonda, utilizzando  l’obiettivo di una macchina fotografica. Fino al 29 gennaio, 40 fotografie realizzate dalle ragazze yazide, raccolte nella mostra ‘Photographs of Life in Khanke Camp’, sono esposte al MAXXI.
Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che ha preso parte all’inaugurazione della mostra, conobbe queste giovani fotogiornaliste durante un viaggio nel Kurdistan iracheno dove i militari italiani sono impegnati nell’addestramento delle forze di sicurezza locali.
”Ho avuto modo di conoscere questa iniziativa in occasione di una visita al contingente italiano impegnato in Iraq nell’ambito della coalizione anti Isis e ho avuto immediatamente la percezione che si trattasse di qualcosa di unico e importante perché in essa ho visto il germe della rinascita di popoli sconvolti dalla follia pseudo religiosa oggi incarnata dai terroristi del Daesh” ha detto.

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Una delle autrici

All’evento hanno preso parte, tra gli altri, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Graziano, i vertici delle Forze armate e il Presidente della Fondazione MAXXI Giovanna Melandri.
Tutte le fotografie esposte al MAXXI sono state scattate nel campo profughi di Khanke, nella provincia di Dohuk, nel Kurdistan Iracheno. E’ il luogo in cui le autrici, sei giovani appartenenti alla comunità yazida – Khawla Shamo, Klood Khedada, Bushra Qasim, Samia Jendo, Manal Barakat e Zina Hassan – abitano oggi e dove si è svolto il corso. Le ragazze provengono tutte da Sinjar che si trova nella parte nord-occidentale della provincia di Ninive, nell’Iraq settentrionale, in un’area che nel 2014 fu oggetto di devastazioni e violenze da parte dei terroristi del Daesh.

(@novellatop, 25 gennaio  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts