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MGF: messaggio da Italia, “educazione e prevenzione, in nome della liberta’ di scelta”

ROMA, 30 GENNAIO – Nella lotta alle mutilazioni genitali femminili, è necessario ”muoversi secondo schemi improntati al dialogo, all’inclusività e alla responsabilizzazione delle comunità locali”. Ed è necessario ”consolidare questo impegno politico globale e promuovere programmi specifici che operino a tutto campo, sull’educazione ma anche sulla prevenzione”. Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, aprendo i lavori della conferenza ”Worldwide Ban on Female Genital Mutilation” oggi e domani alla Farnesina, organizzata dalla Ong ”Non c’è pace senza giustizia”, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e l’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

La Conferenza rientra nel progetto BanFGM, finanziato nel 2014 dalla Cooperazione allo sviluppo italiana per il rafforzamento del quadro politico, istituzionale e giuridico volto all’eradicazione delle MGF nei Paesi dell’Africa francofona (Burkina Faso, Costa d’Avorio, Gambia, Guinea, Mauritania, Niger, Senegal). L’obiettivo e’ di valutare i progressi compiuti a livello nazionale e internazionale sul tema, anche alla luce della nuova risoluzione adottata dall’Assemblea Generale dell’ONU nel dicembre scorso, negoziata con il contributo attivo dell’Italia.

Per eradicare ogni forma di violenza contro le donne e in particolare quella delle mutilazioni genitali femminile, “la volontá dei governi è fondamentale” e da anni “il governo italiano è impegnato contro queste forme di violenza”, ha detto il segretario generale della Farnesina, Elisabetta Belloni. E’ una volontá che “deve marciare in sintonia con il lavoro della societá civile, dei diversi movimenti, delle associazioni che puntano a raggiungere risultati graduali”, ha detto Belloni, nell’obiettivo di “affermare la libertá di scelta dell’individuo”.

Le mutilazioni genitali femminili, ha ricordato il segretario generale della Farnesina, “esistono in tutti i Paesi, anche in Italia. Si tratta di un male che affligge tutti, su scala universale, e serve un intervento comune”. Guardando indietro, ha detto Belloni, ci sono “luci e ombre”: la strada è ancora lunga, ma “è possibile affermare che nella pratica le mutilazioni genitali femminili sono diminuite”. Per combatterle, ha concluso, “è fondamentale parlare di educazione”.

E’ anche fondamentale un impegno contro derive autoritarie: “Il mondo è in un momento molto difficile e i segnali che vengono dall’altra parte dell’Oceano e da altri Paesi importanti in tema di diritti umani sono molto preoccupanti”, ha detto l’ex ministro degli Esteri, Emma Bonino, a margine della conferenza: “Siamo in una fase di trasformazione che è molto preoccupante e in un contesto di fragilitá europea”, ha detto la Bonino che da anni conduce una campagna per l’eradicazione delle mutilazioni genitali a fianco del governo italiano: “Serve una reazione adeguata a queste derive nazionaliste anche molto aggressive”. (@OnuItalia)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts