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Il mondo vs Trump: Onu, Ue, Governi, Web e piazze contro il decreto immigrazione

Ma lui licenzia la giudice che si era opposta all'ordine esecutivo

TRUMP

ROMA, 31 GENNAIO – L’Onu, la Ue, decine di paesi nel mondo; e ancora: un milione di firme in Gran Bretagna, quattro milioni sul Web; e poi la Silicon Valley con le sue grandi aziende (Apple, Google ecc): contro il presidente americano Donald Trump non si placa la protesta per l’ordine esecutivo che blocca l’immigrazione negli Stati Uniti di persone e rifugiati provenienti da sette paesi a maggioranza islamica.

TRUMP

Donald Trump

A poco più di una settimana dal suo insediamento Trump ha raccolto un’opposizione difficilmente quantificabile ma altamente qualificata se il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres a margine di un vertice dell’Unione Africana ad Addis Abeba ha detto: ”E’ evidente per me che la protezione dei rifugiati è qualcosa di assolutamente essenziale, soprattutto quando questi ultimi non riescono a trovare una tutela adeguata. Gli Stati Uniti hanno una lunga tradizione di protezione dei rifugiati. Spero fortemente che le misure adottate siano temporanee, così come mi auguro che la protezione dei rifugiati torni ad essere di nuovo nell’agenda del governo Usa”.
E se l’Alto rappresentante per la politica estera della Ue Federica Mogherini gli ha fatto eco così: : ”L’Unione europea continuerà a prendersi cura e ad ospitare i rifugiati siriani e gli altri che fuggono dalla guerra. A parte questo, l’Ue crede fortemente in un sistema che sia basato sulle regole e sulle norme internazionali, nel pieno rispetto di tutti gli individui, indipendentemente dalla loro religione, dal loro background etnico o del loro paese, della loro nazionalità, del loro genere. Continueremo ad agire così”.TRUMP
Sempre per l’Onu,  Zeid Raad Al Hussein, Alto commissario per i diritti umani ha espresso attraverso un tweet il suo malcontento definendo il blocco ”meschino e contrario ai diritti umani”, oltre che ”uno spreco di risorse per la lotta contro il terrorismo”.
Oltre alle grandi istituzioni internazionali la parte del leone la stanno facendo i cittadini americani che manifestano il loro malcontento nelle università, per le strade delle grandi città, davanti alla Casa Bianca. Da parte loro quelli britannici stanno invece mobilitandosi per raccogliere firme per una petizione contro la visita di Trump a Londra; finora sono arrivati a quota un milione e anche se la premier Theresa May (primo leader europeo ad essere ricevuta alla Casa Bianca la scorsa settimana) ha fatto sapere che non annullerà la visita, la raccolta continua.
In rete la piattaforma Avaaz ha già ottenuto quattro milioni e mezzo di firme in tutto il mondo, in calce ad una lettera-petizione che suona così:
”Caro sig. Trump,
Quello che sta facendo non ha nulla di ”grande”.

Noi, da tutto il mondo, rifiutiamo la paura, l’odio, l’intolleranza e il fanatismo delle sue parole.
Rifiutiamo il suo sostegno alla tortura, i suoi appelli all’assassinio di civili, il suo continuo richiamo generico alla violenza.
Rifiutiamo le offese a donne, musulmani, messicani, in pratica a tutti i miliardi di persone che non sono come lei, non parlano come lei, non pregano come lei.

Di fronte alle sue paure, noi scegliamo l’ascolto. Lei fa perdere la speranza nel mondo, noi la coltiviamo. Vedendo la sua ignoranza scegliamo la voglia di capire.

Come cittadini di tutto il mondo, noi siamo uniti contro la sua propaganda di odio e divisione.
Cordialmente, …………..”

Ma oggi, per tutta risposta il presidente americano ha licenziato la ministra ad interim della Giustizia Sally YatesTRUMP che è stata rimossa dall’incarico dopo aver ordinato ai legali del suo dipartimento di non difendere il decreto in tribunale. “Ha tradito il dipartimento di Giustizia rifiutando di attuare un ordine messo a punto per difendere i cittadini americani”, ha affermato la Casa Bianca. Al suo posto è stata nominata Dana Boente, procuratore per il distretto orientale della Virginia, che ha subito affermato di essere pronta ad applicare il decreto immigrazione e, riferisce una nota, ha dato istruzioni agli uomini e alle donne del dipartimento della giustizia “di fare il loro dovere e di difendere gli ordini del nostro presidente”.

(@novellatop,  31 gennaio  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts