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Vita risponde a La Stampa, questa e’ la cooperazione italiana

ROMA, 8 FEBBRAIO – Dopo l’articolo critico di Sandro Cappelletto pubblicato da La Stampa sulla cooperazione internazionale, VITA risponde cercando di portare la sua pietra ad un edificio minacciato anche dai media. Dati seri alla mano, un occhio anche critico, ma costruttivo. Introdotto da un editoriale di Riccardo Bonacina, il nuovo numero della rivista dedicata al Terzo Settore contiene un ampio dossier di 40 pagine e tre “capitoli” curato dall’inviato a Bruxelles Joshua Massarenti sulla nuova cooperazione allo sviluppo uscita dalla riforma.

All’articolo della Stampa del 30 gennaio – “Il business della carità’ – 80 euro su cento bruciati in burocrazia e corruzione” – aveva gia’ risposto il Direttore della Agenzia per la Cooperazione Laura Frigenti: “Proviamo a immaginare la cooperazione non come aiuto e carità – oramai non lo fa più nessuno – ma come investimento e crescita comune. Proviamo a immaginare lo sforzo di tanti uomini e donne per trovare un modo, condiviso, di promuovere la crescita del reddito, dei diritti, delle opportunità, della democrazia in tutto il mondo. Anni di sforzi, impegno, lotte, delusioni, sbagli. Anche di risultati: il dimezzamento delle persone che versano in condizione di povertà estrema così come il raddoppio delle persone che hanno accesso all’istruzione, la riduzione del 45% della mortalità materna o i due miliardi di persone in più che oggi hanno a disposizione acqua potabile”.

Frigenti aveva invitato a guardarsi dalle semplificazioni: “La cooperazione funziona e migliora la vita delle persone”. Oggi la replica di VITA con contributi della stessa Frigenti, Emilio Ciarlo, Luca De Fraia, Paolo Dieci, Stefano Zamagni, Mario Giro, Lapo Pistelli e Cecile Kyenge.  “Un’idea di Italia da difendere e da promuovere”, scrive Bonacina facendo il punto su un’Italia “che negli ultimi due anni ha deciso di non restare a guardare sonnecchiando a ciò che succede fuori dai nostri confini, l’Italia della cooperazione allo sviluppo che è fatta da ong, da imprese, da addetti della Pubblica amministrazione, da fondi di investimento e da milioni di italiani per cui la solidarietà non resta un’intenzione”.

Un’Italia che “si è adoperata anche con scelte politiche e parlamentari che hanno messo in campo una nuova legge (la n. 125/14) che ha cambiato il nome del ministero degli Esteri che oggi si chiama ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, nuovi strumenti come l’Agenzia italiana della cooperazione allo sviluppo, più fondi (si veda l’infografica a pag. 30), muovendosi sulla frontiera dell’innovazione (per esempio le prospettive di partnership tra profit e non profit aperte dalla nuova legge che stimolano non solo gli atti donativi ma anche meccanismi di immedesimazione e di attivazione collettiva) e facendo sentire la propria voce anche a livello europeo”.

Per leggere l’editoriale di Bonacina, cliccare qui. Il nuovo numero di Vita e’ in distribuzione da venerdì. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts