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Unicef: ad Aleppo lento ritorno dell’acqua, ma in tutta la Siria i bambini continuano a morire

Aleppo

ALEPPO, 16 FEBBRAIO – Dalla guerra quasi dimenticata che si combatte in Siria giungono notizie con luci e ombre raccolte da chi lavora sul campo da mesi, in condizioni estreme. L’UNICEF in particolare è presente da sempre nel paese e da Aleppo fa sapere con soddisfazione che l’approvvigionamento d’acqua sta lentamente tornando a funzionare pienamente.
Per circa un mese, 1,8 milioni di persone sono state tagliate fuori dai servizi pubblici di approvvigionamento idrico: l’ultima interruzione di erogazione di acqua ad Aleppo è avvenuta il 14 gennaio quando la stazione per il pompaggio di Al-Khafse ad Aleppo Orientale ha smesso di funzionare.

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Aleppo, si prende l’acqua con mezzi di fortuna

Ma ora, grazie alle operazioni di ripristino del sistema municipale, l’erogazione sta ritornando lentamente a funzionare, anche se ci vorranno almeno 10 giorni prima che l’acqua possa arrivare regolarmente in tutti i quartieri.
I bambini sono stati quelli maggiormente colpiti, perché sono i più vulnerabili alle malattie legate all’assenza di acqua; spesso proprio loro avevano il compito di raccoglierla.
Attualmente ad Aleppo i bambini sono costretti a lunghe file presso i pozzi e i punti di distribuzione mentre la città continua a subire bombardamenti; tutto questo ha conseguenze negative sulla loro salute, esponendoli a rischi e sottraendo loro tempo che avrebbero potuto utilizzare per giocare o andare a scuola.
Gli ordigni di guerra inesplosi continuano ad essere una minaccia per le vite dei bambini in interi quartieri, soprattutto nella parte orientale di Aleppo.
In circa 6 anni, tutte le parti coinvolte nel conflitto in Siria hanno utilizzato la fornitura di acqua come arma di guerra: contaminando le fonti di acqua, danneggiando le infrastrutture e le stazioni di pompaggio o sottraendo carburante alle stazioni di pompaggio.
L’UNICEF e i suoi partner – compresi il Comitato Internazionale della Croce Rossa e la Mezza Luna Rossa Araba Siriana – continueranno a garantire acqua sicura ad 1 milione di persone ogni giorno, fino a quando i servizi pubblici per l’acqua ad Aleppo non saranno tornati a funzionare normalmente.
Il supporto dell’UNICEF comprende: la riparazione delle fonti per l’approvvigionamento idrico e la fornitura quotidiana di emergenza di 10 milioni di litri d’acqua per le famiglie e i bambini più vulnerabili – compresi tutti coloro che vivono in rifugi, le famiglie che ospitano le persone sfollate e 144 scuole, così che i bambini possano continuare ad apprendere. L’UNICEF sta anche garantendo forniture e carburante per purificare l’acqua e per le stazioni di pompaggio; l’acqua è un diritto umano fondamentale e tutti i bambini dovrebbero avere accesso ad acqua sicura.

Aleppo

La coda dei bambini

Grazie al supporto dell’UNICEF 34 scuole sono state riaperte ad Aleppo Orientale e circa 15.500 bambini hanno avuto accesso all’istruzione; all’inizio di febbraio sono state riaperte 23 scuole per 6.500 bambini.
La situazione della sicurezza ad Aleppo, anche se migliorata rispetto ad un anno fa, rappresenta ancora un problema; molti bambini raccolgono acqua, mentre dovrebbero essere a casa o a scuola.
Per quanto riguarda gli ordigni inesplosi, a dicembre 6 bambini ad Aleppo Orientale sono morti mentre giocavano con un ordigno inesploso e molti altri sono rimasti feriti. In tutti i quartieri, molti edifici sono stati distrutti e gli ordigni inesplosi sotto gli edifici distrutti costituiscono ancora un rischio per le vite dei bambini e delle persone che continuano a tornare alle proprie case. Da novembre, l’UNICEF ha raggiunto 80.000 bambini con informazioni sui rischi delle mine ad Aleppo.

Se questa è la situazione ad Aleppo nel resto della Siria la scorsa settimana è stata contraddistinta da una tregua insanguinata: sono state 20 le vittime fra i bambini negli ultimi giorni.
All’inizio della settimana a Idlib sono rimaste uccise circa 30 persone, fra cui 16 bambini. Alcune delle vittime erano sfollati provenienti da Aleppo. Ad Homs, nei quartieri di Al-Zahraa e Al-waer, sarebbero rimasti uccisi 4 bambini e almeno 5 feriti. Inoltre, a quanto consta all’UNICEF, ci sarebbero state altre vittime fra minorenni in episodi avvenuti a Ghouta orientale, nell’area rurale di Damasco. Questi attacchi sono tra i più gravi dall’inizio del più recente cessate il fuoco, siglato il 30 dicembre 2016.

(@novellatop, 16 febbraio 2017)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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