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Corridoi umanitari: la prossima settimana a Fiumicino altri 125 arrivi

ROMA, 25 FEBBRAIO – Lunedì 27 febbraio giungeranno all’aeroporto di Fiumicino altri 50 profughi siriani dal Libano grazie ai corridoi umanitari promossi da Comunità di Sant’Egidio,
Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e Tavola Valdese mentre il 2 marzo ne sono attesi altri 75. A un anno dall’arrivo del
primo gruppo sarà raggiunta la cifra di quasi 700 persone giunte in sicurezza e legalmente in Italia su iniziativa degli enti promotori, in accordo con i ministeri degli Esteri e dell’Interno.

Per l’arrivo di lunedì, si terrà, alle 11 a Fiumicino, una conferenza stampa a cui intervengono il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, il presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Luca Maria Negro, la responsabile dell’ufficio Otto per mille della Tavola Valdese, Susanna Pietra, il viceministro degli Esteri, Mario Giro e il sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione. Ci saranno anche alcuni rifugiati, giunti nei mesi scorsi, insieme ad associazioni, laiche e religiose, istituzioni (compresi alcuni Comuni) e singoli cittadini che si sono offerti di accogliere nelle diverse regioni italiane.

“Mentre non solo in Europa, ma in tutto il Nord del mondo ci si divide sull’accoglienza di chi fugge da guerre e persecuzioni e si costruiscono muri, – si legge in una nota congiunta di Sant’Egidio e Fcei – la sensibilità e l’impegno della società civile dimostra che è possibile un modello alternativo per accogliere in sicurezza e integrare uomini e donne, altrimenti vittime dei trafficanti di esseri umani (famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati, persone con disabilità). Grazie alla generosità di tanti italiani, con un progetto totalmente autofinanziato, si sta favorendo l’inserimento dei profughi arrivati nel tessuto civile e sociale del Paese, nel circuito scolastico per i minori e in quello lavorativo per gli adulti, con grande beneficio per la società”.

La nota ricorda che “altri Paesi europei stanno per firmare nuovi accordi per realizzare corridoi umanitari diretti verso il loro territorio. Segno che l’Europa non è condannata a sterili chiusure che guardano al passato, ma può costruire con fiducia il proprio futuro”.

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