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Giro polemizza con Leggeri (Frontex): “Accusare le ONG significa accusare l’Italia”

ROMA, 28 FEBBRAIO – “Accusare le ONG che si prodigano a salvare vite nel mare significa accusare la scelta italiana che, fin dall’operazione Mare Nostrum – e ora con Mare sicuro – non ha mai smesso di fare search and rescue“: lo afferma il Vice Ministro degli Esteri, Mario Giro, in risposta alle parole di Fabrice Leggeri, capo dell’agenzia europea Frontex

In un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Die Welt, Leggeri aveva sostenuto che le ONG coinvolte nelle operazioni di salvataggio,  collaborano in maniera inefficiente con le agenzie di sicurezza e di fatto incoraggiano i traffici di esseri umani. “Dobbiamo smettere di sostenere il business di reti criminali e di trafficanti di esseri umani in Libia”, aveva detto il capo di Frontex, denunciando il salvataggio dei migranti con imbarcazioni europee che si spingono sempre più vicino alle coste libiche. “Questo – aveva aggiunto – porta i trafficanti ad obbligare sempre più migranti a salire su imbarcazioni insicure, con poca acqua e benzina insufficiente”

Netta la replica di Giro: “Noi restiamo umani anche se sappiamo che il racket è forte. Ma la sua forza non dipende da chi salva le vite: questo è chiarissimo se solo si pensa alle situazioni di fragilità degli stati subsahariani e alla instabilità libica”. Si tratta, spiega Mario Giro, di fattori geopolitici che riusciremo a contenere nel tempo ma che da soli spiegano molto bene cosa accade. “Dare la colpa all’ultimo anello della catena – conclude il Vice Ministro – è non solo ingiusto ma anche miope: si tratta del solo anello di umanità in una catena di terribili ingiustizie”.

“Chi spiega tutto con presunti pull factors – continua Giro – dovrebbe fare un’analisi più seria: l’unico vero pull factor che esiste è la presenza dell’Europa a poche miglia marine dalla costa africana. Frontex vuole forse spostare l’Europa?”, prosegue ironicamente il Vice Ministro. “In un periodo storico in cui l’Europa rischia di perdere la sua anima tra muri e sovranismo, le parole di Leggeri sviano solo il problema: si pensi piuttosto al fatto che tutti i salvati vengono lasciati all’Italia e che nessun altro si impegna, per ora.  “Lanciare come vere cifre che sono solo stime approssimative – conclude Giro – è oltretutto fuorviante: oggi si dice 300.000, l’anno scorso si diceva un milione. Ridicolo. Si smetta di fare allarmismi vuoti”.

Le parole di Leggeri hanno scosso il mondo della solidarietà. Medici Senza Frontiere, impegnata con altre Organizzazioni Non Governative al recupero dei migranti nel Mediterraneo, ha risposto con un tweet polemico: “Frontex – ha scritto – vuole impedire alle persone di raggiungere l’Europa. Ci suggerisce di lasciarle morire in mare?”

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Matteo Meloni è stato collaboratore dell’Ufficio Stampa e Comunicazione della Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York. Giornalista dal 2009, si occupa di politica estera, diplomazia e comunicazione internazionale. MA in Communication for International Relations, IULM University, Milan MA in Politics and International Studies, University of Cagliari

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About Matteo Meloni

Matteo Meloni è stato collaboratore dell'Ufficio Stampa e Comunicazione della Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York. Giornalista dal 2009, si occupa di politica estera, diplomazia e comunicazione internazionale. MA in Communication for International Relations, IULM University, Milan MA in Politics and International Studies, University of Cagliari Contact: Website | More Posts

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  1. Perché danno fastidio le Ong che salvano i migranti in mare? – Associazione Diritti e Frontiere – ADIF

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