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UNICEF denuncia abusi sessuali e violenze su bambini migranti in Libia

NEW YORK, 28 FEBBRAIO – Le violenze subite dai minori che affrontano il viaggio dalla Libia all’Italia sono al centro di un nuovo rapporto dell’UNICEF. Il fondo delle Nazioni Unite ha quantificato in 26 mila i minori che hanno attraversato il Mediterraneo nel 2016, per la maggior parte non accompagnati.

Intitolato A Deadly Journey for Children, il rapporto evoca le elevate possibilità che molti dei minori che intraprendono il viaggio non riescano a raggiungere la loro meta. Ci sono storie terribili di abusi e schiavitù, stupri, lavori e prostituzione forzata. “I bambini sono trattati in maniera brutale, violentati e uccisi durante il viaggio”, dichiara Justin Forsyth, il vice direttore dell’agenzia.

Tre quarti dei bambini migranti intervistati hanno denunciato di aver subito abusi o violenze da parte di adulti durante il viaggio. La maggior parte di loro si sono affidati a trafficanti sulla base di accordi “pay as you go” che li hanno lasciati indebitati e vulnerabili a abusi e sequestri. Meta’ delle donne hanno subito violenze sessuali e fisiche. Un focus fatto per conto dell’UNICEF dalla  International Organisation for Cooperation and Emergency Aid (IOCEA) intervistando 122 donne e ragazze migranti ha messo in luce un numero crescente di teen-ager costrette dai trafficanti a fare iniezioni del contraccettivo Depo-Provera per poter essere stuprate senza restare incinte. I trafficanti si rendono responsabili di abusi sessuali che raramente vengono denunciati da bambini e ragazzi per paura di essere deportati o arrestati. Nei centri di detenzione in Libia l’UNICEF denuncia anche una mancanza di beni di prima necessità come acqua, cibo e cure mediche.

Il rapporto punta i riflettori su una tragedia dimenticata: delle privazioni e maltrattamenti dei migranti subite in Libia si parla molto meno rispetto alle odissee del mare. L’UNICEF che la metà delle donne e dei bambini sono stati vittime di abusi sessuali più volte e in diversi luoghi. Spesso gli assalitori indossano la divisa che induce le vittime a non denunciare. Le storie di stupro sono note a chi intraprende il viaggio già prima di partire e alcune delle donne scelgono di prendere precauzioni per evitare gravidanze indesiderate.

I centri di detenzione in Libia sono 34 e per la maggior parte sono gestiti dal Dipartimento per il contrasto all’immigrazione illegale. Secondo l’Unicef, però, ci sarebbero molti campi non registrati che sono sotto il controllo dei militari. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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  1. IMPORTIAMO STUPRATORI E ASSASSINI DI MINORI! UNICEF denuncia abusi sessuali e violenze su bambini migranti in Libia ( abusi e schiavitù, stupri, lavori e prostituzione forzata. "I bambini sono trattati in maniera brutale, violentati e uccisi durante
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