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Intersos: la mano dell’uomo dietro alle nuove carestie in Africa e nello Yemen

Intersos

ROMA, 1 MAR – Giacomo Franceschini, direttore dei programmi dell’organizzazione umanitaria Intersos non ha dubbi: dietro le nuove carestie che affliggono alcuni paesi dell’Africa centro orientale e lo Yemen (sconvolto da una guerra non dichiarata) c’è la mano dell’uomo.

In un’intervista pubblicata dal sito dell’organizzazione Franceschini sostiene che ”la malnutrizione è una guerra silenziosa che miete più vittime delle guerre armate. Per questo prima di tutto credo sia giusto dare qualche dato: sono più di un milione e 400 mila i bambini a rischio di morte nelle prossime settimane se non verranno curati in tempo. In totale sono 30 milioni le persone, sparse principalmente tra  Yemen, Somalia, Sud Sudan e Nigeria, che stanno affrontando una gravissima crisi alimentare che non si spiega solo con la siccità”.

”La carestia, dichiarata ufficialmente in due aree del Sud Sudan, ma che rischia di allargarsi a macchia d’olio nei paesi limitrofi –  spiega Franceschini – dipende soprattutto dal mancato intervento o dai danni prodotti dall’uomo, che per i paesi di cui stiamo parlando significano conflitti permanenti che hanno portato al collasso le strutture statali e aiuti insufficienti. Con la guerra la popolazione non coltiva più la terra, si sposta continuamente all’interno dei territori in cerca di un luogo protetto, è estremamente vulnerabile”.

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Giacomo Franceschini

Si tratta, dice, di un disastro annunciato: ”Dopo un terremoto ti svegli da un momento all’altro sotto le macerie, questa crisi invece era stata prevista. Si può e si deve pianificare per tempo una risposta umanitaria efficace in queste situazioni. A livello internazionale è sicuramente necessario investire molto di più in progetti di prevenzione ed intervenire molto più velocemente in caso di crisi”.

A chi gli chiede come possa il mondo essere così distratto quando si parla di Africa, il responsabile di Intersos risponde che l’attenzione internazionale è distratta da altre crisi altrettanto gravi: ”Penso all’Iraq (con angoscia guardiamo alla battaglia di Mosul dove siamo in prima linea per sostenere la popolazione vittima di violenze atroci), alla Siria, all’afflusso dei migranti verso l’Europa. L’attenzione viene, quindi, distolta da altre crisi importanti come questa. Ciò detto, va precisato che sono almeno due mesi che le Ong e le Agenzie delle Nazioni Unite stanno lanciando allarmi, ma solo ora che è stato ufficialmente dichiarato lo stato di carestia in Sud Sudan sembra smuoversi qualcosa. Di certo non possiamo commettere gli errori del 2011 quando in Somalia morirono 260mila persone, fra cui 133mila bambini, perché il mondo non riuscì a rispondere tempestivamente alla carestia che colpì i paesi del Corno d’Africa”.

In questo momento, secondo Intersos, lo Yemen è il paese con il più alto tasso di malnutrizione al mondo. Qui il conflitto in corso ha giocato un ruolo determinante. Le interruzioni delle attività portuali per questioni di sicurezza in un paese che importa quasi tutto ha provocato un drastico crollo dell’offerta di cibo. Le severe limitazioni nella circolazione delle merci e delle persone sul territorio interno hanno fatto il resto. In Sud Sudan metà della popolazione, circa 5 milioni e mezzo le persone, rischia la vita per via dell’insicurezza alimentare, sono invece 6 milioni le persone in Somalia che si trovano in una condizione di urgente stato di bisogno.

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Intersos in Africa

Anche nelle regioni nordorientali della Nigeria un feroce conflitto che si trascina da anni tra Boko Haram e le forze governative ha aggravato gli effetti della siccità. Intersos è presente nel Borno State, l’epicentro della crisi. La Nigeria è un paese con grandi risorse, ma le regioni nordorientali sono sempre state più povere. E il conflitto ha drammaticamente peggiorato la situazione. Anche l’accesso in alcune zone recentemente liberate è molto difficile. Altre sono raggiungibili solo in elicottero.

Quanto al lavoro di Intersos, Franceschini ricorda che l’organizzazione ”è operativa in tutti e quattro i paesi maggiormente colpiti:

In Somalia i nostri operatori umanitari stanno già lavorando per contrastare gli effetti della siccità con progetti di assistenza medica e sanitaria e programmi nutrizionali nei distretti di Jowhar e Balcad, e con interventi nel settore dell’acqua e dell’igiene nel distretto di Baidoa.

In Sud Sudan stiamo invece portando aiuto a migliaia di persone sfollate in fuga dalle violenze, distribuendo cibo e beni di prima necessità, garantendo l’accesso all’acqua pulita, proteggendo donne e bambini a rischio di abusi e violenze, costruendo scuole e spazi sicuri per garantire l’accesso all’istruzione e ai servizi ricreativi ai bambini vittime del conflitto.

In Yemen è instancabile il lavoro dei nostri operatori che ogni giorno distribuiscono aiuti a migliaia di sfollati e rifugiati in fuga da scontri e bombardamenti garantendo assistenza medica e alimentare, protezione, assistenza psicologica e tutela a donne e bambini vittime di violenza e supporto economico alla famiglie a rischio.

In Nigeria siamo arriva nel 2016 dopo che l’esercito nigeriano ha reso accessibili agli operatori umanitari alcune aree liberate dalla presenza di Boko Haram. I nostri interventi si concentrano principalmente nel garantire la sicurezza alimentare alla popolazione in stato di bisogno, prevalentemente a migliaia di famiglie sfollate, con, inoltre, attività di lotta alla malnutrizione in particolare tra i bambini”.

(@novellatop,  1 marzo 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts