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Nasce la prima giornata del design italiano, un enzima positivo nel mondo

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(di Maria Novella Topi)

ROMA, 2 MARZO – La Ducati 1199 Panigale è un lampo rosso contro il marmo candido delle colonne e l’alta scultura di bronzo: è una delle icone del design italiano – che negli ultimi sessant’anni ha conquistato il mondo – e viene oggi ospitata dal Ministero degli Esteri nella ‘Prima giornata del design italiano nel mondo’.

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Icone anni Sessanta

L’idea, voluta dalla Farnesina, dal Ministero dei Beni culturali in collaborazione con il Salone del Mobile, l’Associazione per il Disegno Industriale, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane,  la Fondazione Compasso d’oro, vuole rendere omaggio ad un settore che unisce, in un gioco di squadra, arte, tecnologia, tradizione.  E così in oltre 100 sedi del mondo, altrettanti ‘ambasciatori’ -artisti, designer, giornalisti, docenti..- hanno oggi mostrato e raccontato una eccellenza italiana che il ministro Angelino Alfano,  inaugurando la manifestazione affollatissima di ‘addetti ai lavori’ ed esponenti della diplomazia estera, ha definito il ”prodotto del talento, del genio italico”.

Il design infatti non è solo quello che per definizione siano abituati a pensare e ad ammirare come tale: lampade, sedie, tavoli.  Design è anche il moschettone giusto per l’arrampicata, la giacca tecnica, l’auto intelligente, i barattoli della cucina, le posate, persino il motivo inciso sulla ghisa dei tombini. Come dire che se si uniscono tecnologia, efficienza, artigianalità, innovazione, bellezza, armonia, modernità, tradizione, semplicità si ottiene la miscela esplosiva del design di rango che il mondo si contende.

Il ministero degli Esteri ha scelto proprio il design come uno dei principali assi portanti dell’azione di promozione dell’Italia e del nostro stile di vita. ‘Vivere all’italiana’ oltre che per l’arte e il gusto è dunque anche sapienza del fare industriale, del farlo bene e del farlo bello.

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Angelino Alfano

”Un terzo del fatturato mondiale del settore è delle imprese italiane – ha spiegato Alfano – se rafforziamo questo settore il settore ci restituirà forza…Il design è quindi al centro della nostra diplomazia economica perché anche in questo campo dobbiamo diventare una superpotenza, non solo in quelli dell’arte, del gusto e della bellezza”.

Alfano ha anche sottolineato come ”disegnare sia rischiare; rischiare di non essere compresi o di non essere prodotti. Per imporre le idee nuove è necessario che non vi sia paura”.

La sottosegretaria ai Beni culturale Dorina Bianchi ha ricordato la creazione di una Direzione generale presso il dicastero dedicata alla Contemporaneità e ha espresso appoggio alla creazione di musei delle imprese per mostrare il prodotto delle aziende leader del design italiano.

Ma è stato  il Presidente dell’Associazione Priorità Cultura, Francesco Rutelli, a catturare l’attenzione mostrando alcune immagini significative che dalla costruzione della strada romana Appia ad opera di Appio Claudio, attraverso l’ingegno e l’arte ha consolidato la qualità del design italiano nei secoli fino al  arrivare alle celebri sedie da ufficio con le ruote di Ettore Sottssass. Antonio Citterio, uno dei mastri del design, ha sottolineato proprio che il percorso è quello arioso dell’architettura che si fa città, nuovo modello di sviluppo, cultura del vivere insieme. produzione e consumo in una relazione costante tra l’oggetto e tutto quello che c’è intorno ad esso. Design

Design come ”enzima positivo” che, secondo Luciano Galimberti (Compasso d’oro) piace perché si rivolge all’uomo, parla delle sue relazioni. E questo è ”tipicamente italiano”.

E’ per tutto questo che, ha annunciato Vincenzo de Luca direttore per la Promozione del Sistema Paese, la Farnesina ha esposto oggi all’entrata del palazzo una Vespa, due Ferrari, una Cinquecento e tanti altri prodotti del design italiano dagli anni Cinquanta ad oggi. E ha dedicato al design alcuni locali: una vetrina, accanto alle altre opere d’arte che affollano lo storico edificio, dell’eccellenza e della sapienza ideativa e costruttiva italiane.

(@novellatop,  2 marzo 2017)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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