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Giro sui dati ISTAT: gli immigrati ci “tengono a galla”

(di Matteo Meloni) ROMA, 7 MARZO – All’indomani della richiesta da parte dell’ANCI di “maggiori poteri repressivi per i sindaci”, seguendo quanto proposto dal decreto Minniti in discussione in Parlamento, il vice ministro degli Esteri Mario Giro prende posizione con un duro post su Facebook. “Se si divide la società a pezzi – afferma Giro – saremo tutti più insicuri. Siamo di fronte a due emergenze: le famiglie italiane povere – complice la disoccupazione – e gli immigrati. La prima emergenza non può essere slegata dalla seconda”.

Ricordando i dati ISTAT pubblicati nella giornata di ieri relativi alla bassa natalità italiana, e quelli sulla povertà, Giro sostiene che proprio l’arrivo di nuova immigrazione può aiutare il Paese in tal senso: “Ad alcuni può sembrare paradossale ma non lo è: solo gli immigrati ci permettono di tenerci a galla. Non è diminuendo la popolazione – leggi: rimpatriando gli immigrati – che l’Italia ritroverà crescita e piena occupazione”.

Il Ministro continua toccando il tema del caporalato: uno “spazio di non-diritto” – così lo definisce Giro – che è stato tristemente ricordato nei giorni scorsi dal rogo nel Gran ghetto di Rignano. “Il vero problema è il sistema corrotto di quel commercio agricolo preistorico, pieno di mafia e di sfruttatori, contro cui la magistratura e le forze dell’ordine si battono. Ma non possono farlo da sole”. Il vice ministro ne ha per tutti: “I sindacati dovrebbero contribuire a scardinare quel malefico intreccio che favorisce l’interesse di pochi e del malaffare”. Giro ricorda che gli immigrati servono all’agricoltura, proponendo di riconoscergli diritti e rispetto. “Se la loro condizione sociale sale, crescerà il resto attorno e alla fine anche il Pil”.

Giro, tornando sui sindaci, scrive: “A Firenze si dice che occorre dare meno case agli stranieri (anticostituzionale). A Treviso si lasciano costruire muri: ghetti e gated communities. Tipo apartheid. A Ventimiglia si vieta con un’ordinanza di dar da mangiare gratuitamente ai migranti, di fare elemosina, mettendosi contro la nostra identità storica, culturale e religiosa”. Il vice ministro, poi, lancia un doppio invito al mondo della politica, che deve smettere “di manipolare la rabbia degli italiani verso un falso bersaglio”.

Sul tema della lotta tra poveri, Mario Giro sostiene che “è uno scandalo”, una fake news, che si dica – o si lasci credere – agli italiani in difficoltà che il problema sono gli stranieri. È tempo che l’Italia si doti di una legge sulla povertà, come gli altri Paesi europei. Gentiloni – continua il vice ministro – ha detto che la farà. Al parlamento dico: va fatta subito. Altrimenti, al posto di fare la guerra alla povertà, si fa la guerra ai poveri, magari a turno”.

Per il vice ministro il più insidioso dei problemi è “alzare muri, reali o sociali”, che consistono nei “ghetti, per poveri o per ricchi”: bisognerebbe lavorare per creare “città vivibili per tutti. Si può fare – conclude Mario Giro – se si è animati da vera passione civile”. (@melonimatteo)

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Matteo Meloni è stato collaboratore dell’Ufficio Stampa e Comunicazione della Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York. Giornalista dal 2009, si occupa di politica estera, diplomazia e comunicazione internazionale. MA in Communication for International Relations, IULM University, Milan MA in Politics and International Studies, University of Cagliari

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About Matteo Meloni

Matteo Meloni è stato collaboratore dell'Ufficio Stampa e Comunicazione della Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York. Giornalista dal 2009, si occupa di politica estera, diplomazia e comunicazione internazionale. MA in Communication for International Relations, IULM University, Milan MA in Politics and International Studies, University of Cagliari Contact: Website | More Posts