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Lago Ciad, per Lambertini la situazione umanitaria più grave del previsto

(di Matteo Meloni) NEW YORK, 9 MARZO – Il Consiglio di Sicurezza ha discusso gli esiti della missione dei 15 rappresentanti nella regione del Lago Ciad, che aveva tra gli obiettivi quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà degli stati dell’area – Camerun, Niger, Nigeria e Ciad – impegnati nella lotta contro Boko Haram. La regione è afflitta da una profonda crisi economica e sociale, e circa 20 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria.

L’ambasciatore Inigo Lambertini, vice rappresentante permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite, ha preso parte alla missione del Consiglio di Sicurezza nella regione africana. E, intervenendo nella riunione del Consiglio di sciurezza, ha detto di “aver assistito al profondo impatto della crisi umanitaria, che si è rivelata molto più allarmante di quanto ci si poteva attendere”. Lambertini ha ricordato la Conferenza di Oslo di febbraio, che ha visto diversi stati impegnarsi economicamente per alleviare le sofferenze della regione, per un totale di 600 milioni di dollari  (l’Italia da sola ne ha offerti 30).

“Durante la missione – ha ricordato l’ambasciatore – si è potuto osservare il forte impegno dei governi locali nella lotta contro il terrorismo e i passi avanti compiuti sul piano della sicurezza, anche grazie al sostegno internazionale. Rimane però alta la preoccupazione per le numerose reti di traffici illegali che operano nella regione- ha continuato l’Ambasciatore – e per i legami tra i terroristi di Boko Haram e il crimine transnazionale organizzato. E’ necessario affrontare con determinazione ogni tipo di tratta, con particolare riferimento a quella di esseri umani, attraverso una più ampia prospettiva regionale che comprenda il Sahel”.

Per Lambertini “è essenziale accompagnare le misure di sicurezza con un piano di sviluppo di lungo periodo che consenta una esistenza sostenibile per le popolazioni dell’area, e particolarmente gli sfollati per prevenire che vengono sfruttati dai trafficanti”.

L’Ambasciatore ha invitato a riconoscere le cause profonde dell’instabilità, con particolare riferimento ai cambiamenti climatici. Il Bacino del Lago Ciad, ha concluso Lambertini, beneficerebbe dall’attuazione dell’Agenda 2030 per rafforzare uno sviluppo e una pace sostenibili.

Prima della partenza Lambertini aveva spiegato quanto fosse importante per l’Italia il coinvolgimento nella regione del Lago Ciad, vista la stretta connessione tra ciò che avviene nel Sahel e nel Mediterraneo.

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Matteo Meloni è stato collaboratore dell’Ufficio Stampa e Comunicazione della Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York. Giornalista dal 2009, si occupa di politica estera, diplomazia e comunicazione internazionale. MA in Communication for International Relations, IULM University, Milan MA in Politics and International Studies, University of Cagliari

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About Matteo Meloni

Matteo Meloni è stato collaboratore dell'Ufficio Stampa e Comunicazione della Rappresentanza Italiana presso le Nazioni Unite a New York. Giornalista dal 2009, si occupa di politica estera, diplomazia e comunicazione internazionale. MA in Communication for International Relations, IULM University, Milan MA in Politics and International Studies, University of Cagliari Contact: Website | More Posts

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