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Rifugiati: Amnesty, misure Ungheria e Trump violano tutti i più elementari diritti umani

Rifugiati

ROMA, 9 MARZO – Le misure nei confronti dei rifugiati adottate da Ungheria e Stati Uniti sono al centro dell’interesse dell’organizzazione per la difesa dei diritti umani Amnesty International.  Il parlamento ungherese ha adottato una serie di emendamenti che consentiranno la detenzione automatica dei richiedenti asilo per tutta la durata dell’esame della loro domanda d’asilo, mentre il neo presidente americano Donald Trump con il suo nuovo decreto ristabilisce la sospensione del programma di reinsediamento dei rifugiati negli Usa e istituisce un divieto d’ingresso temporaneo a coloro che provengono da sei paesi a maggioranza musulmana.

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Il Parlamento di Budapest

”L’idea della detenzione automatica in container circondati da filo spinato di persone tra le più vulnerabili al mondo, anche per mesi, supera ogni limite ma è solo l’ultima di una serie di misure aggressive adottate dall’Ungheria contro i migranti e i richiedenti asilo”, ha dichiarato Gauri van Gulik, vicedirettrice per l’Europa di Amnesty International. ”Questa misura riguarderà anche i bambini, in clamorosa violazione del diritto internazionale e delle norme europee, e permetterà rinvii forzati in Serbia in assenza di una procedura equa. Sollecitiamo lUnione europea a dimostrare all’Ungheria che queste misure illegali e profondamente inumane avranno delle conseguenze. Depositare tutti i migranti e i rifugiati all’interno dei container non significa avere una politica, ma evitare di averla”, ha aggiunto van Gulik.
Le nuove norme adottate dal parlamento ungherese prevedono che i richiedenti asilo già presenti nel paese e quelli che vi faranno ingresso saranno trasferiti in una ‘zona di transito’ presso il confine con la Serbia, dove saranno trattenuti all’interno di container per tutta la durata dell’esame della loro domanda d’asilo, a prescindere dal genere, dall’età e dalla vulnerabilità, compresi i bambini che viaggiano con adulti e i minori non accompagnati di età superiore ai 14 anni.Il contesto di applicazione è quello della cosiddetta ‘situazione di crisi dovuta all’immigrazione di massa’, in vigore dal settembre 2015 fino almeno al settembre 2017. Le nuove misure abbassano sensibilmente la soglia per dichiarare la situazione di crisi.

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Verso la Serbia

Quanto alle recenti prese di posizione degli Stati Uniti, Amnesty ritiene che “l’ostinazione del presidente Trump a chiudere le porte in faccia a coloro che fuggono esattamente da quel terrore che lui sostiene di combattere sarà ricordata come uno dei peggiori capitoli della storia degli Usa. L’idea che misure del genere siano prese nell’interesse della sicurezza nazionale non sta né in cielo né in terra”, ha affermato  il segretario generale di Amnesty International Salil Shetty . “Questo nuovo decreto non fa altro che ristabilire molti dei più detestabili aspetti del precedente,

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Manifestazioni contro Trump

calpesta i valori che gli Usa da tempo dichiarano di sostenere e minaccia di azzerare le speranze di migliaia di rifugiati che erano in attesa del reinsediamento negli Usa”.

“Aver fatto chiarezza sui residenti permanenti è solo un tentativo di evitare ulteriori problemi giudiziari. L’impianto anti-musulmano che è alla base di questo nuovo decreto dovrebbe apparire evidente a chiunque abbia seguito la lunga campagna di Trump per diffondere la paura tra le persone di fede musulmana”.”Stiamo parlando di famiglie fuggite dalle rovine di Aleppo, di persone scappate dalle bombe e dalla fame in Yemen: persone in fuga da una minaccia alla loro sicurezza che meritano protezione”. Secondo Shetty “misure del genere non renderanno nessuno più sicuro e saranno musica per le orecchie degli estremisti e dei violenti secondo i quali gli Usa sono in guerra contro l’Islam…. l’intenso riverbero mediatico che accompagna ogni mossa del presidente Trump non deve distrarci dal fatto che negli Usa stanno venendo meno impegni sui diritti umani presi da lungo tempo. Il nuovo decreto è errato e controproducente ed è necessario opporsi a ogni sua applicazione”.

(@novellatop, 9 marzo  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts