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Siria: altre voci contro la guerra, gli appelli di Amnesty International e Intersos

Siria

ROMA, 16 MARZO –  ”Giustizia per la Siria”: è il nome della campagna lanciata da Amnesty International a sei anni dall’inizio del conflitto, mentre Intersos ricorda che ”quelli che chiamano profughi sono innanzitutto persone. Ciascuno con un nome, ciascuno con la propria identità e la propria storia da raccontare”.

Mentre in Siria i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità continuano a rimanere impuniti quindi, si moltiplicano le voci che chiedono ai leader mondiali di agire per assicurare giustizia, verità e riparazione a milioni di vittime del conflitto.Amnesty

La campagna di Amnesty  chiede ai governi di porre fine all’impunità e di avviare l’accertamento delle responsabilità sostenendo e finanziando il meccanismo d’indagine approvato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite lo scorso dicembre e applicando la giurisdizione universale per indagare e processare persone sospettate di crimini di crimini di guerra e crimini contro l’umanità nel corso del conflitto siriano.

”Dopo sei anni terribili, non c’è più alcuna scusa per lasciare impuniti gli orrendi crimini di diritto internazionale che vengono commessi in Siria”, ha dichiarato Samah Hadid, direttore delle campagne presso l’ufficio regionale di Amnesty International a Beirut. ”I governi hanno già a disposizione gli strumenti giuridici per porre fine all’impunità che ha causato la morte di centinaia di migliaia di siriani e la fuga di milioni di persone. Ora è il momento di usarli”, ha proseguito Hadid.

Tutti gli stati possono esercitare la giurisdizione universale su crimini di diritto internazionale come i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità. Essa permette di indagare e processare nei tribunali nazionali persone sospettate di essere responsabili di detti crimini, così come di quelli di tortura, genocidio e sparizione forzata, a prescindere dallo stato dove siano stati commessi e della nazionalità della persona sospetta o di quella della vittima. Attualmente, sono 147 i paesi che possono esercitare la giurisdizione universale su uno o più crimini di diritto internazionale. Indagini sui crimini commessi in Siria sono in corso in vari paesi europei tra cui Francia, Germania, Norvegia, Olanda, Svezia e Svizzera.

Amnesty

Una campagna di Amnesty

La risoluzione adottata dall’Assemblea generale nel dicembre 2016 ha dato alla popolazione siriana un barlume di speranza che la giustizia sia possibile. Il testo chiede l’istituzione di un meccanismo d’indagine indipendente per coadiuvare le indagini e i processi per i più gravi crimini di diritto internazionale commessi in Siria dal marzo 2011. La risoluzione ha dato un potente segnale al Consiglio di sicurezza, bloccato e incapace di porre fine ai crimini di diritto internazionale in Siria. Per poter diventare operativo, il meccanismo approvato dall’Assemblea generale attende ora il necessario.

”Adottando la risoluzione, la comunità internazionale ha mandato un messaggio di speranza alla popolazione siriana: la promessa che il mondo non ha dimenticato e che i responsabili della sua sofferenza non resteranno impuniti… Ora è fondamentale che i governi che hanno approvato quel meccanismo d’indagine prendano tutte le misure necessarie per assicurare il finanziamento e la cooperazione indispensabili per fornire giustizia alle vittime del conflitto siriano”, ha concluso Hadid.

Per Intersos  ”quando parliamo di profughi, spesso ci riferiamo a un’entità indistinta, una massa senza volto, la cui consistenza viene espressa in numeri – migliaia o milioni – che nulla ci dicono delle loro reali condizioni di vita, delle loro storie, di cosa pensano e di come trascorrono le loro giornate. Lavorando in prima linea per rispondere ai loro problemi più immediati, giorno dopo giorno scopriamo i loro pensieri, i loro sogni, le loro emozioni”.

Secondo l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, il numero delle vittime dall’inizio della crisi è di oltre 400.000: questo significa che nel confitto è morto un siriano su 100. Oltre il 20 per cento dei siriani vivono come rifugiati fuori dal paese e metà della popolazione ancora in Siria ha bisogno di assistenza umanitaria.
I crimini contro l’umanità e i crimini di guerra commessi da tutti coloro che prendono parte al conflitto siriano sono: esecuzioni extragiudiziali; torture e trattamenti crudeli; attacchi deliberati contro i civili, le abitazioni, le strutture sanitarie e le infrastrutture civili; attacchi indiscriminati e sproporzionati; sparizioni forzate; sterminio e cattura di ostaggi.

(@novellatop, 16 marzo  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts