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Cooperazione: Sergi, “che fine ha fatto il CICS?”

ROMA, 19 MARZO – Che fine ha fatto il CICS? Nino Sergi, Consigliere politico di Link 2007, punta i riflettori sull’ennesimo rinvio, a 20 mesi dall’ultima riunione, del Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo. “Il legislatore, con la legge 125/2014, ha chiaramente definito i compiti del Comitato interministeriale per la cooperazione allo sviluppo, l’organismo composto dal Presidente del consiglio e dai Ministri degli esteri e della cooperazione internazionale, dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, delle politiche agricole, alimentari e forestali, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti, del lavoro e delle politiche sociali, della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca, deputato a  “assicurare la programmazione e il coordinamento di tutte le attività in materia di cooperazione allo sviluppo, nonché la coerenza tra queste e le politiche nazionali”. “Un’ambizione che l’intero arco parlamentare ha voluto ma che finora è ben lontana dall’essere realizzata”, scrive Sergi in una nota a OnuItalia.

“Chi ha visto il CICS?, verrebbe da dire con preoccupazione, segnalando a Rai3 la sua scomparsa. Dopo essersi riunito nel 2015 per approvare il proprio regolamento interno, il documento triennale di programmazione e di indirizzo 2015-17 e la relazione sulle attività di cooperazione allo sviluppo svolte nel 2014, è sparito. Da un anno e otto mesi si è in attesa della sua convocazione, che è continuamente rinviata: non esiste più alcuna linea di indirizzo, alcuna programmazione, alcun tentativo di coordinamento, alcuna valutazione politica complessiva e delle incoerenze delle politiche governative”

Secondo Sergi, “i pensieri e le preoccupazioni della politica sono altrove, salvo ogni tanto, a convenienza, declamare che ‘l’Italia si presenterà al G7 tra i primi paesi impegnati nella lotta alla povertà e alle ingiustizie che bloccano lo sviluppo di molti paesi e aumentano la forbice tra illimitata ricchezza ed estrema povertà’, o che è ‘impegnata in efficaci partnership con i paesi di emigrazione per affrontarne le cause strutturali’ o cose simili”. Sergi si chiede perche’ alla specifica Agenzia (limitandoci a questo esempio che possiamo definire “la madre delle contraddizioni italiane in materia di cooperazione per lo sviluppo”), creata per dare maggiore impulso e qualità alla cooperazione, non venga permesso di dotarsi delle mani, le gambe, gli occhi e il cuore indispensabili per riuscire a partire ed essere efficiente e pienamente attiva.

“Le leggi della pubblica amministrazione impediscono infatti che l’Agenzia possa dotarsi dell’organico stabilito per legge, come anche impediscono che possano essere assunti dirigenti generali e dirigenti capi-ufficio con alta specializzazione nel settore: con competenze cioè che non possono trovarsi tra le eccedenze di un’amministrazione provinciale o di qualche comparto ministeriale, ma normalmente solo in realtà di cooperazione – governative, non governative profit e non profit, di agenzie internazionali – al di fuori dello stretto sistema dell’amministrazione pubblica. Si tratta, in fondo, di poche persone ma indispensabili al funzionamento dell’Agenzia che, così limitata, continua a vivere in un comatoso limbo che solo le buone volontà stanno tenendo in vita”, scrive l’esponente di Link 2007  lanciando un forte appello a nome delle Ong al Presidente del consiglio Paolo Gentiloni ed al Ministro degli esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano perché, in coda ad uno dei due prossimi Consigli dei Ministri, il CICS dedichi almeno un’ora per deliberare sulle linee guida e la programmazione 2017-2019 e per affrontare il tema del limbo in cui stanno obbligando l’Agenzia a causa di leggi contraddittorie e lontane da quei criteri di qualità ed efficacia che il Parlamento ha voluto indicare come prioritari: “Diano alla cooperazione per lo sviluppo la dignità e quindi l’attenzione politica che merita”, conclude Sergi. (@OnuItalia).

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts