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Alfano su Russia e Libia: “Serve leadership europea”

Angelino Alfano e Antonio Guterres (Gennaio 2017)

(di Arturo Zampaglione)

NEW YORK, 2o MARZO – “Prima di preoccuparci della crescente ‘assertività’ di Vladimir Putin in Libia, noi europei dobbiamo occuparci veramente del Mediterraneo e assumere una leadership”. Così Angelino Alfano, ministro degli esteri e della cooperazione internazionale, ha risposto alle domande di OnuItalia e altre testate sul nuovo ruolo della Russia nelle vicende libiche. Proprio la Libia, infatti, è al centro dell’incontro di lunedì di Alfano con il segretario generale dell’Onu, il portoghese Antonio Guterres, e dei colloqui del ministro nei prossimi giorni a Washington, dove parteciperà anche al vertice della coalizione anti-Isis.

Secondo Alfano, che ha incontrato la stampa a New York, per la Libia è interesse di tutti accelerare i tempi: anche se bisogna dare tempo, a suo avviso, all’amministrazione Trump, da poco insediatasi, di elaborare nuove linee-guida e agire di conseguenza.  “Comunque, il conto per la fine del regime Gheddafi finora lo ha pagato solo l’Italia, con la crisi dei rifugiati e i costi di gestione di questa crisi”, ha ricordato il ministro. “Ora serve ogni sforzo per la stabilizzazione: noi italiani lo stiamo facendo, bisogna trovare una soluzione in ambito Onu dove è presente anche la Russia”.

Certo, Mosca negli ultimi tempi agisce con una certa aggressività e proprio adesso l’Fbi ha confermato una inchiesta sul ruolo del Cremlino nelle ultime elezioni presidenziali americane.  Ma, nelle valutazioni del capo della politica estera italiana, il comportamento di Putin non viola necessariamente le regole del diritto internazionale. Di qui il duplice tentativo della Farnesina, dettato dal realismo, da un lato di asserire le esigenze europee, dall’altro di incanalare le mosse del Cremlino nel quadro di una soluzione Onu al problema libico.

“Tra 8 giorni sarò a Mosca”, ha anche detto Alfano all’Ansa: “Il rapporto bilaterale prosegue, ma è evidente che se non si sblocca l’adempimento del protocollo di Minsk è difficile immaginare un invito alla Russia al vertice di Taromina del G7. “L’obiettivo, magari non per questo G7, è di superare le sanzioni, perché lo consideriamo lo strumento per realizzare gli accordi di Minsk, non il fine a cui ambire. Nessuna persona di buon senso può ambire a escludere la Russia”.

AZ, 20-3-2017

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Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza).

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About Arturo Zampaglione

Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza). Contact: Website | More Posts