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Libia: Amnesty International denuncia, in due video le prove di crimini di guerra

Bengasi

BENGASI,  24 MARZO – Amnesty International sostiene in un comunicato di aver potuto esaminare due filmati nei quali militari dell’Esercito nazionale libico (Enl) uccidono a sangue freddo dei combattenti del Consiglio della shura dei rivoluzionari di Bengasi (Csrb) catturati nel quartiere di Ganfouda. Si tratterebbe – secondo l’organizzazione umanitaria – di crimini di guerra, che andrebbero ad aggiungersi al lungo elenco di crimini di diritto internazionale commessi dai gruppi armati e dalle milizie che agiscono nell’est e nell’ovest della Libia. Libia

Nel primo dei due video diffusi sui social media e verificati da Amnesty International, un soldato dell’Enl uccide a colpi di kalashnikov tre combattenti del Csrb inginocchiati, faccia al muro e con le mani legate dietro la schiena. Nel secondo video alcuni soldati dell’Enl scherniscono, umiliano e trascinano a terra un combattente del Csrb prima di ucciderlo. ”La deplorevole condotta dei soldati dell’Enl ripresi in questi video, che mostrano l’uccisione di persone catturate e prive di difesa, viola il diritto internazionale umanitario e costituisce un crimine di guerra”, ha dichiarato Heba Morayef, direttrice delle ricerche sull’Africa del Nord di Amnesty International. L’Enl ha annunciato indagini sui due video e un suo portavoce ha dichiarato ad Amnesty International che i soldati ripresi nelle immagini sono stati arrestati e saranno interrogati. Ha inoltre diffuso un comunicato in cui parla di ‘casi isolati’ commessi da singoli individui e afferma di aver ordinato alle unità che operano a Bengasi di assicurare che i responsabili di violazioni dei diritti umani siano consegnati alla polizia militare e sottoposti alla corte marziale.

Nel luglio 2016 ad al-Laithi, una zona di Bengasi riconquistata dall’Enl, erano stati trovati i corpi di 14 uomini assassinati dopo che erano state loro legate le mani. Né l’Enl né altre agenzie dello stato libico che si occupano di sicurezza hanno mai svolto indagini efficaci su queste o altre uccisioni sommarie.

Libia

Distruzioni a Bangasi

Le precedenti richieste d’indagini da parte di Amnesty International non hanno dato luogo a procedure trasparenti né a condanne nei confronti di appartenenti alle forze di sicurezza o alle milizie, anche quando vi erano evidenti prove della loro condotta criminale.  La rottura istituzionale del 2014, dopo una lotta per il potere che ha diviso la Libia in fazioni regionali, ha ulteriormente compromesso le possibilità della magistratura di svolgere le sue funzioni. Sequestri di persona, uccisioni, torture, sparizioni forzati e altre violazioni dei diritti umani continuano a verificarsi, ad opera di gruppi armati e milizie che operano nell’ovest e nell’est del paese, nella più completa impunità. ”Occorre un’indagine credibile, indipendente e imparziale sugli ultimi casi che trasmetta a coloro i quali compiono od ordinano crimini orrendi il messaggio che non devono considerarsi al di sopra della legge e che verranno puniti”, ha sottolineato Morayef. ”Dati i precedenti relativi al mancato accertamento delle responsabilità, è più che mai determinante che la Corte penale internazionale, che ha giurisdizione in Libia, ampli le sue indagini ai crimini di guerra e ai crimini contro l’umanità in corso nel paese”, ha aggiunto Morayef.  ”Tutte le parti in conflitto devono assicurare che i civili siano protetti, come richiesto dal diritto internazionale umanitario. Ai civili che vogliono lasciare Ganfouda devono essere garantiti un percorso sicuro e la protezione dagli attacchi”, ha concluso Morayef.

(@novellatop,  24 marzo  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts