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Le donne italiane nelle missioni internazionali: l’esperienza a Herat

ROMA, 31 MARZO – Era il 2000 quando le prime donne varcarono l’ingresso delle Forze armate. In ritardo rispetto agli altri Paesi europei,  l’Italia si è però contraddistinta perché il loro percorso di inserimento e l’apertura a ricoprire qualsiasi ruolo è partito subito, a parte pochissime specialità.

Il Ministro Pinotti, intervenendo al convegno per la presentazione della ricerca targata IAI, realizzata in collaborazione con il Ministero della Difesa “Le donne nelle missioni internazionali – l’esperienza italiana a Herat”, ha spiegato, ad esempio, che le donne ancora non fanno parte delle forze  militari speciali, solo perché non hanno ancora superato i test davvero molto duri di accesso.

“Tutti i comandanti mi dicono che presto anche questa soglia verrà superata – ha detto – perché le donne si stanno preparando così tanto e così bene, anche dal punto di vista fisico, che le avremo fra poco anche nelle forze speciali militari”.

E se i numeri dicono che la presenza femminile all’interno delle Forze armate è ancora bassa, intorno al 5%, la grande affluenza di candidate per l’accesso alle Scuole Militari è il segnale che in futuro la percentuale è destinata a crescere. Di certo, la presenza delle donne ha ampliato la capacità delle Forze armate di operare in contesti dove il contatto con la popolazione locale rappresenta un tratto essenziale della missione.

Il dato e’ emerso chiaramente dalla ricerca presentata alla Camera dei Deputati da Paola Sartori e Alessandra Scalia, ricercatrici dell’Istituto Affari Internazionali (IAI) nel corso di un convegno al quale sono intervenuti il Ministro Pinotti, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, il Vicedirettore dello IAI, Nathalie Tocci e la Presidente Rai, Monica Maggioni. Nell’occasione è stato inoltre presentato il reportage “Il coraggio della musica” realizzato in Afghanistan da Sabrina Scampini e Danilo Bianchi.

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Ad assistere alla presentazione, tra gli altri, la Vice Presidente della Camera, Marina Sereni, i Presidenti delle commissioni difesa di Camera e Senato, Francesco Garofani e Nicola Latorre, i vertici delle Forze armate, ma soprattutto tantissimi giovani.

“Le donne nelle Forze armate rappresentano un moltiplicatore di forze” ha detto il Generale Graziano. Commentando l’importanza della ricerca il Ministro Pinotti l’ha definito “un lavoro che contribuisce a far conoscere l’importante impegno italiano e a trasmettere l’importanza della partecipazione femminile alle operazioni di pace e alle attività di peace-building condotte a livello internazionale”.

Promuovere la cultura della Difesa è basilare a 360°: “Le Forze armate riscuotono ammirazione ma anche polemiche ogni volta che si parla di spese per la Difesa, come quelle per l’acquisto di aerei per l’Aeronautica”.

Qualcosa però sta cambiando, e in meglio, nella percezione dell’importanza di investire in questo settore: “l’educazione dell’opinione pubblica ha prodotto un po’ di comprensione”, ha detto il Ministro spiegando il lavoro di questi anni in Parlamento ma anche nella società civile per far capire che “di quelle risorse c’è bisogno”, anche perché’ “l’Italia spende molto meno degli altri Paesi e ha già tagliato molto”. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts