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Siria: FAO pubblica prima indagine sull’impatto della guerra sul settore agricolo

Siria

ROMA, 4 APRILE – La Fao ha pubblicato il primo studio a livello nazionale sulle conseguenze che la guerra in Siria ha sul settore agricolo del paese. Il rapporto rileva che i combattimenti hanno causato enormi danni e perdite alla produzione agricola nazionale, ma il settore può e deve essere riattivato ora, riducendo in modo significativo il bisogno di aiuti umanitari e la migrazione. Il rapporto della FAO reso noto in vista della conferenza internazionale sul futuro della Siria a Bruxelles si  intitola Counting the Cost: Agriculture in Syria after six years of crisis  e presenta la prima indagine a livello nazionale sui danni che la guerra ha causato al settore agricolo del paese.

L’analisi include sondaggi condotti su oltre 500 famiglie su tutto il territorio nazionale, interviste con oltre 380 comunità e analisi di dati agricoli primari e secondari. “L’indagine mostra che nel bel mezzo di un conflitto, l’agricoltura rappresenta un’ancora di salvezza per milioni di siriani, inclusi gli sfollati interni che continuano a vivere nelle zone rurali” ha affermato il Direttore generale della FAO José Graziano da Silva. “Aumentare gli investimenti per il recupero del settore agricolo potrebbe ridurre in modo drammatico il bisogno di aiuti umanitari. E potrebbe avere un impatto significativo anche nell’arginare il flusso di migranti” ha aggiunto.

  Circa il 95 per cento delle comunità intervistate hanno affermato che ricevere input agricoli di base – come semi, fertilizzanti e combustibile per le pompe d’irrigazione – ridurrebbe il numero di persone costrette ad abbandonare le zone rurali per cercare opportunità altrove e probabilmente incoraggerebbe molti migranti e sfollati interni a tornare alle proprie terre. Altre conclusioni dello studio sono: oltre il 75 per cento delle famiglie in zone rurali continua a produrre cibo per consumo proprio, anche su scala molto ridotta circa il 60 per cento delle famiglie segnalano che la mancanza di fertilizzanti rappresenta un ostacolo critico alla produzione di cerali permanenti come grano, orzo e legumi. Altri ostacoli importanti includono: l’emergere di infestazioni e malattie, la distruzione dei sistemi di irrigazione e di abbeveramento per il bestiame. Dal 2011 il numero di capi di bestiame posseduti delle famiglie è crollato del 57 per cento per quanto riguarda i bovini, del 52 per cento per le pecore, del 48 per cento per le capre e del 47 per cento per il pollame. La percentuale di reddito utilizzata per l’acquisto di cibo è salita mentre la capacità di guadagno delle famiglie è calata. Allo stesso tempo, i prezzi alimentari sono aumentati drammaticamente. Prima della crisi, circa il 25 per cento delle famiglie spendeva un quarto del proprio reddito annuale in cibo. Ma nel settembre 2016, il 90 per cento di loro spendeva più della metà del reddito annuale per il cibo. Rispetto al 2011, nel 2016, meno della metà della popolazione viveva ancora in zone rurali. Siria

Del totale di 16 miliardi di dollari di danni stimati al settore agricolo del paese, i danni agli asset –  compresi  trattori, macchinari vari, aziende agricole, cliniche veterinarie, stalle, serre, sistemi di irrigazione e di lavorazione -raggiungano gli oltre 3 miliardi di dollari. Una cifra destinata ad aumentare quando sarà possibile valutare l’entità della devastazione nelle aree principali del conflitto. Circa 6,3 miliardi di dollari sono i danni e le perdite stimate per la produzione cerealicola. Nel settore dell’allevamento, i danni e le perdite ammontano a circa 5,5 miliardi di dollari mentre sono circa 80 milioni di dollari i danni stimati al settore ittico nazionale.

Il costo iniziale per ricostruire il settore agricolo del paese, in un periodo di tre anni, è stimato tra i 10,7 e i 17,1 miliardi di dollari, a seconda che non vi siano cambiamenti negli scontri, oppure avvenga un ritorno parziale o totale alla pace. Il rapporto delinea piani d’azione per ognuno di questi scenari possibili, includendo modalità per affrontare problemi di fondo, come l’utilizzo sostenibile dell’acqua per l’irrigazione.  Il rapporto sottolinea che se le zone agricole del paese continueranno ad essere ignorate, altri saranno costretti a lasciare le proprie terre e la Siria rischierà di emergere dal conflitto come un paese con la propria produzione commerciale di alimenti e il proprio settore agricolo sull’orlo del collasso. L’indagine si è tenuta tra l’ agosto e il settembre 2016 e ha coinvolto focus groups e famiglie da tutti i distretti del paese, includendo sia uomini che donne. Dal 2011, la FAO sostiene i mezzi di sussistenza, la sicurezza alimentare e la nutrizione di oltre 2,4 milioni di siriani in zone rurali e nelle zone peri-urbane di Aleppo, Al-Hassakeh, Dara’a, Deir-ez-Zor, Hama, Homs, Idleb, le zone rurali attorno a Damasco, Sweida e Quinetra.

(@novellatop, 4 aprile 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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