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”Starting from girls”, forum alla Farnesina per ribadire che è dalle giovani donne che occorre partire

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ROMA, 7 APRILE – Donne, crescita, salute, ineguaglianze: sono i temi del Forum Internazionale “Starting from girls. Women Forum on inequality and sustainable growth”, in corso alla Farnesina, organizzato in collaborazione con WE-Women Empower the World, l’Aspen Initiative for Europe e Valore D, in occasione della presidenza italiana del G7.

Il Forum si basa sulla convinzione che rafforzare diritti e capacità delle giovani donne sia una condizione indispensabile per farne agenti potenziali del cambiamento: il forum di dialogo punta a costruire un’alleanza internazionale sull’empowerment femminile, come tassello irrinunciabile di una crescita più equa e sostenibile.Girls

Rappresentanti delle organizzazioni internazionali come Federica Mogherini (UE), Simonetta Di Pippo (Unoosa) e Flavia Bustreo (Oms), ministre e parlamentari come Beatrice Lorenzin, Maria Elena Boschi, Valeria Fedeli, Lia Quartapelle, personalità della politica e della cultura come Emma Bonino, Marta Dassù, dell’imprenditoria come Diana Bracco, Beatrice Trussardi, della ricerca come Ilaria Capua, e tante altre, insieme con i colleghi Benedetto della Vedova, Mario Giro e Vincenzo Amendola discutono una serie di proposte per il G7, volte a rafforzare l’apporto delle donne alla crescita economica, la loro partecipazione al mercato del lavoro, allo sviluppo tecnologico e alla sostenibilità. Un’attenzione specifica è dedicata ai  temi delle migrazioni – ‘women on the move”– e all’evoluzione della global care chain, con le relative implicazioni per la salute e i sistemi sanitari.

Nel suo saluto il ministro degli esteri Angelino Alfano ha rilevato che ”rafforzare diritti e capacità delle giovani donne è una condizione indispensabile per farne agenti del cambiamento. Superare il gap di genere è fondamentale per garantire processi inclusivi di crescita e sviluppo, in linea con le priorità della nostra Presidenza del G7”.

Se uno dei focus è sulla salute delle donne, l’Oms ha scelto proprio il Forum di Roma per presentare i dati sulla salute delle adolescenti nel mondo, dai quali emerge chiaramente che ogni anno circa 1,3 milioni di adolescenti nel mondo perdono la vita per cause evitabili. Circa 16 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni danno alla luce un bambino, 49 nascite su 1000 riguardano donne al di sotto dei 20 anni.  Le complicazioni durante la gravidanza e al momento del parto rappresentano la seconda causa di morte per le adolescenti di tutto il mondo. Altre principali cause di morte fra adolescenti includono l’HIV, il suicidio, infezioni delle basse vie respiratorie e violenza.

Flavia Bustreo

Flavia Bustreo

Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale OMS, pone l’accento su un aspetto molte volte sottovalutato, quello della depressione. ”La depressione  è una minaccia sottovalutata nel mondo moderno, soprattutto verso le fasce più deboli della popolazione, fra cui donne dopo la gravidanza e gli adolescenti. Il suicidio, infatti, è la terza causa di morte tra gli adolescenti a livello globale, la metà di tutti i disturbi mentali di cui soffrono gli adulti cominciano intorno ai 14 anni di età, ma nella maggior parte dei casi non vengono riconosciuti e trattati. Gli effetti della depressione sono devastanti anche come conseguenza di guerre e conflitti: al gravissimo impatto immediato delle bombe vanno aggiunti i danni che colpiscono i sistemi sanitari, il maggior rischio di contrarre malattie infettive e, nel lungo periodo, la depressione, che procura ferite profonde per la società che necessitano anni per essere risolte”.

La depressione colpisce ogni anno 300 milioni di persone in tutto il mondo, con un incremento del 18% registrato tra il 2005 e il 2015. Secondo le stime dell’Oms, meno della metà delle persone ha accesso alle cure psicoterapiche e farmacologiche per la depressione, che rappresenta una delle principali cause prevenibili di morte tra gli adolescenti. Girls

Quanto agli adolescenti, ”rappresentano un sesto della popolazione mondiale. Investire in programmi di tutela della salute di donne adolescenti per garantire il loro diritto alla salute, all’educazione e alla piena partecipazione alla società può certamente rappresentare una preziosa risorsa per trasformare il nostro mondo. Investire soprattutto nella loro salute significa garantire loro la possibilità di sviluppo corretto. Vi sono infatti dei comportamenti, come quelli legati allo stile di vita, alimentazione, attività fisica, abuso di droghe e alcol, educazione sessuale, che se sbagliati in età adolescenziale possono avere delle ripercussioni sulla salute dell’individuo nel corso di tutta la sua girlsvita.  È innanzitutto una responsabilità degli Stati che definiscono le priorità globali, inclusi i membri del G7, proteggere e favorire lo sviluppo e la salute degli adolescenti quale fascia fondamentale della popolazione, a partire da azioni che garantiscano l’accesso ai servizi sanitari, inclusi quelli per la salute sessuale riproduttiva di donne e ragazze, e che comprendano anche coloro che vivono in contesti di emergenza umanitaria, migranti e rifugiati”.

”Solo attraverso una completa integrazione nella vita scientifica, economica, politica e pubblica della propria società – è la conclusione di Bustreo – può essere garantito il diritto alla salute delle donne e delle ragazze.  Nel mondo oltre 1 donna su 3 ha subito nel corso della sua vita una violenza domestica o sessuale, il 30% è stata vittima di abusi fisici o sessuali da uomini con cui avevano avuto una relazione intima e ha riportato gravi danni alla salute. Ancora troppo spesso le decisioni e le ambizioni personali vengono infrante a causa di politiche regressive e di norme che non permettono di esercitare i propri diritti fino in fondo. La partecipazione delle donne a livello sociale, politico ed economico è fortemente associata a migliori risultati in termini di salute per donne e bambini, e la presenza delle donne in politica è una delle migliori strategie per assicurare la protezione e lo sviluppo della salute delle donne e delle ragazze e dei loro diritti. Ad oggi però c’è ancora molta strada da fare poiché solo il 22.8% del numero di parlamentari nel mondo sono donne”.

(@novellatop,  7 aprile  2017)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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