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Elena (INTERSOS e cittadina del mondo): diario dai campi profughi siriani del Libano

Intersos LIbano

TIRO, 10 APRILE – Se si vuole capire e conoscere il lavoro svolto dagli umanitari con i profughi siriani, vale la pena ascoltare dalla loro voce il racconto dei giorni passati nei campi che ospitano i rifugiati. Questa volta a fotografare una realtà a volte molto dura è Elena, operatrice di INTERSOS. l’organizzazione che in Libano ha creato 16 centri comunitari: luoghi protetti per donne e bambini a rischio, ma anche centri di formazione e aggregazione dove ragazze e ragazzi ricevono supporto psicologico e partecipano ad attività ricreative ed educative.

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Elena Braghieri

La giornata tipo di Elena la racconta lei stessa: ”Sveglia alle 6, caffè al volo, tre biscotti, e si parte dalla città di Tiro verso la valle della Bekaa: quasi 3 ore di viaggio tra le montagne libanesi per arrivare nei campi profughi”.

”Ero destinata a lavorare nel mondo umanitario”, confessa. Sono stati i suoi genitori, madre psicologa e padre funzionario della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, a trasmetterle questa passione. ”Da piccola ho vissuto 4 anni in Congo, poi Cina e Tibet e Ruanda. Ho studiato negli Stati Uniti, Inghilterra e Italia. Mi sento cittadina del mondo”.

Dopo una lunga esperienza in Turchia, dal maggio 2016 Elena vive e lavora in Libano per INTERSOS. ”Un Paese molto complesso che in questo momento ospita oltre 1 milione e mezzo di rifugiati siriani”, racconta. ”Vivono in condizioni difficili, la scarsità di risorse economiche e lavorative nel Paese mette continuamente a rischio la loro capacità di sopravvivenza”. I disagi che i rifugiati siriani vivono in Libano si scontrano anche con la difficoltà per i libanesi di accedere a servizi di base; infatti più di un milione di libanesi, ad oggi, vive al di sotto della soglia di povertà. Di questi, 470.000 sono bambini.

Intersos LIbano

Uno dei centri di Intersos in Libano

Il flusso di rifugiati dalla Siria è stato talmente imponente che molte famiglie hanno cercato alloggio in case private sovraffollate, in garage e negozi in affitto, in strutture pubbliche abbandonate pericolanti, in edifici in costruzione, in campi profughi. In tutti i casi, le condizioni igienico sanitarie sono scarse, le condizioni abitative molto precarie e il livello di protezione, soprattutto di donne e bambini, spesso insufficiente. ”La dispersione dei rifugiati dalla Siria nel territorio libanese – osserva Elena – rende difficile raggiungerli e complica l’identificazione, il riconoscimento e il ricongiungimento delle famiglie, che in molti casi non sono neppure a conoscenza delle strutture e dei servizi di accoglienza”.

”Il nostro lavoro – spiega Elena – consiste principalmente nel garantire ai profughi, sia libanesi che siriani, assistenza psicosociale, assistenza legale, fornitura di servizi igienici e inoltre promuoviamo diverse attività per favorire il processo di integrazione dei rifugiati nelle comunità locali”.

(@novellatop,  10 aprile 2017)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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