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Ambientalisti alla Ue: ‘Siamo l’aria che respiriamo’, schieratevi contro il carbone

Carbone

ROMA, 11 APRILE – Mentre la nuova amministrazione americana rifiuta di firmare un progetto comune sull’ambiente e rilancia il carbone come fonte primaria di energia, in Europa la Commissione Ue sta per proporre una nuova direttiva per fissare i limiti che vincoleranno le industrie a pulire le loro emissioni. 

Lega Ambiente, il WWF e la piattaforma WeMove.Eu, lanciano in proposito petizioni per chiedere lo stop globale all’utilizzo dei combustibili fossili che nel mondo distrugge il pianeta e cause malattie molto spesso mortali.Carbone

In particolare Legambiente-Comuni Rinnovabili obiettivo 100%, ha scelto il giorno della deludente chiusura del G7 Energia di Roma per lanciare la campagna ”European Fossil Fuel Subsidies Awards – Public Vote” del @CANEurope  contro i sussidi alle fonti fossili e spiega che ”Le fonti fossili sono la principale causa dei cambiamenti climatici, ma anche dell’inquinamento atmosferico eppure queste vengono continuamente sussidiate con l’effetto di distorcere i mercati e disincentivare gli investimenti in energie rinnovabili ed efficienza energetica. Sono 590 i miliardi di euro all’anno che vanno alla produzione e al consumo di combustibili inquinanti come il carbone, petrolio e gas, e tale importo sarebbe di 10 volte più grande se dovessimo includere i costi ambientali e sulla salute associati all’utilizzo di questi combustibili”

Aderendo alla competizione europea sui sussidi alle fonti fossili, lanciata dal CAN, Legambiente si unisce a quanti nel mondo continuano a chiedere lo Stop ai sussidi alle fonti fossili,  puntando verso una veloce decarbonizzazione al 2050 e ad un futuro 100% rinnovabileCarbone

L’altra petizione paneuropea, ”Sono l’aria che respiro”, è promossa da WeMove.EU e rilanciata in Italia dal Wwf in partenariato con European Environmental Bureau, Climate Action Network Europe, Health and Environment Alliance, WWF European Office, BUND – Friends of the Earth Germany e Sum Of Us- Nella petizione, indirizzata ai ministri  della salute Beatrice Lorenzin e dell’ambiente Gian Luca Galletti, e ai Ministri Ue della Salute dell’ambiente, si chiede di ”fermare ora l’inquinamento atmosferico causato dalle centrali a carbone e lignite. Il voto è vicino, esprimetevi in favore dell’adozione di misure rigide per tutelare l’aria che respiriamo e salvaguardare l’acqua che beviamo dai residui tossici degli impianti di combustione. Difendete la nostra salute e l’ambiente, chiedete con forza l’adeguamento a una direttiva che riduca le emissioni degli impianti di combustione”. I promotori della petizione spiegano che ”la combustione fossile continua a mietere vittime. Colossali impianti di combustione sparsi per tutto il territorio europeo stanno avvelenando la nostra acqua e l’aria che respiriamo, e mentre loro accumulano enormi profitti noi non siamo più in grado di respirare. L’inquinamento non tiene conto dei confini nazionali e l’aria che respirano i cittadini francesi può essere avvelenata da emissioni di impianti che si trovano in Germania o in Inghilterra.  Per fermare tutto questo dobbiamo agire uniti e dare vita a un’azione collettiva in tutta Europa. Ora possiamo fare un grande passo in avanti”.

La Coalizione ambientalista sottolinea che ”Se ogni centrale si adattasse alle misure e implementasse le tecnologie già disponibili dagli anni Ottanta (le famose BAT), il tasso di mortalità per la tossicità dell’aria calerebbe almeno dell’85%.  Se un buon numero di governi degli Stati membri votasse in favore della direttiva durante la sessione indetta dal Comitato permanente Ue per Ie emissioni industriali e fissata al 28 aprile, avremmo finalmente gli strumenti necessari per fermare questi giganti tossici – come nel caso di industrie presenti sul territorio tedesco e polacco”. I Paesi chiave sono la Germania e la Gran Bretagna, incluso anche il supporto indispensabile di Paesi come la Francia, l’Olanda, l’Italia e la Spagna per l’adozione degli standard. Il carbone ha un impatto devastante sull’ambiente e sulla salute. Le nuove regole avrebbero dovuto essere adottate sin dal 2014, ma l’inadempienza e i ritardi hanno causato altri danni aggiuntivi legati alla combustione di carbone:

  • oltre 50.000 decessi prematuri;
  • 1,3 milioni di casi di attacchi di asma;
  • 30.000 nuovi casi di bronchite cronica;
  • 15 milioni di giorni di lavoro persi per malattia.

Gli ambientalisti concludono con un appello ai ministri della salute e dell’ambiente, ma soprattutto ai cittadini dell’Unione europea: ”Ogni giorno muoiono in Europa almeno 63 persone per via dell’inquinamento dovuto alle emissioni degli impianti a combustibile. Migliaia di cittadini sono colpiti da asma, o ricevono diagnosi di patologie polmonari e cardiache croniche. Non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Esistono da tempo alternative alla combustione fossile e sono quelle basate su un’energia pulita, sicura, alleata dell’ambiente. E’ tempo di agire e chiedere che si faccia davvero qualcosa per sanare l’inquinamento atmosferico, ma abbiamo pochi giorni prima che i votanti facciano una scelta definitiva”.

(@novellatop,  11 aprile 2017)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts