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Fao: carestia, 20 milioni di persone rischiano di morire nei prossimi sei mesi

I lavori del Consiglio dell'agenzia Onu a Roma

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ROMA, 26 APRILE  – Venti milioni di persone potrebbero morire nei prossimi sei mesi se non si agirà al più presto per contrastare una carestia che in tanti paesi sta letteralmente falcidiano la popolazione. Si tratta di aree enormi come il nord-est della Nigeria, la Somalia, il Sud Sudan e lo Yemen. “Se non verrà fatto nulla, circa 20 milioni di persone potrebbero morire di fame nei prossimi sei mesi” ha detto il direttore generale della Fao  Graziano da Silva nel suo discorso di apertura dei lavori del Consiglio dell’agenzia dell’Onu. “La carestia non solo uccide le persone, ma contribuisce all’instabilità sociale e perpetua il circolo vizioso della povertà e della dipendenza dagli aiuti per decenni”.

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Graziano da Silva

Il Consiglio, che si chiude il 28, si occuperà inoltre di valutare l’approvazione del Programma di Lavoro e il Budget per il 2018-2019. Il budget dà priorità ai settori nei quali la FAO può offrire il maggiore impatto per i paesi membri in vista del raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che includono mitigazione e adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, produzione agricola sostenibile, gestione della scarsità delle risorse idriche e rafforzamento delle capacità delle famiglie contadine vulnerabili di fare fronte agli shock (resilienza). Il cibo e l’agricoltura sono al centro dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile, e il lavoro della FAO contribuirà al raggiungimento di 40 target, in 15 dei 17 obiettivi.Carestia

Il Consiglio discuterà inoltre una nuova distribuzione delle contribuzioni annuali fatte dai paesi membri alla FAO. Secondo la proposta in discussione, gran parte dei paesi OCSE vedrà calare il livello delle proprie contribuzioni, mentre quello di altri paesi aumenterà. Da Silva ha però sollecitato i paesi OCSE a mantenere invariato il sostegno al lavoro della FAO attraverso contribuzioni volontarie addizionali. “I contributi volontari sono di importanza vitale per la FAO, ora più che mai” ha affermato. “Da parte mia, confermo il mio impegno ad identificare nuovi spazi di risparmio e a promuovere una maggiore efficienza, come ho fatto nei cinque anni passati. Ma ho già tagliato fino all’osso, e non c’è più grasso”.

Formato da 49 paesi eletti, il Consiglio della FAO si riunisce prima della Conferenza FAO (l’organo supremo di governo dell’organizzazione) per fornire consulenza e controllo su questioni legate al programma di lavoro e al budget. Quella in corso sarà l’ultima sessione presieduta da Wilfred Ngwira, della Tanzania, che ha guidato i lavori dell’organo di governo dalla sua elezione come presidente indipendente durante la Conferenza FAO nel 2013.

(@novellatop, 26 aprile  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts