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Migrazioni: accuse alle Ong, umanitari rispondono ”Noi salviamo vite”

Msf, Save The Children, tanti ribattono alle insinuazioni di Di Maio e Grillo. 'Politiche europee disumane'

Mediterraneo

ROMA, 26 APRILE – Un vortice di polemiche innescate dalle dichiarazioni del vice presidente della Camera ed esponente del Movimento 5 stelle Luigi di Maio,  sta inghiottendo con veleni e false accuse il lavoro delle ong impegnate da anni nel salvataggio dei migranti nel Mediterraneo.

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Luigi di Maio

Indignazione è stata espressa da soggetti politici e religiosi (la CEI in particolare), da intellettuali come gli scrittori Roberto Saviano e Erri de Luca, e dalle organizzazioni chiamate in causa da quella che viene definita una sbagliata lettura del rapporto internazionale di Frontex e da un’ inchiesta aperta dalla procura di Catania. 

Mentre va ricordato che una delle organizzazioni impegnata nei salvataggi, SOS Mediterranee, ha recentemente ricevuto il prestigioso Premio Unesco per

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Erri de Luca sulla nave di MSF

la pace insieme con la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini proprio per il loro lavoro con i migranti, cominciano a reagire le organizzazioni umanitarie. ”Noi salviamo vite, non abbiamo il compito di lavorare come agenzie di sicurezza”, ha replicato Save the children, mentre Msf si è detta ”indignata per i cinici attacchi al lavoro delle ONG in mare da parte di alcuni esponenti della politica, che hanno visto nelle ultime ore un crescendo di veleni e false accuse. MSF esporrà il proprio punto di vista alle istituzioni il 2 maggio, in audizione alla Commissione Difesa del Senato. Nel frattempo segue con attenzione quanto viene dichiarato in riferimento alle attività di ricerca e soccorso delle ONG, e quindi anche di MSF, e valuterà in quali sedi intervenire a tutela della propria azione, immagine e credibilità”.

”Le accuse contro le ONG in mare sono vergognose, ed è ancora più vergognoso che siano esponenti della politica a portarle avanti, attraverso dichiarazioni false che alimentano l’odio e screditano ONG che hanno come unico obiettivo quello di salvare vite” ha spiegato Loris De Filippi, presidente di MSF. ”È una polemica strumentale che nasconde le vere responsabilità di istituzioni e politiche, che hanno creato questa crisi umanitaria lasciando il mare come unica alternativa e hanno fallito nell’affrontarla e nel fermare il massacro. Se ci fossero canali legali e sicuri per raggiungere l’Europa, le persone in fuga non prenderebbero il mare e si ridurrebbe drasticamente il business dei trafficanti. Se ci fosse un sistema europeo di aiuti e soccorsi in mare non ci sarebbe bisogno delle ONG”.

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La nave di SOS Mediterranee

In riferimento alle accuse sul lavoro in mare delle ONG, MSF ricorda che ”i soccorsi avvengono secondo il diritto del mare e dei rifugiati sotto il coordinamento e le indicazioni della Guardia Costiera italiana (MRCC); che non riceviamo telefonate dirette dai trafficanti; che le ONG lavorano in acque internazionali e solo in pochi casi eccezionali, in presenza di naufragi imminenti e sotto autorizzazione delle autorità competenti, sono entrate in acque libiche; che il lavoro di MSF in mare è sostenuto esclusivamente da fondi privati; che non ci sono prove che i soccorsi siano un fattore di attrazione; che persone disperate, torturate, afflitte da guerre, persecuzioni e povertà continueranno a partire; che fino a quando non verranno garantiti canali legali e sicuri per trovare sicurezza in Europa e un sistema europeo di aiuti e soccorsi in mare, quelle stesse persone continueranno a rischiare e perdere la propria vita nel Mediterraneo”.

In rete poi l’organizzazione medica umanitaria ha postato, tra gli altri, questi due messaggi: ”MSF ringrazia le tante componenti della società civile che stanno rispondendo alle false accuse sulla base di una corretta informazione, prendendo posizione a favore delle organizzazioni e dell’azione di soccorso in mare”. ” Politiche europee disumane costringono le persone a mettersi in mare rischiando la loro vita. Noi diamo fastidio perché siamo gli occhi della società civile europea e raccontiamo che cosa avviene nel mar Mediterraneo. Se ci fosse un sistema europeo di aiuti e soccorsi in mare, non ci sarebbe bisogno delle ONG. Politiche e istituzioni hanno creato la crisi e hanno fallito nel risolverla”.

(@novellatop,  26 aprile 2017)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts