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Pena di morte: la corsa dell’Arkansas all’iniezione letale

Arkansas

LITTLE ROCK, 26 APRILE – In Arkansas c’è una corsa contro il tempo non per salvare vite, al contrario per poter mettere a morte condannati prima che scada la possibilità di usare la sostanza impiegata dallo stato per fare le iniezioni letali. E’ la situazione paradossale in cui si sono venuti a creare i prigionieri condannati alla pena capitale nello stato americano, dove sono state eseguite in tutta fretta le prime condanne a morte di due uomini, Jack H. Jones Jr. e Marcel Williams, entrambi condannati per omicidio.

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I primi due condannati a morte

Era da quasi 17 anni che uno stato americano non eseguiva due condanne a morte nello stesso giorno – Texas, nel 2000 – e negli ultimi 40 anni ci sono state esecuzioni multiple nello stesso giorno soltanto dieci volte in tutti gli Stati Uniti. I due uomini sono stati uccisi alla Cummings Unit, vicino alla città di Pine Bluff. La scorsa settimana in Arkansas era stata eseguita un’altra condanna a morte, quella di Ledell Lee, e la prossima è stata fissata per il 27 aprile, in un calendario dell’orrore che gli attivisti contro la pena di morte chiedono di fermare al più presto.  Il governatore dell’Arkansas, Asa Hutchinson, ha messo in programma infatti quattro doppie esecuzioni nell’arco di undici giorni, prima che a fine aprile scadano le scorte del sedativo midazolam, uno dei veleni usati nell’iniezione letale.
Un giudice federale aveva sospeso temporaneamente la seconda dopo il ricorso presentato dall’avvocato di un detenuto, il quale sosteneva che il primo prigioniero avesse sofferto in seguito all’iniezione letale. Sofferenze che, a suo avviso, sarebbero state provate anche dal suo assistito, per la sua obesità.
I condannati, entrambi rei confessi, avevano affidato le loro ultime speranze a un ricorso basato sulle cattive condizioni di salute, sostenendo che i loro problemi medici potevano provocare loro dolori orribili durante la procedura della ”morte di Stato”.

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Manifestazioni contro le esecuzioni

Amnesty International ha sollecitato le autorità dello stato dell’Arkansas a fermare le esecuzioni, sette delle quali previste nel giro di 11 giorni entro la fine di aprile.

”Una serie di esecuzioni a distanza così ravvicinata non trova precedenti nella storia moderna degli Usa. Ad appena quattro mesi dal più basso numero di esecuzioni registrato a livello nazionale da un quarto di secolo a questa parte, l’Arkansas si prepara a invertire questa positiva tendenza in una vergognosa corsa contro il tempo per precedere la data di scadenza di un medicinale”, ha dichiarato Erika Guevara Rosas, direttrice per le Americhe di Amnesty International.

”Non è troppo tardi per fermare queste esecuzioni. Il nastro trasportatore della morte che sta per essere messo in moto è del tutto disallineato rispetto al declino globale della pena di morte, di cui sempre più stati nel mondo e anche all’interno degli Usa riconoscono l’anacronistica crudeltà”, ha aggiunto Guevara Rosas.

(@novellatop,  26 aprile 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts