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Vaccinazioni: a piedi casa per casa, il racconto dei medici Amref in Africa

VACCINAZIONI (Foto Giovanni Giusto)

ROMA, 27 APRILE – In occasione della Settimana mondiale delle vaccinazioni gli operatori Amref raccontano di una lotta quotidiana di casa, in casa, nei villaggi, fatta di fatica, di chilometri percorsi a piedi e in bici per far arrivare nei villaggi remoti dell’Africa.

Guglielmo Micucci, direttore di Amref Italia, salvare milioni di vite ogni anno, consentendo l’accesso alla vaccinazione per le persone in Africa è la chiave per raggiungere gli standard sanitari e la creazione di un sistema sanitario funzionante. Per un mondo sano c’è bisogno di un’Africa in salute. Il vaiolo e la peste, per fare due esempi, sono state sradicate con l’aiuto della vaccinazione. L’ultimo caso di vaiolo fu riscontrato in Somalia nel 1977. Eppure prima di allora era letale nel 30% dei casi.

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Gladis, una operatrice Amref

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 19,4 milioni di neonati in tutto il mondo non sono stati raggiunti dai servizi di vaccinazione di base nel 2015. La vaccinazione come parte fondamentale dei meccanismi di salute funzionante deve essere resa accessibile ovunque e per tutti. I vaccini danno ogni anno il loro contributo alla lotta alla mortalità infantile e salvano tra i 2 e i 3 milioni di persone al mondo. Ma ne potrebbero salvare altri 1,5 milioni se la copertura vaccinale fosse migliore.

”Dobbiamo proteggere la salute dei bambini, delle donne, attraverso le vaccinazioni” afferma Micucci. ”Gli operatori Amref ci raccontano ogni giorno di una lotta continua, tra la vita e la morte. Di una corsa casa per casa, nei villaggi più remoti in cui contrastare le credenze e parlare di medicina, dell’importanza di vaccinare. Abbiamo raccolto in questi giorni tante storie e tutte hanno lo stesso comune denominatore: correre, spesso a piedi o in bici, per indicare il presidio sanitario più vicino per la vaccinazione”.

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La campagna di Amref prosegue

Micucci poi punta l’attenzione su una grave e ingiusta disuguaglianza in salute ”in Africa – secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale – il rischio che un bambino muoia prima dei 5 anni è di 14 volte più alto che in Europa. Per quei bambini è sempre troppo semplice ammalarsi, per effetto di un sistema immunitario non in grado di combattere le infezioni. Come si può ancora morire di morbillo?”. Secondo le stime dell’Oms il morbillo causa nel mondo, ogni anno, 134mila morti tra i bambini. Proprio la lotta al morbillo ha fatto rilevare un risultato positivo tra il 2000 e il 2012: la mortalità per morbillo in Africa è calata dell’88%.

Il mondo si è dato un obiettivo importante: entro il 2020 ci dovrà essere una copertura vaccinale nazionale del 90% e dell’80% in ogni distretto. Ma anche l’Africa. Nel febbraio 2016, ministri o capi delegazione da tutta l’Africa hanno firmato la Addis Declaration on Immunization (ADI), in occasione della Conferenza ministeriale sull’immunizzazione in Africa di Addis Abeba, in Etiopia. I rappresentanti di 49 Paesi africani hanno firmato la dichiarazione. Inoltre, tre dichiarazioni di sostegno sono state firmate da organizzazioni della società civile, leader religiosi e parlamentari, per sostenere l’attuazione dell’ADI e raggiungere tutti i bambini in Africa con i vaccini essenziali.

”Dobbiamo impegnarci ad abbassare i costi dei vaccini – sostiene Micucci – migliorare la capacità di stoccaggio a freddo, aumentare i punti in cui fare le vaccinazioni e investire sul personale sanitario per rafforzare il sistema salute”. Sempre in ambito disuguaglianze in salute la Banca Mondiale rileva che nell’Africa Subsahariana il numero di infermiere e ostetriche è di 1,1 su 1000 persone (2011), mentre nell’Unione Europea è di 7,6 ogni 1.000 persone. ”Noi di Amref formiamo ogni anno migliaia di clinical officer, che ogni giorno vanno di casa in casa per promuovere la vaccinazione e alzare le uniche barriere che ci interessa alzare. Quelle immunitarie, quelle della salute dell’Africa e del mondo tutto”.

(@novellatop, 27 aprile 2017)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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