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Lago Ciad: Unicef e Ue per salvare bambini e insegnanti da Boko Haram

Istruzione perno fondamentale per chi ha perso tutto

Lago Ciad

ROMA, 28 APRILE – Un intenso impegno per proteggere alunni e insegnanti dalle conseguenze dei conflitti, negli stati appartenenti al bacino del Lago Ciad, in Africa occidentale, viene profuso da Unicef e Unione Europea che ritengono sia fondamentale formare gli insegnanti a identificare i rischi e a sviluppare misure di preparazione e risposta all’emergenza insieme ai responsabili per la tutela dell’infanzia nella comunità, al fine di ridurre i pericoli per i bambini in un’area in cui bombardamenti, attacchi armati e rapimenti rappresentano una minaccia costante.

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Le aree di conflitto

Dall’inizio delle ostilità, nel 2009, Boko Haram ha assassinato 611 insegnanti e ne ha costretti a fuggire non meno di 19.000 a causa delle violenze. La campagna ”Conflict & Disaster Risk Reduction” (Riduzione del rischio durante conflitti e calamità) condotta nelle scuole di questa regione africana fa parte di un intervento progettato e finanziato dall’Unione Europea, uno dei maggiori donatori dei programmi per l’istruzione nelle emergenze.

Questo progetto, della durata di 18 mesi, mira ad assistere i bambini colpiti dalla violenza di Boko Haram, aiutandoli ad accedere a servizi scolastici e forme di tutela, ma sviluppa anche dei piani dettagliati, con la partecipazione delle comunità, per far sì che le scuole possano offrire ambienti di apprendimento più sicuri. Il programma affronta la complessa natura della crisi innescata da Boko Haram in Nigeria, Ciad, Camerun e Niger.

Nelle situazioni di conflitto, il settore scolastico diventa vulnerabile a causa delle violenze e dell’insicurezza: e diventa per questo un’area particolarmente rilevante per gli interventi di riduzione del rischio.  ”I bambini che hanno dovuto lasciare le loro case per colpa di questa crisi sono 1,3 milioni. E’ fondamentale prestare assistenza nelle scuole, in modo che i genitori possano riportare i bambini nelle classi”  spiega Marie-Pierre Poirier, direttrice UNICEF per l’Africa centrale e occidentale.

”Assicurare l’accesso all’istruzione per i bambini colpiti dalla crisi è importante, ma aprire le scuole non è sufficiente. I bambini e gli insegnanti hanno anche bisogno di possedere conoscenze e strumenti, di essere preparati e capaci di ridurre gli effetti nel caso in cui accada qualcosa di pericoloso attorno agli edifici scolastici”.

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Bambini soldato

Aggiunge Yvan Hildebrand, a capo dell’ufficio regionale di ECHO (l’ufficio UE per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile), basato in Camerun: ”L’istruzione è fondamentale sia per la protezione che per lo sviluppo di ragazze e ragazzi colpiti dalla crisi. La scuola può ristabilire un senso di normalità e sicurezza, può aiutarli a guarire dal trauma psicologico e può fornire loro competenze importanti per la vita e uno spazio per giocare. Dal 2012, l’Unione Europea ha incrementato ogni anno i suoi finanziamenti nel settore umanitario per progetti formativi in contesti di crisi. Nel 2017 destinerà il 6% del proprio bilancio annuale per il settore umanitario all’istruzione in contesti di emergenza”. 1.261 scuole in questi quattro paesi sono rimaste chiuse a causa di insicurezze e possibili violenze; per aiutare le scuole a prevedere e ridurre i rischi, l’UNICEF ha supportato circa 100 formatori per guidare gli insegnanti nel processo d’apprendimento.

Dopo aver ricevuto la formazione dall’UNICEF, circa 1.600 insegnanti in ogni parte della regione – fra cui oltre 800, grazie a questa iniziativa, in Camerun, Nigeria e Ciad- hanno ricevuto dai Ministeri dell’Istruzione dei loro Paesi, un’istruzione speciale per identificare rischi per la sicurezza con i loro studenti e per lavorare con le comunità predisponendo e implementando Piani di Risposta all’Emergenza.

(@novellatop,  28 aprile  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts