Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Somalia: dall’inizio dell’anno aumentati del 50% i bambini malnutriti, rapporto Unicef

Somalia

ROMA, 10 MAGGIO – In Somalia il numero di bambini che soffre o è esposto al rischio di malnutrizione acuta è aumentato del 50% dall’inizio dell’anno, raggiungendo 1,4 milioni, compresi gli oltre 275.000 che nel 2017 sono o saranno colpiti da malnutrizione acuta grave, rischiando la vita. Secondo i dati diffusi dall’Unicef, I bambini gravemente malnutriti hanno una probabilità nove volte maggiore di morire per malattie letali come il colera o la diarrea acquosa acuta e il morbillo, che si stanno diffondendo nel paese africano.
Somalia
Durante la carestia in Somalia del 2011, che si stima abbia ucciso circa 260.000 persone – oltre la metà delle quali bambini piccoli – le cause principali di morte fra i bambini sono state la diarrea e il morbillo.
”Quest’anno l’UNICEF e i suoi partner hanno curato oltre 56.000 bambini gravemente malnutriti – circa il 90% in più rispetto allo stesso periodo nel 2016”, ha dichiarato Steven Lauwerier, rappresentante dell’organizzazine dell’Onu  in Somalia.  Ma la combinazione di siccità, malattia e sfollamento è mortale per i bambini, bisogna fare molto di più, e molto più velocemente.

Circa 615.000 persone, la grande maggioranza delle quali donne e bambini, sono sfollate dal novembre 2016 a causa della siccità. Le piogge del periodo aprile-giugno stanno lentamente arrivando, portando un sollievo di cui si sente un estremo bisogno in alcune zone del paese. Ma rappresentano anche un pericolo per i bambini. Se dovessero arrivare piogge molto forti infliggerebbero ulteriori sofferenze ai bambini che vivono in rifugi fragili e di fortuna fatti di ramoscelli e stoffa o tela.

Se al contrario le piogge del periodo non dovessero arrivare, e se l’assistenza non dovesse raggiungere le famiglie, ulteriori persone saranno costrette ad abbandonare le loro terre verso i campi per sfollati. Le epidemie di malaria sono già incombenti, come lo è l’incremento dei casi di colera. ”I nuovi spostamenti della popolazione aggraveranno ulteriormente la situazione. Coloro che sono rimasti a casa hanno bisogno di assistenza immediata per non sentire la necessità di fuggire: e coloro che sono già scappati, e che si trovano attualmente nei campi profughi, sono estremamente vulnerabili – i bambini più di tutti gli altri”, ha continuato Lauwrier.Somalia

La siccità ha anche costretto circa 40.000 bambini a non frequentare più la scuola, in quanto le famiglie più vulnerabili si affidano ai bambini per cercare acqua, o migrano in cerca di cibo e acqua; esistono prove non confermate di ulteriori bambini che vivono in strada e di bambini sfollati reclutati in gruppi armati. Le donne e i bambini che hanno intrapreso un lungo viaggio, generalmente a piedi, verso posti in cui sperano di trovare assistenza, vengono spesso derubati o diventano vittime di soprusi peggiori, sia sulla strada verso i campi che nei campi stessi. Mentre sono stati riportati casi di abusi sessuali, compreso lo stupro, la maggior parte delle donne non si espone a causa della stigmatizzazione associata allo stupro e della paura che i propri mariti ne vengano a conoscenza.;i responsabili di violenza sessuale raramente vengono puniti.

COSA HANNO FATTO UNICEF E I SUOI PARTNER: Somalia

• supportano 64 strutture per il trattamento contro il colera: sono stati curati, al 23 aprile, oltre 28.400 casi, rispetto ai circa 15.600 casi curati durante tutto il 2016.
• Hanno predisposto e supportato 330 nuovi centri per la nutrizione, portandone il totale nel paese a 837. Questi centri hanno reso possibile la cura di 56.054 bambini che soffrono di malnutrizione acuta grave dall’inizio dell’anno, circa il doppio del numero di ricoveri nello stesso periodo nel 2016, con un tasso di recupero del 92%.
• Offrono a oltre 1 milione di persone colpite da siccità accesso temporaneo ad acqua pulita, un numero maggiore rispetto alle circa 300.000 persone di gennaio.
• Hanno raggiunto oltre 380.000 bambini e donne con servizi sanitari salva-vita, comprese le vaccinazioni d’emergenza, supportando oltre 100 centri sanitari e 60 strutture mobili e per la sensibilizzazione.
• Hanno fornito acqua potabile a 190 scuole, raggiungendo circa 20.000 bambini; allestito spazi temporanei per l’apprendimento consentendo a circa 43.000 bambini di imparare; e garantito trasferimenti d’emergenza di denaro per circa 10.000 bambini maggiormente esposti al rischio di abbandonare gli studi.
• Fornito servizi fondamentali a 840 bambini non accompagnati e separati dalle loro famiglie e a 1.184 sopravvissuti a violenza di genere.
• L’UNICEF ha ricevuto 78.7 milioni di dollari rispetto al suo appello di 147, una carenza di fondi del 47%.

(@novellatop, 10 maggio  2017)

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts