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Attacchi a chi difende i diritti umani: Amnesty lancia nuova campagna ‘Coraggio’

Diritti umani

ROMA, 17 MAGGIO – Per fermare l’ondata di attacchi contro chi ha deciso di assumersi la difesa dei diritti umani, Amnesty International ha lanciato l’operazione denominata ‘Coraggio’. L’organizzazione internazionale, secondo la quale i difensori dei diritti umani stanno subendo un assalto globale senza precedenti a causa di una retorica demonizzante, della repressione contro la società civile e del crescente impiego della sorveglianza, fornisce anche, attraverso  Front Line Defenders, dati Diritti umaniconsiderati allarmanti: il numero delle persone uccise per aver difeso i diritti umani è salito da 156 nel 2015 a 281 nel 2016.

Secondo Amnesty leader di comunità, avvocati, giornalisti e altre persone che difendono i diritti umani stanno subendo un livello senza precedenti di persecuzioni, intimidazioni e violenze. “Oggi stiamo assistendo a un assalto frontale a tutto tondo da parte di governi, gruppi armati, aziende e altri potenti attori al diritto di difendere i diritti umani. Coloro che difendono i diritti umani subiscono le conseguenze di questo attacco globale”, ha dichiarato Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International.
“Da Putin a Xi fino ad al-Sisi, i leader di ogni parte del mondo si stanno dedicando sempre di più a smantellare le fondamenta necessarie ad una società libera, equa e uguale. Togliendo loro il diritto di protestare, ponendoli sotto sorveglianza, prendendoli di mira con intimidazioni, minacce e aggressioni fisiche, i governi stanno togliendo l’ossigeno a coloro che difendono i nostri diritti”, ha aggiunto Shetty.
In un nuovo documento intitolato “Difensori e difensore dei diritti umani sotto attacco. Sempre meno spazio per la società civile”, che accompagna il lancio della campagna “Coraggio”, Amnesty International elenca i pericoli senza precedenti cui vanno incontro coloro che difendono i diritti umani, la cui missione si fa sempre più mortale
“Leader autoritari intenti a ridurre in frantumi i diritti umani vorrebbero farci credere che stanno agendo nel nostro Diritti umaniinteresse, ma non è così. Sono coloro che difendono i nostri diritti umani a battersi per noi e vengono perseguitati proprio per questo motivo. Nel 2017 le misure via via adottate dai governi hanno portato la persecuzione di coloro che difendono i diritti umani a un punto di crisi”, ha aggiunto Shetty che rileva anche come vi siano sempre più strumenti a disposizione per la repressione di chi difende i diritti umani: la combinazione tra sorveglianza di massa, nuove tecnologie, abuso delle leggi e repressione delle proteste pacifiche ha dato luogo a un livello senza precedenti di pericolo per coloro che difendono i diritti umani.
Tra le tendenze in crescita, c’è il massiccio uso delle nuove tecnologie e della sorveglianza mirata, anche online, per minacciare e zittire chi difende i diritti umani. Molti gli esempi.
Attivisti del Bahrein in esilio sono stati monitorati dal loro governo attraverso software-spia, mentre governi di ogni parte del mondo stanno ordinando ai fornitori di mettere a disposizione le chiavi d’accesso alla crittografia e di decrittare comunicazioni private, senza preoccuparsi delle conseguenze. Nel Regno Unito la polizia ha posto sotto sorveglianza dei giornalisti per riuscire a identificare le loro fonti. In stati come il Messico e la Russia, le reti dei troll stanno producendo un crescente numero di campagne di disinformazione con l’obiettivo di screditare e stigmatizzare coloro che difendono i diritti umani, come ad esempio i giornalisti.
Queste nuove tendenze vanno ad aggiungersi al già pericoloso armamentario di strumenti tradizionali di repressione come le uccisioni, le sparizioni forzate, la soppressione del diritto di manifestazione pacifica e l’abuso delle norme penali, civili e amministrative allo scopo di perseguitare coloro che difendono i diritti umani.

Amnesty International mette in rilievo che nel 2016 coloro che difendono i diritti umani:
* in almeno 22 paesi sono stati uccisi per aver chiesto pacificamente il rispetto dei diritti umani;
* in 63 paesi sono stati al centro di campagne diffamatorie; 
* in 68 paesi sono stati fermati o portati in carcere per le loro attività pacifiche e
* in 94 paesi hanno subito minacce o aggressioni.

Diritti umani

Vladimir Putin

“Ora la domanda da farci è questa: vogliamo rimanere a guardare e lasciare che chi ha il potere continui ad accanirsi contro chi difende i diritti umani, ossia proprio contro coloro che sono spesso l’ultimo baluardo per una società libera ed equa? O vogliamo reagire e metterci di traverso?”, ha chiesto Shetty.
Dato il livello senza precedenti di pericolo che coloro che difendono i diritti umani stanno affrontando, la campagna “Coraggio” chiede agli stati di riconoscere la legittimità del lavoro di coloro che si battono per la dignità e l’uguaglianza dei diritti di ogni persona e di assicurare la loro libertà e la loro sicurezza.
Amnesty International chiede inoltre che tutti gli stati diano seguito agli impegni assunti con l’adozione, nel 1998, della

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Malala

Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori e sulle difensore dei diritti umani. Questo testo richiede agli stati di riconoscere l’importanza del ruolo e del contributo di coloro che difendono i diritti umani e di adottare misure efficaci per la loro protezione. La campagna globale di Amnesty International metterà in luce le vicende di persone in imminente pericolo a causa delle loro attività in favore dei diritti umani e premerà sui governi e su altri decisori affinché siano rafforzati i sistemi legali.  Amnesty International continuerà a indagare sugli attacchi contro coloro che difendono i diritti umani e lavorerà insieme alle comunità e alle campagne locali per mobilitare le persone a passare all’azione.
“Da Frederick Douglass a Emily Pankhurst, da Rosa Parks a B.R. Ambedkar fino a Nelson Mandela, la storia è piena delle gesta di persone comuni che hanno rifiutato di accettare lo status quo e si sono battute per ciò che era giusto. Lo spirito di quel coraggio è vivo ancora oggi. Da Malala Yousafzai a Chelsea Manning, ci sono persone che hanno deciso di prendersi enormi rischi per noi”, ha concluso Shetty.

(@novellatop, 17 maggio 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts