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Siccità gravissima, la testimonianza di Save the Children dalla Somalia

MOGADISCIO, 22 MAGGIO – La gravissima siccità che sta mettendo in ginocchio i paesi del Corno d’Africa, vede il costante intervento delle organizzazioni umanitarie come Unicef, Save the Children eec. Quest’ultima pubblica su suo sito la testimonianza di Mowlid Mudan, communication manager per Save the Children in Somalia, il paese che, insieme a Etiopia e Kenya (e Sud Sodan) è tra i più colpiti.Siccità

”Ho lavorato per Save the Children in Somalia negli ultimi cinque anni, viaggiando regolarmente nel paese per aiutare le comunità locali – scrive Mudan – Ogni anno arrivavano le piogge e i villaggi che visitavo erano verdi e la vegetazione rigogliosa. Il bestiame era in salute, i bambini erano nutriti e stavano bene. Oggi, però, tutto quello che riesco a vedere è terra secca, carcasse di animali morti e bambini sofferenti. Dall’inizio di febbraio, la siccità in Somalia si è trasformata in una situazione catastrofica e la vita di centinaia di minori è a rischio. La mia paura è che il peggio debba ancora arrivare”.

Il responsabile di Save The Children continua:

”In Somalia ci sono due tipi di persone. Quelli che vivono nelle comunità cittadine e che hanno diverse capacità e strumenti per gestire situazioni come queste; e poi ci sono le comunità pastorali, che rappresentano il 60% della popolazione e che sopravvivono grazie ai capi di bestiame. Per queste persone, questa siccità rappresenta una vera e propria apocalisse: al momento tre quarti degli animali nel paese sono morti”.

Siccità

(AFP/Getty Images)

La carestia del 2011 nell’Africa Orientale ha causato la morte di più di 250.000 persone, una gran parte concentrata proprio in Somalia. Tuttavia, i pastori potevano ancora trovare pascoli per i propri allevamenti viaggiando a lungo nel paese. All’epoca, i confini della siccità erano valicabili.

Questa volta però, l’area colpita dal fenomeno è troppo grande. Si tratta dell’interno Corno d’Africa e di circa 15 milioni di persone che stanno affrontando la carenza di cibo e la mancanza di acqua in Etiopia, Kenya e Somalia.

”Ogni giorno – racconta ancora Mudan –  ascolto le storie dei pastori. Ogni giorno consolo madri che hanno perso i propri figli a causa della siccità. Incontro padri di famiglia che si sono spostati con le proprie mandrie per centinaia di chilometri alla disperata ricerca di pascoli. E infine i bambini: emaciati, che combattono per la vita nelle strutture sanitarie del paese, troppo deboli per muoversi. Alcuni riescono a riprendersi dando speranza, altri non ce la fanno e muoiono tra le braccia delle madri. Fare visita a queste comunità continua a spezzarmi il cuore. Sono preoccupato perché non c’è abbastanza attenzione da parte dei media e degli attori internazionali intorno a questa emergenza. Se si continuerà in questo modo, rimarranno da raccontare solo le storie dei bambini che non esistono più”.

”Siamo sul campo per contrastare gli effetti di questa terribile crisi attraverso numerosi programmi: stiamo individuando i bambini malnutriti e li stiamo curando in centri sanitari specializzati, dove forniamo cibo terapeutico e medicine.  In particolare ci stiamo concentrando sui bambini sotto i 5 anni perché sono meno resistenti alla malnutrizione acuta e più vulnerabili rispetto a malattie come il colera, la malaria e il morbillo. Stiamo inoltre portando acqua potabile, cibo e mangime per il bestiame. Ma milioni di bambini continuano ad essere a rischio”.

(@novellatop, 22 maggio  2017)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts