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Carestia in Sud Sudan, visita capi agenzie alimentari Onu. Kit con semi e reti da pesca

Sud Sudan

JUBA, 25  MAGGIO – Il direttore generale della FAO José Graziano da Silva e il direttore esecutivo del WFP David Beasley hanno visitato il Sud Sudan tormentato dalla carestia e in particolare lo stato di Unity. I due responsabili hanno lanciato un messaggio alle parti in conflitto per far cessare le violenze e collaborare per far sì che il cibo e il supporto ai mezzi di sussistenza arrivino alla popolazione, mettendo così fine alla carestia e alla fame acuta. Sud Sudan

Lo Stato di Unity è una delle aree maggiormente colpite dalla crisi alimentare in Sud Sudan.  Circa 5,5 milioni di persone nel paese – quasi la metà della popolazione – soffrono la fame acuta, e non sanno da dove arriverà il loro prossimo pasto già prima della stagione di magra, che tocca il suo apice a luglio. Di questi, circa un milione sono sull’orlo della carestia. Oltre 90.000, invece, sono già colpiti dalla carestia, che è stata dichiarata in alcune parti dello stato di Unity. Questa situazione senza precedenti è il risultato del conflitto in corso, di ostacoli posti alla distribuzione di aiuti umanitari e del calo della produzione agricola. Graziano da Silva e Beasley hanno sottolineato l’importanza di una risposta rapida e di larga scala, che combini assistenza ai bisogni alimentari immediati e sostegno all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca.

“La situazione è spaventosa ma non è troppo tardi per salvare delle vite. Possiamo ancora evitare che il disastro peggiori ulteriormente, ma la violenza deve cessare ora. Non possono esserci progressi senza pace. La gente deve poter avere accesso al cibo, mentre i contadini devono essere messi nelle condizioni di lavorare i propri campi e attendere al proprio bestiame” ha affermato Graziano da Silva. Nell’ex stato di Unity, Graziano da Silva e Beasley hanno visitato diverse zone dove le due agenzie operano per affrontare la crisi alimentare. Hanno incontrato persone colpite dalla carestia sulla remota isola di Kok, nel fiume Nilo, dove in molti hanno cercato rifugio per sfuggire ai combattimenti. Hanno assistito in prima persona al lancio di aiuti alimentari per decine di migliaia di persone a Ganyiel, dove la distribuzione regolare di aiuti umanitari ha tenuto la carestia a bada. I capi delle due agenzie hanno poi assistito alla distribuzione di cibo e trattamenti nutrizionali forniti dal WFP, e di reti da pesca e semi forniti dalla FAO, da parte di operatori di partner nazionali e internazionali.Sud Sudan

“Cibo, cure per bambini malnutriti, kit per aiutare le persone a pescare e a coltivare verdure sono la differenza tra la vita e la morte per le persone che abbiamo incontrato nello stato di Unity” ha affermato Beasley. “Ma non potremo continuare a rafforzare gli aiuti in eterno. La violenza deve finire per permettere che vengano fatti gli investimenti necessari a dare ai bambini del Sud Sudan la speranza del futuro che si meritano”. A Rumbeck, nell’ex stato di Laghi, Graziano da Silva e Beasley hanno incontrato diverse famiglie, e osservato in prima persona come queste cerchino di fare fronte alla crisi. Mentre la situazione a Rumbek non è grave come in altre aree del paese, la fame e la malnutrizione destano comunque serie preoccupazioni. I capi delle due agenzie hanno visitato un progetto della FAO che offre a contadine e allevatrici un posto sicuro dove lavorare o vendere il latte oltre a fornire uno spazio per attività formative per la comunità. Con i livelli di malnutrizione in continua crescita in tutto il paese, il progetto rappresenta una soluzione innovativa per migliorare la disponibilità di latte e latticini sicuri e di qualità, fonte fondamentale di vitamine proteiche e minerali – elementi qest’ultimi essenziali per una dieta sana.

Sud SudanI ritardi nei finanziamenti costano vite Graziano da Silva e Beasley hanno sottolineato l’importanza di un rinnovato impegno della comunità internazionale in Sud Sudan. Nuovi fondi sono necessari per distribuire cibo, migliorare la nutrizione, l’assistenza sanitaria, l’accesso all’acqua e a servizi sanitari, per fornire input agricoli come semi, reti da pesca e vaccini per il bestiame. Assieme FAO e WFP si confrontano con un gap di 182 milioni di dollari nei prossimi sei mesi, e hanno difficoltà a raccogliere fondi per fare fronte ai bisogni in continua crescita in diverse crisi nel mondo. “I donatori hanno sostenuto il Sud Sudan per molti anni” ha affermato Beasley. “Il WFP continuerà a stare al fianco delle popolazioni del Sud Sudan nell’ora del bisogno. Ma con così tante crisi nel mondo che domandano attenzione e sostegno, i tempi sono stretti. I leader del Sud Sudan devono mostrare buona fede e facilitare gli sforzi umanitari, cancellando tasse inutili e procedure che ritardano e ostacolano le operazioni di soccorso.” Il WFP punta a sostenere almeno 4,1 milioni di persone quest’anno in Sud Sudan, fornendo cibo a popolazioni in aree remote che altrimenti non avrebbero nulla da mangiare poiché isolate dai combattimenti. Il WFP distribuisce inoltre trattamenti speciali che aiutano madri e bambini a combattere la malnutrizione e fornisce assistenza in denaro per permettere ai più vulnerabili di acquistare cibo nelle zone dove esso è reperibile ma ad un prezzo spesso inarrivabile. “Salvare i mezzi di sussistenza salva le vite” ha detto Graziano da Silva. “Il Sud Sudan ha un grande potenziale: la sua terra, l’acqua e la sua gente coraggiosa. Se trovasse la pace, potremmo lavorare a porre fine alla fame”.

Fino ad ora 2,9 milioni di persone hanno beneficiato del sostegno della FAO ai mezzi di sussistenza durante la stagione secca. La FAO al momento sta distribuendo semi e organizzando fiere delle sementi con lo scopo di sostenere 2,1 milioni di persone entro la fine della stagione di semina principale. Ad oggi, circa 200 mila persone hanno ricevuto kit con semi di vegetali e reti da pesca nel solo stato di Unity, dove è stata dichiarata la carestia. Un campagna di vaccinazione promossa dalla FAO ha permesso di trattare circa 1,8 milioni di capi dall’ inizio dell’anno e si punta a raggiungere i 6 milioni entro fine anno. La FAO sta inoltre intensificando la distribuzione di reti da pesca in aree colpite dalla carestia, dove la gente vive in paludi e ha bisogno disperato di fonti di cibo.

(@novellatop, 25 maggio 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts