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Da Venezia al Senegal: nasce H2OS, l’eco-villaggio sviluppato da TAMassociati

VENEZIA, 29 MAGGIO – H2OS è un progetto di eco-villaggio in Africa. Contro la desertificazione, l’abbandono, l’emigrazione. Open-source, autonomo e sostenibile. Un esempio di co-sviluppo promosso dal Circolo Sunugal (associazione di migranti senegalesi) di Venezia, sviluppato dalla Onlus Musoco (Venezia) in collaborazione con la Ong USE (Union pur la Solidarité et l’Entraide) di Dakar.

Il 18 maggio è stata inaugurata la ‘eco-maison’, il primo lotto del progetto che prevede la realizzazione a Keur Bakar, 200 km da Dakar di spazi comuni e moduli abitativi autonomi dal punto di vista energetico e idrico in un’area in cui la desertificazione procede inesorabile.

Il progetto architettonico e tecnologico di H2OS è stato concepito e sviluppato da TAMassociati, da sempre attivi per la realizzazione di ospedali-modello dalla forte impronta ecologica in Africa, nonché portatori di un forte messaggio sociale alla Biennale Architettura 2016 di cui hanno curato il Padiglione Italia.

L’iniziativa e’ finanziata da CGIL CAAF Nord-Est, 8 per mille Chiesa Valdese, LTA (Livenza Tagliamento Acque) ed è supportato da AUTODESK FOUNDATION (USA). E’ sostenuta anche da IdRiCo (Idee per Risorse Collettive), finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, e dall’associazione provinciale Arci Trieste.

L’eco-villaggio diventerà simbolo di una eco-modernità dimensionata sulle capacità tecniche, gestionali e di auto sussistenza agricola delle comunità locali, protagoniste anch’esse di questo progetto partecipato.
Le eco-abitazioni, organizzate attorno alla tecnologica eco-casa comune, saranno realizzate in mattoni stabilizzati di terra cruda in regime di autocostruzione comunitaria. Gli elementi più complessi delle costruzioni (testate, servizi, impianti) sono a cura di tecnici specializzati che, nel frattempo, formano sul posto la manodopera locale.

La manutenzione in loco fa parte dello scenario più ampio di auto-sufficienza e auto- sussistenza sotteso al progetto. Una sostenibilità che si riverbera anche nel costo dell’opera, sotto i 200 Euro al metro.

Il villaggio si trova in un’area priva di elettricità, acqua, servizi scolastici e sanitari. La realizzazione della ‘eco-maison’ chiude la prima fase del progetto: “La eco-maison comunitaria, cuore del nuovo villaggio – fanno sapere i TAMassociati – sarà una ‘casa della comunità’ dedicata alla ricerca, alla formazione, all’informazione, ai laboratori di arti e mestieri, alla convivialità. Un luogo pubblico e di condivisione, in cui prenderanno forma i primi capisaldi del progetto ecologico: dal recupero delle acque piovane per l’acqua sanitaria all’impiantistica, dal sistema di filtraggio e ventilazione naturale al ‘passive building’, dalla produzione energetica alla fitodepurazione delle acque nere, al circuito fotovoltaico. Accanto, un pozzo, i lavatoi e un orto biologico comunitario a gestione prevalentemente femminile, irrigato dal sistema di recupero dell’acqua: un vero e proprio ‘giardino comunitario’, in cui le attività di produzione agricola seguiranno i dettami della compatibilità ambientale, alimentare e culturale locale”.

La sfida di progettisti, promotori e partner è chiara: il progetto senegalese, via africana all’ecologia, è una proposta nuova per un nuovo tipo di modernità richiesta dal continente, attenta a coniugare autogestione, tradizioni, paesaggio e tessuto sociale con le opportunità offerte dalla migliore progettazione internazionale. “Una progettazione non invasiva ma partecipata, che sa farsi baluardo e simbolo di diritti – concludono i TAMassociati – quali l’accesso all’acqua, al cibo, alla possibilità di vivere nei luoghi dove si è nati e di allontanarsene per volontà, non necessità”.

“Desertificazione, abbandono scolastico, emigrazione: H2OS è un progetto che intende ridare speranza a tutte le popolazioni del Sahel Africano – affermano i TAMassociati. È un progetto pilota open-source, replicabile, adattabile e perfezionabile altrove. È il risultato di una collaborazione internazionale, nata dal basso e ispirata da Sunugal – associazione di immigrati senegalesi in Italia -, che via via ha raccolto sempre più adesioni. Ed è destinato a diventare un modello di sostenibilità abitativa per tutto il continente africano, ma adattabile ovunque”. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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