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Giornata rifugiato: Bustreo (OMS), per meta’ sono donne; Italia modello accoglienza e garanzia salute

ROMA, 19 GIUGNO – Nel mondo cresce il numero di donne e ragazze rese più vulnerabili a causa dei fenomeni migratori, in combinazione con ulteriori fattori di ineguaglianza legati al sesso, l’etnia e la classe sociale. Mentre dal 2000 al 2015 la percentuale di migranti internazionali donne è scesa dal 49,1% al 48,2%, il numero totale dei migranti internazionali donne è aumentato di oltre 32 milioni nell’arco dello stesso periodo, con conseguenze per la loro sicurezza e la loro salute.

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato in programma il 20 giugno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ricorda che nel mondo sono oltre 26 milioni le donne e ragazze in età riproduttiva che vivono in situazioni di emergenza e in condizione di bisogno rispetto ai servizi di salute sessuale e riproduttiva. Nei Paesi in crisi donne e ragazze non hanno accesso ai servizi sanitari di base, come la pianificazione familiare e l’assistenza prenatale. E anche quando questi servizi sono disponibili, le donne vengono spesso mandate via a causa della mancanza di documenti legali che provino il loro stato di migranti, la loro etnia o stato civile, per citare solo alcune delle discriminazioni di cui sono vittime. Inoltre, gli alti tassi di violenza sessuale o di genere registrati in situazioni di emergenza – tra cui lo stupro, la mutilazione genitale femminile, le gravidanze precoci e i matrimoni forzati – espongono  maggiormente le donne e le ragazze a cattive condizioni di salute, privazione e abbandono.

“Nei contesti di conflitto, emergenza e migrazione – afferma Flavia Bustreo, Vicedirettore Generale dell’OMS per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini, appena premiata alla XXIX Edizione del Premio Internazionale promosso dalla Fondazione Marisa Bellisario “Donne ad alta quota” per il suo impegno nelle sfide globali della salute delle donne – sono le donne e le ragazze le prime a subire le conseguenze più gravi in termini di salute, e ad essere particolarmente esposte ai rischi di esclusione, marginalizzazione, sfruttamento sessuale e violenza di genere. Tutti i paesi sono chiamati a riconoscere e proteggere il diritto alla salute in quanto diritto universale facente capo a chiunque, ovunque si trovi, qualunque sia la sua condizione o il suo status.

Nei paesi colpiti da conflitti o da crisi migratorie aumentano i casi di violenza sessuale e di violenza da parte del partner. All’interno di questi contesti, pratiche tradizionali dannose come la mutilazione genitale femminile o i matrimoni forzati e minorili, possono essere ulteriormente esacerbate. Le condizioni in cui donne e adolescenti si spostano le rendono particolarmente vulnerabili. Molte viaggiano senza documenti, svolgono attività lavorative a basso salario, o non regolamentate, mancano di protezione, si trovando in condizioni di particolare dipendenza e rimangono vittime di soprusi che possono includere anche la violenza e la violenza sessuale.

Le crisi – conclude Flavia Bustreo – sono oggi sempre più caratterizzate da spostamenti di massa e di lungo termine con conseguenze sempre più rilevanti, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione rappresentate dalle donne, dai bambini e dagli adolescenti. L’Italia, un paese che storicamente ha saputo garantire il diritto universale alla salute, può assumere un ruolo guida nella protezione, nell’assistenza e nelle cure alla popolazioni in difficoltà in collaborazione con gli altri paesi in prima linea rispetto ai fenomeni migratori”.

Ogni anno il Premio Internazionale della Fondazione Bellisario viene assegnato a una donna che si sia distinta nel mondo per il suo impegno a favore dei diritti umani e delle donne. Da Aung San Suu Kyi a Ranja di Giordania, Tara Gandhi, Madeleine Albright, Ségolène Royal, Carly Fiorina, Mary Mc Aleese sono tra le donne premiate. Sin dal suo esordio, oltre a godere dell’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e dei Patrocini di tutti i Ministeri, Il Premio Bellisario ha un Comitato d’Onore che annovera le più prestigiose personalità del Paese, della presenza delle più alte cariche dello Stato e persino dei messaggi del Santo Padre. La premiazione sarà trasmessa mercoledì 21 giugno, a partire dalle ore 23.20, su Rai 2. (@OnuItalia)

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