Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Libia, l’ex-ministro libanese Salamé nuovo inviato Onu

(di Arturo Zampaglione) ROMA, 21 GIUGNO – Dopo quattro mesi di veti incrociati, che hanno rallentato la soluzione della crisi nel paese nord-africano, il consiglio di sicurezza ha finalmente trovato un accordo sul nome del nuovo inviato dell’Onu per la Libia. A sostituire il diplomatico tedesco Martin Kobler, che era stato nominato nel novembre 2015 e il cui incarico scadrà a fine giugno, sarà Ghassan Salamé, ex-ministro libanese della cultura, ex-consigliere di Kofi Annan e professore di relazioni internazionali a Parigi.

Il compito di Salamé non sarà affatto facile. Da quando nel 2011 fu capovolto il regime di Muammar Gheddafi, la Libia vive ancora una fase tumultuosa, con governi contrapposti e milizie armate che si affrontano senza esclusioni di colpi, lasciando spazio alle infiltrazioni dell’Isis. Attraverso la mediazione dell’Onu è stato creato un governo di unità nazionale a Tripoli, che però non ha il sostegno del parlamento di Benghazi, a Est del paese, e del suo uomo forte, il generale Khalifa Haftar. Intanto, proprio dalle

Khalifa Haftar

coste libiche continua la grande e disordinata ondata migratoria verso l’Italia e verso l’Europa. Ma a dispetto di questa crisi il consiglio di sicurezza non era stato in grado, finora, di mettersi d’accordo sul successore di Kobler.

A febbraio, poco dopo essersi insediato al Palazzo di vetro, il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, aveva indicato come possibile rappresentante per la Libia l’ex-premier palestinese Salam Fayyad. Ma gli Stati Uniti di Donald Trump avevano bloccato la candidatura. Per questo tipo di incarichi occorre infatti il tacito consenso di tutti 15 membri del consiglio di sicurezza, e l’ambasciatrice americana Nikki Haley non aveva dato il suo, criticando, a sorpresa, il comportamento di Fayyad “a favore dei palestinesi e a danno del nostro alleato Israele”. Guterres se ne era era risentito, parlando di “grave perdita per il processo di pace in Libia”, ma non aveva potuto fare altri che presentare altri nomi: prima di un britannico, poi di un americano, bocciati entrambi dai veti russi e di altri paesi. Venerdì scorso il segretario generale ha poi indicato l’ipotesi Salamé, su cui non ci sono stati pronunciamenti contrari. Anche l’Italia, che quest’anno siede nel consiglio di sicurezza, non ha fatto obiezioni.

Léa Salamé

Nato nel 1951, studi in legge, letteratura e scienze politiche a Parigi, il neo-inviato speciale dell’Onu per la Libia ha sempre vissuto tra il Libano e la Francia, dove la figlia Léa è una nota giornalista televisiva. Autore di saggi di politica estera, Salamé insegna alla celebre “Sciences Po” ed è decano della Psia (Paris School of International Affairs). Tra il 2000 e il 2003 è stato ministro della cultura a Beirut, poi consigliere politico della missione Onu in Iraq e fino al 2006 consigliere del segretario generale delle Nazioni Unite. Ha anche una serie di incarichi di alto livello di organismo internazionali, dal International crisis group al International peace institute, ma dai prossimi giorni tutta la sua attenzione sarà concentrata sulla Libia.

(AZ, 21-6-2017)

The following two tabs change content below.

Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza).

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Arturo Zampaglione

Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza). Contact: Website | More Posts