Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Migranti: Impagliazzo (Sant’Egidio), usare direttiva UE per sfollati

MILANO, 2 LUGLIO – C’e’ una direttiva UE, la 55 del 20 luglio 2001 pensata dopo la crisi jugoslava per far fronte a un massiccio afflusso di sfollati, che potrebbe far quadrare il cerchio dell’emergenza migratoria che ha investito l’Italia. E’ la proposta della Comunità di Sant’Egidio, che proprio grazie all’applicazione di una norma prima inosservata, l’articolo 25 del regolamento sui visti dell’Unione, ha potuto avviare il sistema dei “corridoi umanitari”

“Non è forse la medesima situazione in cui ci troviamo ora, nel Mediterraneo?”, dice al Corriere della Sera il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo. La direttiva 55, spiega, “prevede la concessione della protezione temporanea agli sfollati – attenzione, non lo status di rifugiato – e nello stesso tempo, così c’è scritto, promuove l’equilibrio degli sforzi tra gli Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze della loro accoglienza”.

Secondo Impagliazzo, la direttiva è la via legale per pretendere dall’Ue una solidarietà vera”, oltre ad offrire la possibilità di essere  risolutiva per l’Italia “perché supera una volta per tutte il blocco di Dublino 3, secondo cui il migrante deve aspettare il riconoscimento di rifugiato nel Paese dov’è stato accolto. E ormai il 90% degli sbarchi avviene in Italia. Invece, in virtù della direttiva 2001, tutti i Paesi europei si prendono una parte dei migranti e riconoscono loro la protezione temporanea, che assicura comunque l’assistenza sanitaria, l’istruzione scolastica”.

Sant’Egidio, che in giugno ha concluso con l’ONU un accordo di alleanza strategica, si appella “al governo italiano e al Parlamento europeo affinché, invece di chiudere i porti, prenda in considerazione la nostra proposta”. Il governo dovrebbe quindi fare “due cose. Presentare subito formale istanza alla Commissione Juncker di portare questa proposta di adozione del piano di protezione temporanea (un anno, ndr) al Consiglio europeo, alla riunione dei capi di Stato e di governo. In modo che, se i Paesi dell’Unione intendono prestar fede all’articolo 80 del Trattato Ue, che prevede spirito di solidarietà verso i richiedenti di protezione e tra gli Stati stessi, lo mostrino per davvero”.

Dato che per recepire la direttiva occorre una maggioranza qualificata (almeno il 55% dei voti, cioè 14 Paesi su 27), la seconda cosa “è concludere accordi intergovernativi con alcuni Stati per applicare da subito la direttiva e sgombrare dal campo tante ambiguità. Penso – conclude Impagliazzo – ai distinguo di Macron sui migranti economici che non vuole ospitare. Non sono mica migranti economici, quelli che vengono dalla Libia e subiscono torture di ogni tipo. Quella è solo gente che ha tutto il diritto di ricevere protezione umanitaria”.

Grazie ai “corridoi umanitari”, il sistema per far arrivare in Italia, senza più barconi o traversate impossibili ideato dalla Comunità di Sant’Egidio con la Tavola Valdese e la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, sono arrivati in Italia in un anno oltre 800 profughi quasi tutti siriani senza rischiare la vita in mare. Mercoledì’ si aprirà il primo corridoio anche in Francia, con l’arrivo a Parigi di 15 migranti dal Libano mentre a settembre, partirà il corridoio dall’Etiopia con la Cei per ospitare in Italia altri 500 profughi dal Corno d’Africa. (@OnuItalia)

The following two tabs change content below.

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts