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Fao e Lega Araba avvertono, da cambiamenti clima gravi rischi per disponibilità di acqua

Acqua

ROMA, 5 LUGLIO –  Le modificazioni climatiche possono pregiudicare gravemente la disponibilità di acqua sul pianeta e in particolare nei paesi arabi i quali devono continuare a cercare innovazioni per superare la scarsa disponibilità di risorse idriche: lo ha dichiarato  il Direttore generale della FAO, José Graziano da Silva, in un incontro con rappresentanti della Lega Araba a margine della Conferenza biennale dell’organizzazione dell’Onu in corso a Roma.

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L’Eufrate in Siria

Secondo Graziano da Silva, nelle aree del Medio Oriente e del Nord Africa la disponibilità di acqua rinnovabile pro capite è di circa 600 metri cubi a persona all’anno – solo il 10% della media mondiale – e in alcuni paesi scende a soli 100 metri cubi. Per questo occorre trovare tecnologie in grado di affrontare il problema e il progresso dei paesi citati, nonostante le sfide, in settori come la desalinizzazione, la raccolta dell’acqua, l’irrigazione a goccia e il trattamento delle acque reflue., vano segnalati come molto positivi.

“È fondamentale promuovere metodi per l’agricoltura e la produzione alimentare in generale, per utilizzare meno acqua e utilizzarla in modo più efficiente”, ha detto. “La crescita della popolazione e gli impatti del cambiamento climatico porteranno più pressione sulla disponibilità idrica nel prossimo futuro, Il cambiamento climatico, in particolare, pone rischi molto gravi”.   Gli agricoltori e le famiglie rurali dovrebbero essere al centro delle strategie per affrontare la scarsità di acqua, ha detto Graziano da Silva. “Non solo per incoraggiarli ad adottare tecnologie agricole più efficienti, ma anche per garantire l’accesso all’acqua potabile alle famiglie rurali povere. Ciò è vitale per la sicurezza alimentare e per migliorare la nutrizione”.

L’agricoltura rappresenta oltre l’80% del prelievo totale di acque dolci nella regione, raggiungendo picchi superiori al 90% in alcuni paesi, tra cui lo Yemen e la Siria. Le pratiche di gestione sostenibile ed efficiente dell’agricoltura sono quindi fondamentali per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile Fame Zero.
“Il futuro della regione araba è strettamente legato al problema della scarsità d’acqua”, ha dichiarato il Segretario generale della Lega Araba, Ahmed Abul-Gheith. “Nella regione araba c’è un grosso divario tra domanda e offerta quando si tratta non solo di acqua, ma anche di cibo. Questo divario conduce a gravi conseguenze politiche, economiche e di sicurezza”.  Abul-Gheith ha inoltre esortato una migliore collaborazione con i paesi che ospitano fiumi che scorrono nella regione, e ha notato che i livelli dell’acqua nel fiumi Eufrate e Nilo nel  stanno diminuendo in modo costante.

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Graziano da Silva

Il cambiamento climatico aggrava la scarsità d’acqua

La smisurata richiesta di acqua per l’agricoltura nella regione ha portato ad un consumo eccessivo delle falde sotterranee, alla diminuzione della qualità dell’acqua e al degrado della terra, compresa la salinizzazione. Il cambiamento climatico si prevede aggraverà queste tendenze e l’agricoltura sarà uno dei settori più colpiti.
Ondate di calore più frequenti e intense e ridotte piogge freneranno le stagioni della crescita. Con meno piogge, si verificherà una riduzione dell’umidità del suolo, del flusso dei fiumi e della ricarica della falda freatica. Una

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Il Nilo in Egitto

maggiore incertezza influirà sulla produttività e renderà più difficile la pianificazione agricola.

La FAO in azione

In collaborazione con la Lega Araba, la FAO ha lanciato nel 2013 un’Iniziativa regionale sulla scarsità d’acqua nel Vicino Oriente, che sostiene il coordinamento di una Strategia Collaborativa Regionale.
Basandosi su questo, la FAO ha lanciato lo scorso anno, al COP 22 di Marrakech, un quadro globale Coping with water scarcity in agriculture che affronta la scarsità dell’acqua in agricoltura, incoraggia la cooperazione tra le parti interessate e promuove lo sviluppo di tecnologie e governance basati su una valida attività scientifica.

(@novellatop, 5 luglio  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts