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Centrafrica: Sant’Egidio va a Bangui, incontra Touadéra e continua lavoro per pace

BANGUI, 7 LUGLIO – Continua il lavoro della Comunità; di Sant’Egidio per la pace in Centrafrica. Una delegazione della Ong di Trastevere, guidata da Mauro Garofalo, è stata ricevuta dal Presidente della Repubblica Centrafricana Faustin-Archange Touadéra a Bangui, per sostenere l’accordo per la pace firmato a Roma lo scorso 20 giugno.

A fine giugno lo stesso Touadéra aveva ricevuto in udienza i rappresentanti dei gruppi armati firmatari dell’accordo di Roma.
Il presidente aveva incoraggiato i gruppi a proseguire sulla strada del disarmo e della cessazione delle ostilità ringraziando  la Comunità di Sant’Egidio per l’accordo definendolo “un evento storico” per il paese.

Successivamente i gruppi erano stati ricevuti anche dal Presidente dell’Assemblea Nazionale che aveva mandato un suo rappresentante agli incontri di Sant’Egidio. L’accordo politico era stato firmato a Roma dopo anni di guerra civile e gravi tensioni interne che hanno provocato numerose vittime e migliaia di rifugiati. Il documento, che prevede un immediato cessate il fuoco, è stato ottenuto grazie alla mediazione della Comunità, che da anni lavora per la riconciliazione del Paese, alla presenza di osservatori della comunità internazionale, dell’inviato dell’Onu Parfait Onanga-Anyanga, dell’Unione europea e del governo italiano.

L’accordo, firmato dai rappresentanti dei numerosi gruppi politico-militari presenti nel Paese e dagli inviati del presidente Touadéra – e frutto di tre intensi giorni (e notti) di lavoro – ruota attorno a tre punti principali illustrati in conferenza stampa dal presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo. Riguardano il piano politico, quello della sicurezza e quello economico, umanitario e sociale.

Nel primo punto, oltre al cessate il fuoco sotto il controllo della comunità internazionale, si riaffermano la volontà di rispettare l’integrità del territorio nazionale, la rappresentatività e il riconoscimento di tutti i gruppi politico-militari per la ricostruzione del Paese, il rispetto dei risultati delle elezioni presidenziali e legislative del 2016 e, più in generale, il lavoro per costruire “una dinamica di riconciliazione”.

Sul piano della sicurezza si garantisce la libera circolazione delle persone e dei beni, il ristabilimento dell’autorità dello Stato su tutto il territorio nazionale mentre a livello economico, umanitario e sociale ci si impegna, tra l’altro, nell’opera di ricostruzione e nella protezione delle Ong nazionali e internazionali presenti nel Paese.

Dal sito della Comunità di Sant’Egidio, il testo dell’accordo. Cliccare qui. (@OnuItalia)

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