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Libia: Unhcr reinsedia sei donne vittime di abusi in un altro paese disposto ad accoglierle

Libia

ROMA, 10 LUGLIO – L’UNHCR, che negli ultimi 18 mesi si è impegnata con successo per il rilascio di oltre 900 tra rifugiati e richiedenti asilo detenuti in diversi centri della Libia, ha evacuato sei donne considerate vulnerabili  per reinsediarle in un paese che ha accettato di accoglierle. Un secondo gruppo di 7 rifugiati dovrebbe presto essere trasferito.
Le donne che sono state reinsediate sono state vittime di terribili abusi ed erano tenute in schiavitù da un gruppo armato libico. Successivamente erano state poste in detenzione dalle autorità libiche ma, in seguito all’intervento dell’UNHCR, sono state rilasciate e trasferite in una casa sicura in Libia.
Fino all’89 per cento delle persone che attraversano il Mediterraneo dirette in Europa partono dalla Libia. Al 30 giugno 2017 sono stati circa 90.000 i rifugiati e richiedenti asilo che hanno messo a rischio la loro vita attraversando il mare per arrivare in Europa. Le attività di protezione dell’UNHCR, soprattutto quelle volte ad individuare soluzioni alternative come il reinsediamento, possono essere molto importanti per ridurre il numero di persone che rischiano la vita nel Mediterraneo, partendo dalle coste libiche.

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Donne libiche

Dal gennaio 2017 l’UNHCR ha richiesto il reinsediamento di 60 rifugiati: di queste 60 richieste, 15 sono state accettate da paesi terzi. Il 31 maggio una famiglia siriana di 5 persone ha lasciato la Libia per un nuovo Paese e un altro rifugiato siriano è stato trasferito e ora è felice di poter continuare i suoi studi al sicuro.
Parte fondamentale del lavoro dell’UNHCR è quella di trovare soluzioni che consentano ai rifugiati di vivere la loro vita in pace e in maniera dignitosa.
Per coloro che non possono tornare a casa a causa di conflitti, guerre o persecuzioni e che, nonostante tutto, sono ancora a rischio nel Paese in cui hanno inizialmente trovato asilo, l’UNHCR cerca di offrire loro opportunità di reinsediamento in un altro Paese.
L’UNHCR e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) collaborano per aiutare i rifugiati a ottenere i documenti per il viaggio, rilasciare i visti e facilitare le partenze per il reinsediamento. In tutto il mondo, ogni anno, meno del 1% dei rifugiati hanno accesso a programmi di reinsediamento.
L’UNHCR apprezza il sostegno dei governi che concedono asilo contribuendo così a salvare la vita dei rifugiati in Libia. L’UNHCR apprezza anche la collaborazione con le autorità libiche per la protezione dei rifugiati e dei richiedenti asilo in Libia e chiede alle autorità di accelerare il rilascio delle persone di competenza dell’Agenzia che sono ancora detenute.
L’UNHCR sta espandendo le sue attività in Libia per rispondere alle crescenti esigenze umanitarie e di protezione di rifugiati, richiedenti asilo, cittadini libici sfollati all’interno del Paese, persone sfollate che sono tornate a casa e comunità ospitanti. Recentemente, ha richiesto un finanziamento di 75,5 milioni di dollari statunitensi per rafforzare le attività di protezione e assistenza, per l’individuazione di soluzioni di lungo termine per la Libia, nonché per le attività di advocacy su questioni legate al rispetto dei diritti umani.

(@novellatop, 10 luglio  2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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