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Mario Giro al Manifesto: ‘Deluso da Corte di Giustizia europea, ma la battaglia dell’Italia continua’

Corte Giustizia Europea

ROMA, 27 LUGLIO – Il Trattato di Dublino è valido anche durante la crisi migratoria: lo ha stabilito la Corte di Giustizia Europea con  una sentenza su un caso che riguarda Croazia, Slovenia e Austria, ma che tocca anche l’Italia, in prima linea nell’emergenza immigrazione. Secondo il regolamento infatti il Paese competente è il primo in cui i migranti sono giunti, non quello in cui la domanda viene presentata. Su questa sentenza Il Manifesto ha intervistato il vice ministro degli Esteri Mario Giro.

Viceministro è deluso dalla sentenza della Corte di Giustizia europea?

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Mario Giro

«Diciamo che è una delusione iniziale ma la battaglia continua. Infatti non è stata ancora presa in considerazione la questione dei salvataggi in mare, che appare come cosa ben diversa da quella relativa agli arrivi via terra. Probabilmente in un caso successivo potremmo trovarci davanti a un giudizio di tipo diverso, perché la volontarietà in questo caso è molto più chiara e l’attraversamento illegale molto più ambiguo».

La Corte ha anche stabilito che la decisione di uno stato di aprire i suoi confini non basta per superare il regolamento di Dublino. Perché un migrante possa spostarsi da un Paese a un altro serve comunque un visto.

«Più che altro la Corte ha detto che l’eventuale ingresso concesso per ragioni umanitarie vale solo per uno Stato e non può essere considerato come un visto Schengen, ma questo la sapevamo. In gioco c’era l’illegalità o meno dell’ingresso. Sarebbe stato molto diverso, secondo noi, se il migrante fosse stato tratto in salvo e portato a terra. In questo caso sarebbe molto più difficile stabilire l’illegalità dell’entrata».

C’erano molte aspettative dell’Italia su questa sentenza.

«Non molte, c’erano delle aspettative ma naturalmente ci saranno altri casi. Si tratta di una battaglia che continua».

Adesso cambiare il regolamento di Dublino sarà più difficile?

«No, a questo livello non cambia niente. Resta sempre la richiesta di discuterlo al Consiglio europeo. Certo, se ci fosse stato un giudizio di tipo diverso questo avrebbe accelerato la revisione».

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts