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AIDS: per MSF nell’Africa sub sahariana malattia miete numero vittime ‘inaccettabile’

Aids

ROMA, 31 LUGLIO – Medici senza Frontiere pubblica un rapporto dal titolo “L’attesa non è un’opzione: prevenire e sopravvivere all’HIV avanzato”  nel quale i dati forniti dagli ospedali supportati dall’organizzazione, e presentati a Parigi alla Conferenza sull’HIV dell’International AIDS Society (IAS), evidenziano che un numero inaccettabilmente elevato di persone continua a sviluppare e a morire di malattie correlate all’AIDS in tutta l’Africa sub-sahariana.

Queste persone restano escluse dalla risposta globale all’HIV, senza accesso a un trattamento di prevenzione gestiti e sostenuti da MSF in Repubblica Democratica del Congo (RDC), Guinea, Kenya e Malawi. I pazienti presentano un’insufficienza immunitaria talmente grave che la mortalità complessiva per i soggetti affetti da AIDS è compresa tra il 30 e il 40%. Quasi un terzo di tali decessi si verifica entro 48 ore.Aids
Le cause principali della malattia e della morte sono dovute al fallimento del trattamento, alla sua interruzione e a diagnosi tardive, che comportano un ritardo della terapia. A differenza dei primi anni 2000, quando erano disponibili poche terapie, oltre il 50% degli ammalati di AIDS negli ospedali sostenuti da MSF oggi ha già iniziato la terapia antiretrovirale (ART) ma molti pazienti evidenziano segni clinici di fallimento del trattamento.
“Nonostante l’ampio accesso ai farmaci antiretrovirali, nei paesi in via di sviluppo non si è osservato il calo previsto dell’HIV in fase avanzata. Ciò che è cambiato è che tra le persone ricoverate negli ospedali, la maggior parte è già stata diagnosticata e molti pazienti sono in cura da diversi anni. In Kenya, a Homa-Bay, dove gli antiretrovirali sono disponibili da anni, la metà dei pazienti ricoverati per AIDS mostra però segni di insuccesso della terapia. Stiamo insistendo per passare più rapidamente questi pazienti a farmaci antiretrovirali di seconda linea,” afferma David Maman, epidemiologo di MSF Epicentre.
A livello comunitario, le indagini di MSF sulla popolazione mostrano anche che una parte dei pazienti affetti da AIDS nelle comunità dell’Africa meridionale e orientale rimane senza accesso a test e terapie. Circa il 10% delle persone HIV-positive che vive nei distretti di Malawi, Kenya e Sudafrica ha già sviluppato l’AIDS e il 47% di loro non è mai stato sottoposto a test o terapie.
“Le persone continuano ad essere diagnosticate tardivamente. Abbiamo bisogno di nuove modalità per individuare precocemente chi è stato escluso, per evitare che arrivino in ospedale in condizioni ormai fatali, o muoiano in casa prima ancora di ricevere assistenza. L’emarginazione e la mancanza di informazioni restano ancora elevate e comportano ritardi nel trattamento o la mancanza di test e terapie. Tutto questo evidenzia la necessità di integrare una maggiore copertura antiretrovirale a livello comunitario con una migliore assistenza per i pazienti in trattamento da anni,” afferma Gilles van Cutsem, specialista per l’HIV di MSF.
I medici, compresi quelli di MSF, esprimono sempre maggiore preoccupazione per la mancanza di attenzione e di mezzi per la prevenzione e il trattamento dell’AIDS in Africa. Ieri l’Organizzazione Mondiale della Sanità  ha pubblicato le sue prime linee guida per il trattamento dell’AIDS in contesti a risorse limitate. È un passo avanti decisamente positivo, ma chiediamo l’attuazione urgente di queste linee guida con misure supplementari per affrontare la possibile resistenza ai farmaci e il fallimento terapeutico.Aids
“Ogni paziente che si presenta con l’AIDS è una dimostrazione terribile della difficoltà di fare tempestivamente il test, di accedere al trattamento e di proseguire in modo costante la terapia antiretrovirale. Con la riduzione dell’impegno politico globale e dei finanziamenti per l’HIV, non solo la lotta più ampia contro il virus rischia di fare marcia indietro, ma si riduce sostanzialmente anche la speranza di ripresa per i pazienti che arrivano in ospedale con uno stadio avanzato della malattia,” afferma Mit Philips, esperta di MSF per le politiche sanitarie.
Oggi MSF supporta oltre 230.000 PLHIV con terapie antiretrovirali in 19 paesi, con particolare attenzione all’assistenza gratuita di qualità, inclusi metodi di test e trattamento immediato, migliore sostegno all’adesione terapeutica e modelli di assistenza differenziati.
MSF fornisce o supporta direttamente l’assistenza ospedaliera gratuita per il trattamento dell’AIDS in quattro ospedali dell’Africa sub-sahariana. Nell’ospedale distrettuale di Homa Bay (200 posti letto) e nei centri sanitari di riferimento in Kenya, MSF supporta e addestra personale medico e fornisce attrezzature mediche, sostegno di laboratorio e farmaci per migliorare il trattamento delle infezioni opportunistiche (IO). Nell’ospedale distrettuale di Nsanje (200 posti letto), in Malawi, MSF forma personale medico al fine di migliorare la diagnosi e la gestione clinica dei pazienti con HIV/AIDS, aumentando al contempo i servizi di laboratorio, il supporto farmaceutico e le forniture per il trattamento delle IO. MSF gestisce un’unità specializzata per l’AIDS nell’ospedale di Donka (31 posti letto) a Conakry e nell’ospedale di Kabinda (42 posti letto) a Kinshasa, nella RDC, e sostiene l’Ospedale di Roi Baudoin, anch’esso a Kinshasa. Questi centri collaborano con centri sanitari periferici per migliorare i rinvii dei pazienti e contribuire alla formazione, al fine di migliorare la qualità complessiva dell’assistenza per i pazienti con HIV/AIDS. In tutti i progetti per l’HIV, le équipe di MSF sviluppano e implementano pacchetti di test diagnostici e trattamento di HIV/AIDS, nonché il miglioramento dell’alfabetizzazione e dell’adesione terapeutica.

(@novellatop, 31 luglio 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts