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Iraq: Rossella (Emergency) racconta com’era la vita di Saja durante l’assedio di Mosul

Saja

ERBIL, 31 LUGLIO – Rossella, dello staff di Emergency nell’ospedale iracheno di Erbil raccontala storia di Saja, una bambina di dodici anni, ricoverata all’Emergency Hospital della città curda, che era rimasta intrappolata a Mosul durante l’assedio.

”Saja – scrive Rossella –  dimostra meno anni di quanti in effetti ha.  Viveva con la zia a Mosul, in una casa crollata a causa di un bombardamento. È rimasta intrappolata tra i cadaveri, la mamma Zahra l’ha ritrovata con il corpo pieno di schegge, senza voce, così traumatizzata da non permettere a nessuno di toccarla. Ospedale Erbil

“E la vita di Saja, durante l’assedio, com’era?”, chiedo a Zahra. Saja, come la maggior parte dei bambini, non ha potuto frequentare la scuola per anni. I programmi scolastici, negli edifici ancora in piedi, erano stati modificati a suon di insegnamenti sulla guerra: “I bambini non erano neanche liberi di disegnare, le immagini dei cartoni animati che decoravano le classi scolastiche… anche quelle erano haram: vietato raffigurare qualsiasi creatura vivente”. ‘Haram’ è tutto ciò che è proibito, mentre ‘halal’ è tutto ciò che è permesso dalla Sharia, secondo la rigida interpretazione dell‘ISIS che, durante l’assedio di Mosul, ha imposto una visione manichea legata al fondamentalismo a tutta la popolazione.

Ospedale Erbil“Tutti gli uomini erano costretti a portare la barba, le donne il burqa. Frustate e scariche elettriche erano la punizione per chi disobbediva. Non era consentito utilizzare il cellulare, né fumare sigarette o indossare i jeans. Nonostante la scarsità di cibo non potevamo consumare neanche la carne surgelata, è haram” racconta Zahra.
Dopo circa tre anni di dominio dell’ISIS sulla città e otto mesi di combattimenti, il 9 luglio Mosul è stata liberata. Ma rimangono le rovine della città, circa un milione di sfollati, le migliaia di civili uccisi e tutti quelli che hanno ancora bisogno delle nostre cure. Da gennaio a oggi, a Erbil abbiamo curato oltre 829 vittime del conflitto: più del 40% erano donne o bambini”.

(@novellatop, 31 luglio 2017)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts

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