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Un ponte per… lancia piano emergenza per civili feriti di guerra a Raqqa

ROMA, 1 AGOSTO – Sta per partire “SAFE”, il piano di emergenza con il quale l’organizzazione italiana Un ponte per…, grazie a fondi europei, garantirà assistenza sanitaria salvavita ad oltre 3.000 civili feriti di guerra in fuga da Raqqa, in Siria, per i prossimi 8 mesi.

Assicurare ai feriti di guerra intrappolati nella città di Raqqa, roccaforte di Daesh (Stato Islamico) in Siria,  l’accesso alle cure salvavita, attraverso il sostegno diretto al sistema sanitario del nord-est del paese. Grazie a “SAFE:” sarà’ possibile acquistare 15 ambulanze, sostenere in modo diretto 11 squadre specializzate di medici ed operatori sanitari, e creare 3 Punti di stabilizzazione dei feriti (Trauma Stabilization Points – TSPs) alle porte della citta’, prima di trasferirli presso gli ospedali più vicini, aumentando così le loro possibilità di sopravvivenza.

I civili intrappolati a Raqqa – tra questi secondo UNICEF, 25 mila bambini – non hanno la possibilità di accedere a nessuna struttura sanitaria ed i pochi presidi presenti sono lontani rispetto al fronte dove si svolgono i combattimenti. Migliaia di civili si trovano in queste ore privi di assistenza. Obiettivo di “SAFE” è quello di spingersi sulla linea del fronte attraverso l’invio di ambulanze e team specializzati. Una volta recuperati, i feriti più gravi saranno trasportati nei più vicini TSPs. Qui verranno stabilizzati attraverso cure salvavita, per poi essere, se necessario, trasferiti negli ospedali più vicini nel minor tempo e nelle migliori condizioni possibili.

Oltre 3.000 le persone che si stima saranno raggiunte nel corso di 8 mesi, grazie all’acquisto e all’impiego delle 15 ambulanze. A bordo di ogni mezzo sarà sempre presente personale locale specializzato in grado di monitorare costantemente le condizioni dei pazienti nello spostamento dalla linea del fronte ai TSPs, e da questi alle strutture sanitarie più vicine.

Grazie a questa azione, sarà possibile estendere la cosiddetta “Golden hour”, il lasso di tempo entro il quale un paziente gravemente ferito ha maggiori possibilità di sopravvivenza se trattato con prontezza e stabilizzato.

Parallelamente, agli operatori sanitari locali impegnati in prima linea saranno garantiti training sulle tecniche di primo soccorso psicologico (PFA), sulla gestione di vittime civili in luoghi di conflitto, sulle modalità di decontaminazione in caso di attacchi chimici e sui comportamenti da tenere in zone minate. Un progetto che rientra nel più vasto intervento che Un ponte per… dal 2015 sta portando avanti nel nord-est della Siria, attraverso il sostegno diretto ai Centri sanitari locali e con la formazione di personale medico-sanitario specializzato. (@OnuItalia)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts